May 10, 2018 / 3:21 PM / 6 months ago

PUNTO 2-Prysmian, in trim1 utile in calo, vede ebitda adj 2018 a 730-770 mln

(Accorpa pezzi, aggiunge dettagli, chiusura titolo)

MILANO, 10 maggio (Reuters) - Prysmian ha archiviato il primo trimestre con ricavi in aumento, margini stabili e utile in calo, fornendo una guidance sull’ebitda adjusted 2018 di 730-770 milioni di euro, rispetto al range 710-750 milioni dell’anno scorso (736 milioni l’ebitda a fine anno). Torna a creare problemi il progetto Western Link, ma il mercato non pare spaventato e reagisce ai conti con entusiasmo.

I ricavi, si legge in un comunicato del produttore di cavi, hanno registrato un aumento, su base organica, del 3,1%, a 1,879 miliardi di euro.

L’ebitda adjusted è sceso dello 0,8%, a 153 milioni. Il risultato operativo rettificato si è attestato a 109 milioni (-0,9%). Nel corso della conference call di presentazione dei risultati, l’amministratore delegato, Valerio Battista, ha definito “sostenibile” nell’intero anno la crescita organica dei primi tre mesi.

A livello settoriale, bene gli energy projects (+14,9% la variazione organica dei ricavi), ma l’ebitda adjusted risente dell’accantonamento di 20 milioni “legato a problematiche tecniche — attualmente in fase di investigazione — emerse nel corso delle attività preparatorie al collaudo del collegamento Western Link (WL)”. Si tratta di un progetto che, a causa di problematiche tecniche, aveva pesantemente impattato i risultati del gruppo nel 2014.

Battista ha spiegato che il problema su WL si è manifestato “ad inizio aprile durante la fase di testing di un tratto del cavo nelle acque basse”. Il gruppo ritiene che l’accantonamento sia “totalmente in linea con i rischi potenziali: ci aspettiamo 16 milioni di costi a causa del ritardo nel progetto”. Per capire cosa è accaduto, ha aggiunto il manager aretino, “dobbiamo avere il cavo in mano e analizzarlo”.

Male il segmento ‘oil & gas’: -9,1% i ricavi ed ebitda rettificato negativo per 1 milione. Prosegue la spinta delle tlc: ricavi +1,7% (molto bene i cavi in fibra ottica, mentre quelli in rame hanno risentito di una flessione della domanda in Australia), ebitda +40,1% (con una marginalità balzata al 23,5% dal 16,3% di un anno prima). Tra l’altro, alla luce dell’andamento della domanda e della carenza di cavi in fibra ottica, l’AD ha detto che il cda ha autorizzato un piano di investimenti per 110 milioni per incrementare la capacità produttiva.

DEBITO DOPO ACQUISIZIONE GENERAL CABLE A 2-2,1 MLD

Un analista che segue Prysmian parla di “risultati un po’ inferiori alle attese”, sottolineando l’inatteso accantonamento legato a Western Link; meglio delle previsioni il debito. Un secondo analista pone l’accento sulla crescita organica nettamente superiore al concorrente Nexans. Un terzo parla di “risultati buoni considerando gli accantonamenti non previsti. Bene la guidance, anche se irrilevante riferendosi alla sola Prysmian e non a Prysmian + General Cable”. Un quarto analista parla di “primo trimestre anche migliore delle attese, tenuto conto dell’impatto negativo di WL”.

Reazione positiva del titolo Prysmian, che ha chiuso in rialzo del 2,16%, a 25,97 euro, dopo aver toccato un massimo di 26,18 euro.

L’utile netto è stato pari a 28 milioni (-24,3%). Il gruppo guidato da Valerio Battista attribuisce il calo soprattutto “all’effetto non cash legato al fair value dei derivati utilizzati per la copertura del rischio di variazione di prezzo delle materie prime”.

L’indebitamento finanziario netto a fine marzo ammontava a 648 milioni, rispetto ai 436 milioni a fine 2017.

Nel dicembre scorso Prysmian ha acquisito General Cable , operazione che ha ottenuto il via libera dell’antitrust Ue.

Il direttore finanziario, Pier Francesco Facchini, ha anticipato che l’indebitamento a valle dell’integrazione con General Cable sarà pari a 2-2,1 miliardi.

“In costanza dei rapporti di cambio ai livelli in essere al momento della redazione del presente documento”, recita la nota, si prevede che “l’effetto traslativo derivante dalla conversione nella valuta di consolidamento dei risultati delle consociate generi un impatto negativo sul risultato operativo di gruppo atteso per il 2018 per circa 20-25 milioni di euro”.

Il range di previsione sull’ebitda a fine anno tiene conto dell’impatto dei cambi e dell’accantonamento di 20 milioni per WL, nonché di “una domanda nei business ciclici dei cavi per le costruzioni e industriali in crescita”, un consolidamento della posizione negli energy projects e una prosecuzione del trend delle tlc.

Secondo le stime di consensus, pubblicate dall’azienda sul sito, gli analisti (nove broker) per il primo trimestre prevedevano ricavi pari a 1,895 miliardi, un ebitda adjusted di 159 milioni, un ebit adjusted di 110 milioni e un indebitamento netto di 668 milioni.

Per leggere il comunicato integrale, i clienti Reuters possono cliccare su

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