23 febbraio 2017 / 18:39 / 7 mesi fa

PUNTO 1-Saipem, in rosso per 2 mld in 2016, pesa mini barile, oltre 400 tagli in Italia

* Confermata guidance per il 2017

* Cfo: non è prevista vendita di asset al momento

* Nessun dividendo sul 2016 (Accorpa, aggiunge altri dettagli, dichiarazioni)

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Saipem non prevede al momento di cedere divisioni, in un periodo in cui la stabilizzazione del prezzo del petrolio, a livelli superiori rispetto a quelli precedenti, non ha ancora spinto le oil companies a tornare a investire nell‘attività di esplorazione e produzione.

E’ quanto ha detto il Cfo della oil service, Giulio Bozzini, commentando i risultati del quarto trimestre 2016 chiusi con un risultato netto adjusted di 26 milioni e un netto reported 2016 in rosso per 2,087 miliardi, al netto di svalutazioni e oneri da riorganizzazione per 2,313 milioni. I ricavi scendono del 13,3% a 9,976 miliardi da 11,507 miliardi in 2015, a causa della contrazione di attività nei settori E&C Offshore e drilling. Confermata la guidance 2017 con ebitda adjusted previsto a circa 1 miliardo, ricavi intorno a 10 miliardi e utile netto sopra 200 milioni.

Alla luce di questi risultati, la oil service non distribuirà alcun dividendo sul 2016.

“Al momento non c‘è allo studio alcuna vendita di nostre divisioni. Il prezzo del petrolio si è stabilizzato a un livello superiore rispetto a quelli precedenti, ma per il momento non si vede ancora una ripresa delle attività e degli investimenti da parte delle oil companies”, ha detto il manager in una call con la stampa.

Nel commentare i risultati, l‘AD Stefano Cao ha rilevato che “il 2016 è stato un anno fondamentale per il rilancio della Saipem. Sono state portate a termine tutte le azioni necessarie ad accompagnare l’uscita dal perimetro di consolidamento dell’Eni e, nello stesso tempo, avviate le misure necessarie a fronteggiare il difficile contesto di mercato che nel 2016 ha comportato svalutazioni ed una ulteriore significativa razionalizzazione dell‘asset base”. E anche per il 2017 il mercato resta sfidante, sottolinea il numero uno di Saipem.

Quanto al taglio dei costi, il Cfo ha detto che “è stato compiuto un progresso sul piano di riduzione dei costi lanciato nel 2015, arrivando al 90% del nostro obiettivo e a ottobre 2016 abbiamo avviato la seconda fase del nostro programma strategico e di organizzare le quattro business unit”.

Infine, relativamente all‘annuncio fatto lo scorso ottobre di un taglio di 800 posti di lavoro in Europa, nell‘ambito del piano al 2020, il Cfo ha precisato che “di questi circa un po’ più della metà riguarda l‘Italia e un po’ meno l‘estero. La parte italiana è gestita con l‘articlo 4, legge Fornero, con prepensionamenti e a fronte di un‘entrata di 150 giovani”, ha concluso Bozzini.

(Giancarlo Navach)

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