8 aprile 2009 / 12:41 / 9 anni fa

PUNTO 1-Campari conferma politica dividendi dopo Wild Turkey -AD

(accorpa pezzi, aggiunge dettagli da conferenza)

MILANO, 8 aprile (Reuters) - Campari (CPRI.MI) conferma la politica di dividendi dopo l‘acquisizione di Wild Turkey.

Lo ha detto l‘AD Bob Kunze-Concewitz nel corso di una conferenza stampa per presentare l‘operazione.

“L‘acquisizione non avrà un impatto sulla politica dei dividendi”, ha detto l‘AD. “Generiamo tanto cash. Il free cash flow 2008 è stato di 123 milioni di euro”.

L‘AD ha affermato che l‘asset acquisito “dovrebbe aggiungere 100 milioni di euro di ricavi su base annua”.

Kunze-Concewitz ha aggiunto che “il deal ha un impatto positivo su margini e utili”, ma non ha fornito delle previsioni numeriche. L‘AD, inoltre, ha detto che ci saranno delle sinergie, ma non le ha quantificate.

Campari ha acquisito Wild Turkey da Pernod Ricard (PERP.PA) per 575 milioni di dollari (433 milioni di euro), che corrisponde a 9,7 volte il margine di contribuzione e 12 volte l‘Ebitda atteso per i prossimi dodici mesi.

A chi gli faceva notare che il multiplo pagato dal gruppo italiano è piuttosto alto, “da pre-credit crunch”, Kunze-Concewitz ha replicato che Wild Turkey “non è stata strapagata: siamo disciplinati in termini di multipli, l‘asset vale quanto abbiamo pagato”.

Il mercato pare dare ragione a Campari: il titolo, infatti, attorno alle 14,30 italiane, sale del 4%, a 4,9425 euro, dopo aver segnato un massimo di 5,14 euro, nuovo top dell‘anno.

ACQUISIZIONI IN STAND-BY: “DOBBIAMO DIGERIRE IL TACCHINO”

Si tratta della quarta acquisizione conclusa da Campari negli Stati Uniti, dove la società italiana ha investito un totale di 1,1 miliardi di dollari in operazioni di M&A.

L‘AD ha affermato che la campagna di acquisizioni per un po’ verrà accantonata: “Dobbiamo digerire il tacchino”, ha ironizzato. “Wild Turkey è un‘acquisizione impegnativa, ci fermiamo qui”.

D‘altro canto, Campari non ha in cantiere dismissioni di brand, “ma la mia porta è aperta se qualcuno vuole offrire cifre importanti”.

La transazione sarà finanziata interamente attraverso linee di credito sottoscritte da Bank of America, Bnp Paribas, Calyon e Intesa Sanpaolo. Kunze-Concewitz ha raccontato che Campari ha concordato con gli istituti di credito delle condizioni vantaggiose. “Ci sono due tranche, una con un tasso d‘interesse pari a 175 punti base sopra il mid-swap e l‘altra 225 punti base sopra mid-swap”.

L‘operazione, ha proseguito il manager, “porterà l‘indebitamento a un rapporto con l‘Ebitda di tre volte, che ci consentirà di restare investment grade”. Kunze-Concewitz ha definito “sostenibile” e “tranquillo” il livello di indebitamento, aggiungendo che punta “ad abbatterlo attraverso la generazione di cassa, non abbiamo bisogno di emissione obbligazionarie”.

Per quanto riguarda l‘impatto di Wild Turkey sul business di Campari, l‘AD ha sottolineato che “il peso dell‘Italia (sul fatturato) scende al 37,4% dal 41,1% del 2008”, mentre “gli spirits passano al 73,1% dal 70,5%”.

Kunze-Concewitz ha argomentato che il brand acquisito “rafforza la nostra massa critica negli Usa”, principale mercato per Wild Turkey, che, però, “vende in più di 60 Paesi”, con una presenza importante, in particolare, in Australia e Giappone.

Il brand, secondo l‘AD, ha buone prospettive di crescita, oltre che nei mercati dove è già forte, “in Cina, Gran Bretagna e Germania”, dove “ci sono consumatori, ma il marchio non è ancora rappresentato”.

Non è previsto un lancio di Wild Turkey in Italia, dove “il brand praticamente non esiste”. Nel nostro Paese, ha aggiunto, “distribuiamo Jack Daniel’s e continueremo a focalizzarci su questo”.

Infine, Kunze-Concewitz non ha voluto fornire indicazioni sull‘andamento del business nel primo trimestre, ma ha detto che “i consumi stanno andando bene, stiamo performando meglio del mercato”, soffermandosi sulla solidità del “fenomeno aperitivo” in Italia anche in un periodo di crisi economica.

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