28 luglio 2008 / 14:56 / tra 9 anni

R&S, in 2007 privato meglio di pubblico, rallenta in trim1 2008

MILANO, 28 luglio (Reuters) - Nel 2007 il settore privato nell‘industria ha mostrato un maggiore dinamismo rispetto al pubblico per quanto riguarda le principali grandezze del conto economico. Ma le indicazioni dei primi tre mesi del 2008 segnalano uno scenario diverso, con un rallentamento dei gruppi privati a fronte di una continua crescita delle imprese a controllo pubblico.

E’ quanto emerge dall‘edizione 2008 dell‘annuario R&S dell‘ufficio studi di Mediobanca, che analizza i maggiori 50 raggruppamenti societari quotati, di cui 39 industriali, 6 bancari e 5 assicurativi.

Secondo lo studio, nel 2007 gli utili netti aggregati sono cresciuti dell‘8,8% rispetto all‘anno precedente, con +18,6% del settore privato e +2,9% del pubblico, i primi principalmente grazie a Fiat FIA.M, Prysmian (PRY.MI) e Ifi IFPI_p.MI. A livello di risultato netto il panorama industriale italiano esaminato vede 39 gruppi in utile, con una maggiore concentrazione in Eni, Fiat, Enel (ENEI.MI), Telecom Italia (TLIT.MI) e Tenaris (TENR.MI) e tre gruppi in perdita (Alitalia AZPIa.MI, Stm (STM.MI) e Fastweb FWB.MI).

PRIVATO PIU’ FORTE ALL‘ESTERO, MARGINI PUBBLICO MIGLIORI

Il fatturato delle società analizzate mostra una crescita all‘estero del 10,9% contro +2,4% interno. Anche in questo caso prevalgono i privati rispetto al pubblico (+12,2% contro +8,9%)

Le maggiori variazioni sono state registrate dalle società che hanno concluso nel biennio 2006-2007 acquisizioni all‘estero, come Enel-Endesa, Pirelli-Dgag, De Agostini-GTech, Rcs (RCSM.MI)-Recoletos.

Il confronto tra pubblico e privato in termini di indicatori di bilancio cambia tuttavia se si paragona l‘incidenza dei margini rispetto al fatturato. A fronte di una lieve flessione generale dei margini, quelli del settore pubblico restano decisamente sopra quelli del privato, una situazione che è riconducibile al presenza delle imprese a controllo pubblico in settori più redditizi (energia) e protetti (utilities e reti).

STRUTTURA FINANZIARIA DEBOLE, EFFETTO ENEL Tra il 2006 e il 2007 la struttura finanziaria dell‘industria ha mostrato segnali di indebolimento a causa di un forte aumento dei debiti finanziari.

Complessivamente il rapporto capitale netto/debiti finanziari è sceso al 94% dal 117%, sintesi del lieve miglioramento del privato e del peggioramento del pubblico. In particolare, il debito finanziario del settore pubblico è balzato del 108%, contro la flessione dell‘1,8% del privato, effetto dell‘operazione di acquisizione di Endesa da parte di Enel nell‘ottobre dello scorso anno.

La struttura finanziaria rimane comunque sempre più solida nel pubblico: senza l‘effetto Endesa la dotazione patrimoniale del pubblico resta superiore al privato (97% contro 92% nel rapporto capitale netto/debiti finanziari).

PRIVATO RALLENTA IN TRIM1 2008

Il primo trimestre 2008 ha visto un andamento decisamente opposto tra imprese a controllo pubblico e private, probabilmente a causa degli effetti nel sistema industriale della crisi finanziaria globale.

A fronte di segnali di crescita a livello generale (utile netto +9,5%), le imprese private hanno infatti visto una flessione del margine operativo netto e dell‘utile netto rispettivamente dello 0,7% e del 7,6% contro una crescita del 21,4% e del 19,6% del pubblico.

ENI MAGGIORE INVESTITORE, FORTI DIVIDENDI PER SEAT Nel quadriennio 2004-2007 Eni vince la palma per il maggior investitori in termini assoluti con investimenti tecnici di oltre 28 miliardi.

Sul fronte dei dividendi tra il 2003 e il 2007 l‘azionista pubblico ha incassato 14,6 miliardi di dividendi, di cui 6,2 miliardi da Enel e 6 mld circa da Eni. Mentre gli azionisti di controllo prtvati sono affluiti 7 miliardi. Tra i maggiori percettori di dividendi i soci di controllo Seat (1,8 miliardi), Fininvest (1 mld), Tenaris (0,8 mld).

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