21 aprile 2017 / 09:40 / 7 mesi fa

PUNTO 1-Saipem, trim1 ancora debole, punta su nuovi business, ma niente spezzatino

* Utile netto in calo di 23%, confermata guidance 2017

* Cao: “Costruiremo campi eolici e smantelleremo piattaforme”

* Titolo balza in Borsa, mercato apprezza tenuta margini (Riscrive, aggiunge dichiarazioni e dettagli)

di Giancarlo Navach

MILANO, 21 aprile (Reuters) - Saipem chiude il primo primestre del 2017 con risultati in contrazione e di poco sotto le attese, in un mercato ancora difficile, che vede le compagnie petrolifere incerte nell‘avviare nuovi progetti nell‘esplorazione e produzione di idrocarburi a causa della debolezza del prezzo del petrolio.

Non ci sono piani di spezzatino dell‘azienda con la divisionalizzazione in cinque unit, confermata la guidance per il 2017, mentre si punta a diversificare su nuovi business, come la costruzione chiavi in mano di campi nel settore eolico o lo smantellamento di piattaforme petrolifere.

Il trimestre si chiude con un risultato netto di 47 milioni di euro, in contrazione del 23% rispetto allo stesso periodo del 2016 e con un Ebit di 112 milioni, in flessione del 21,1% a fronte di una stima Thomson Reuters di 119,6 milioni. I ricavi ammontano a 2,263 miliardi, in discesa del 20,3% “principalmente a causa della contrazione di attività nei settori E&C Offshore e Drilling”, si legge in una nota.

L‘indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2017 ammonta a 1.605 milioni, con un incremento di 155 milioni rispetto al 31 dicembre 2016 (1.450 milioni).

“L‘ultima cosa che mi viene in mente è il cosiddetto ‘break up’. Non sono qui per questo. Le vedo come divisioni focalizzate sui nostri busines storici e tradizionali intorno ai quali costruire una storia di successo”, ha spiegato l‘AD, Stefano Cao nella call, sgombrando il campo dai timori di un possibile spezzatino delle attività del gruppo e quindi a una vendita. Il manager ribadisce che l‘E&C offshore “è il core business di Saipem dove esprimiamo il più elevato livello di capacità”.

Stante la situazione attuale, la oil service italiana guarda anche a sviluppi in altri settori: “E’ chiaro che, date le caratteristiche delle nostre competenze e dei nostri mezzi, in questa fase cerchiamo di impiegarle al meglio in campi non legati all‘oil e gas, ma all‘energia”. Il manager fa due due esempi, “uno legato all‘eolico e allo sviluppo, chiavi in mano, di grandi campi eolici nell‘area del Mare del Nord dove abbiamo competenze ed ingegneri per affrontare progetti di dimensione e complessità nuovi e l‘altro per operazioni inverse, come lo smontaggio delle piattoforme arrivate a fine vita che devono essere rimosse in maniera sostenibile. Questo è un campo in cui ci stiamo ritagliando opportunità di lavoro”.

In Borsa il titolo sta andando bene e, intorno alle 11,10, sale del 3,6% a 0,40 euro. “Il mercato si aspettava risultati molto deboli nel primo trimestre e quindi sta premiando il fatto che i margini a livello percentuale rispetto ai ricavi abbiano difatto tenuto perché si temeva fossero ancora peggiori”, sottolinea un analista di una banca d‘affari italiana.

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