7 novembre 2008 / 15:35 / tra 9 anni

PUNTO 2-Telecom, utile trimestre cala a 623 mln, conferma target

(aggiunge dichiarazioni Bernabè, Patuano, analisti)

MILANO, 7 novembre (Reuters) - Telecom Italia (TLIT.MI) ha chiuso il terzo trimestre con risultati migliori delle attese, che vedono una contrazione rispetto al 2007, ma un miglioramento rispetto al secondo trimestre.

Lo comunica una nota dell‘operatore che conferma gli obiettivi di quest‘anno.

Un “terzo trimestre con ricavi e margini in ripresa che ci consentirà di raggiungere gli obiettivi 2008”, dice l‘AD Franco Bernabè in una nota.

L‘utile netto cala a 623 milioni di euro da 706 milioni dello stesso periodo dell‘anno scorso, l‘Ebit a 1,596 da 1,733 miliardi, l‘Ebitda a 3,087 da 3,149 miliardi, i ricavi a 7,631 da 7,749 miliardi.

Il debito netto al 30 settembre risultava pari a 35,77 miliardi in linea con le stime.

Sulla prossima cedola l‘AD non ha fatto commenti, ma nella conference call sui risultati ha ricordato che Telecom è solida e che i trend stanno migliorando.

“In un periodo in cui il mondo è cambiato e la crisi finanziaria ha cominciato ad avere impatto sull‘economia reale abbiamo chiuso un buon trimestre”, aggiunge Bernabè nella nota.

“Vediamo i segni della crisi”, dice l‘AD. “Ma siamo convinti che gli effetti negativi possano essere compensati” da un‘attenta gestione della clientela.

Giudizi positivi dagli analisti, che concordano sul fatto che Telecom, come le altre società simili in Europa, abbiano poco da temere dalla crisi.

Cazenove parla di dati solidi e migliori delle previsioni.

Citigroup indica i risultati migliori delle attese. “Come molte altre società simili, Telecom Italia dice di non aver subito danni dalla situazione dell‘economia, siamo d‘accordo”, dice un report della banca di investimento.

Secondo la media delle previsioni di un sondaggio con 16 analisti, il fatturato del terzo trimestre era atteso a 7,506 miliardi, l‘Ebitda a 3,029 miliardi, l‘Ebit a 1,542 miliardi, l‘utile netto a 565 milioni. Il debito netto a fine settembre 2008 era atteso a 35,777 miliardi.

Sui nove mesi la bottom line si attesta a 1,77 miliardi di euro a fronte di attese per 1,705 miliardi. I ricavi sono pari ai 22,399 miliardi (consensus 22,344 miliardi), in calo del 2,6%. L‘Ebitda ha subito una discesa del 9,1% a 8,622 miliardi di euro (attesi 8,564 miliardi).

NESSUNA NOVITA’ SU FONDI SOVRANI IN CAPITALE

Per quanto riguarda l‘ingresso di un nuovo investitore nel capitale di Telecom, Bernabè ha ribadito che non ci sono novità e che, comunque, un aumento di capitale riservato per l‘ingresso di fondi sovrani “ora non è in agenda”.

L‘aumento riservato è considerata la modalità che verrà utilizzata per consentire l‘ingresso di un fondo sovrano nell‘azionariato della società telefonica.

FIDUCIOSI SU AUMENTO TARIFFE

Il gruppo ritiene che le richieste presentate all‘AgCom tra cui l‘aumento dei costi di unbundling e del canone, verranno approvate entro dicembre 2008.

“Saremo molto più decisi nel richiedere all‘autorità un contesto migliore sul fronte delle tariffe”, ha detto Bernabé, ricordando che il gruppo ha avanzato una proposta all‘AgCom.

“L‘attuale proposta che prevede un aumento delle tariffe è fondamentale per il rilancio delle telecomunicazioni in Italia”, ha aggiunto.

Telecom ha chiesto un aumento dei costi di unbundling a 9,39 euro al mese dal 7,64 euro, prezzo del 2008, e un aumento del canone di 1,26 euro al mese.

SU DEBITO POSSIBILE RICORSO A MERCATO

Telecom Italia potrebbe decidere di ricorrere al mercato sul fronte del debito, in chiave opportunistica, ma non ha necessità di operare in questa direzione a tutto il 2009.

“Ricorreremo al mercato solo sulla base di considerazioni opportunistiche e non abbiamo bisogno di farlo ora”, ha detto il direttore finanziario Marco Patuano, durante la conference call sui risultati. Telecom Italia mantiene un ampio cuscinetto di liquidità e linee di credito a tutto il 2009.

“Il costo del debito è rimasto costante”, ha aggiunto Patuano, al 5,9% circa.

Il direttore finanziario ha ricordato che il debito ha una maturità media di 8,28 anni, il 72% è a tasso fisso e circa il 42% del debito è denominato in dollari, sterline e yen e completamente coperto.

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