12 novembre 2009 / 16:34 / 8 anni fa

Banche Europa, forte trading compensa perdite su crediti - R&S

MILANO, 12 novembre (Reuters) - Il sistema bancario europeo deve molto alla ripresa dei mercati finanziari nella prima parte del 2009 e se se questi mantengono l‘intonazione positiva è presumibile che l‘anno si chiuda con utili superiori al 2008 anche se ancora ben lontani dai livelli pre-crisi.

E’ infatti la forte ripresa del trading, dopo la batosta del 2008 - soprattutto nel secondo semestre - che ha trascinato i ricavi delle banche del Vecchio Continente, più che compensando le maggiori perdite su crediti, particolarmente rilevanti per le banche inglesi e meno per le italiane, in linea o sotto la media europea.

E’ quanto emerge dallo studio di R&S (Mediobanca (MDBI.MI)) sulle maggiori banche europee nel primo semestre del 2009 che prende in considerazione diciotto banche europee: i sedici maggiori istituti per totale attivi e i due maggiori gruppi italiani (Unicredit (CRDI.MI) e Intesa Sanpaolo (ISP.MI).

Secondo i dati aggregati del panel di banche, nel primo semestre del 2009, l‘utile netto si attesta a 15,6 miliardi di euro al di sotto dei 25,9 miliardi dello stesso periodo dell‘anno precedente ma in netta ripresa dalla perdita di 55,2 miliiardi della seconda metà del 2008.

Il risultato positivo, che tuttavia risente del rosso registato da Lloyds (LLOY.L), Ubs UBSN.VX, Commerzbank (CBKG.DE) e Rbs (RBS.L), arriva dopo una crescita del 17% dei ricavi a quota 219,5 miliardi (di cui 27,9 miliardi da trading da -59,7 miliardi del secondo semestre 2008) ma dopo un incremento del 138% delle perdite su crediti che hanno raggiunto quota 62 miliardi.

La costante progressione di queste ultime negli ultimi tre semestri si conferma anche nel corso del terzo trimestre appena licenziato (+55% rispetto al primo semestre), evidenziando come il tema del deterioramento della qualità degli attivi, legato alla debolezza del ciclo economico, continuerà a mostrare segni di tensione negli ultimi tre mesi del 2009.

PERDITE SU CREDITI: MALE INGLESI, IN LINEA ITALIANE

Dall‘analisi delle singole banche del campione emerge che le maggiori perdite su crediti nel primo semestre dell‘anno sono state sopportate dagli istituti inglesi.

Per Hsbc il dato è di 9,9 miliardi, con un‘incidenza sui ricavi del 40%, percentuale che per Lloyds balza all‘87% (9,5 miliardi). Sul fronte italiano Unicredit ha registrato perdite su crediti per 4,1 miliardi con una incidenza sui ricavi del 28,5% in linea con la media (28,2%), mentre al di sotto di questa si colloca Intesa Sanpaolo, con 1,8 miliardi pari al 21% dei ricavi.

Leggermente sotto la media anche le spagnole Bbva (BBVA.MC) e Santander (SAN.MC), mentre la maglia rosa in Europa va all‘elvetica Credit Suisse CSGN.VX (3,1%) e alla tedesca Deutsche Bank (DBKGn.DE) (9,8%).

Bisogna evidenziare, tuttavia, che queste ultime due banche sono quelle che hanno la minore incidenza dei crediti verso clienti sul totale degli attivi. Per la banca tedesca, ad esempio, oltre la metà dell‘attivo (57%) è costitutito da “altre attività”, voce che include principalmente i derivati.

CRESCONO CREDITI DUBBI, BANCHE ITALIANE MENO COPERTE

Le banche italiane si sono comportate mediamente meglio delle colleghe europee sul fronte dei crediti dubbi lordi, ma non per quelli netti a causa dei minori accantonamenti. A questo riguardo le politiche di valutazione del credito più rigorose sono quelle fatte da Bnp Paribas, Santander, Credit Agricole e Bbva.

Nei dettagli, un campione più ampio delle banche italiane che comprende anche Mps (BMPS.MI), Bper (EMII.MI), Pop Milano PMII.MI, Banco Popolare BAPO.MI, Mediobanca (MDBI.MI) e Ubi Banca (UBI.MI) mostra un crescita elevata dei crediti dubbi netti (+34%) essenzialmente per l‘importante incremento di Intesa Sanpaolo (+44%).

Il tasso di copertura dei crediti dubbi resta più basso in Italia rispetto all‘Europa (45,1% contro 54,3%).

COEFFICEINTI SOLVIBILITA’: ITALIA SOTTO LA MEDIA I coefficienti di solvibilità in Europa mostrano un andamento crescente con una media che è passata dall‘11,1% nel 2007 a 12,6% nel 2008 al 13,1% nei primi sei mesi del 2009.

Anche a livello italiano il trend è crescente ma è sempre sotto la media europea: nel 2007 era del 10,2%, nel 2008 del 10,8% e nel primo semestre del 2009 dell‘11,1%.

In particolare Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno un Core Tier 1 del 6,9% contro la media europea dell‘8%.

Dexia ha il migliore Core Tier 1 in Europa con il 10,4%, mentre Commerzbank è al 9,9%.

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