December 19, 2018 / 2:10 PM / 5 months ago

Lusso, per 120% Lino il fondo Made in Italy punta a 40 mln di ricavi nel 2022

MILANO, 19 dicembre (Reuters) - Il marchio di abbigliamento emiliano 120% Lino, da un mese sotto il controllo di Made in Italy Fund, punta ad arrivare a 40 milioni di fatturato in quattro anni dai 13 attesi per il 2018.

L’Ebitda margin, oggi già al 18%, dovrebbe crescere di qualche punto percentuale.

Lo ha detto Mauro Grange, nuovo AD della società e partner del fondo di private equity costituito da Q Group & Pambianco che a novembre ha perfezionato l’acquisto del 70% del brand. Il 30% è rimasto ad Alberto Peretto, che lo fondò oltre 30 anni fa a Sant’Agata Bolognese e che resterà alla guida dell’ufficio stile.

Il fondo, ha spiegato Grange, ha un’orizzonte temporale per i suoi investimenti intorno ai 5-7 anni. Troppo pochi per ipotizzare una quotazione. “120% Lino ha un grande potenziale. Il nostro target sono aziende medio-piccole da accompagnare nella crescita. Per questo marchio mi immagino un ulteriore passaggio di controllo - industriale o finanziario che sia - che lo porti dai 40 ai 100 milioni di fatturato e allora magari arriverà anche la borsa”.

La cessione è nata, come spesso accade per le piccole aziende italiane, per un problema di passaggio generazionale e per la necessità di avere alle spalle una struttura manageriale e finanziaria che permettesse di accelerare sulla internazionalizzazione. Già oggi l’Italia conta solo per il 15% del fatturato. Sono oltre 300 i punti vendita nell’wholesale, dagli Usa al Giappone, e sette i negozi monomarca, di cui cinque nell’area di Miami e due a Milano.

Il piano industriale punta all’apertura di sei flagship store l’anno (partendo da Usa ed Europa) per sviluppare il canale wholesale. Sempre in aree miti, visto che il focus delle collezioni è - e sarà sempre di più, anche per l’inverno - il lino. L’AD lavorerà per alzare il posizionamento del brand, già percepito negli Usa come “affordable luxury”; l’e-commerce arriverà non prima del 2020.

“Il lino è un materiale straordinario, che cresce in aree temperate senza pesticidi e con poca acqua; ha grandi qualità termiche ed è naturalmente anallergico. Tutto il nostro lino sarà coltivato in Europa, i prodotti disegnati e finiti in Italia dopo un passaggio “taglio-e-cuci” in Bulgaria”, ha raccontato Grange.

(Claudia Cristoferi)

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