4 agosto 2014 / 13:53 / tra 3 anni

PUNTO 1-Banca Ifis promette cedola più ricca su 2014, netto semestre a 50,1 mln

(Aggiunge dettagli da nota, conferenza stampa)

MILANO, 4 agosto (Reuters) - Banca Ifis ha chiuso il primo semestre del 2014 con un utile netto in crescita del 13,7% a 50,1 milioni e promette un dividendo più ricco per l‘esercizio con un payout di almeno il 35%.

“In questo contesto di mercato, grazie alle forze messe in campo, ci aspettiamo che i risultati del 2014 siano i migliori della storia del gruppo”, ha dichiarato l‘Ad Giovanni Bossi in una nota. “In presenza di una conferma di questo scenario, la banca ritiene di poter proporre la distribuzione ai propri azionisti di un dividendo per azione in crescita, sostenendo un payout non inferiore al 35% già distribuito per il 2013”.

Sul 2013 Banca Ifis ha distribuito un dividendo di 0,57 euro su un utile netto di 84,8 milioni.

Il titolo festeggia la semestrale e la promessa di cedole più ricche e, intorno alle 15,30, sale del 5,01% con scambi già superiori alla media delle ultime 5 sedute. L‘indice dei bancari italiani sale dello 0,65%, mentre lo stoxx europeo guadagna lo 0,70%.

Il margine di intermediazione è cresciuto dell‘8,5% a 143 milioni di euro grazie soprattutto al contributo derivante dal settore dei crediti commerciali che rappresentano il 55% del totale e hanno mostrato una crescita del 37% a 78,6 milioni.

“Affermare che il cavallo non beve non è sostenibile”, ha dichiarato a questo proposito Bossi, in una conferenza stampa, sottolineando come sul fronte della domanda di credito si assista a una crescita “a macchia di leopardo” dal punto di vista settoriale e geografico.

Nel corso del semestre sono state effettuate rettifiche a fronte di crediti deteriorati per 21,2 milioni, in calo del 19,4% rispetto a un anno prima. Il costo del rischio di credito è quindi sceso a 204 da 349 di fine giugno 2013. “Riteniamo che 200 punti sia ancora troppo, pensiamo di poterci assestare intorno ai 150-100 punti base”, ha detto Bossi.

Le sofferenze rappresentano l‘1,8% del totale dei crediti commerciali, mentre i crediti deteriorati sono al 7% e rispetto al patrimonio rappresentano una porzione del 38%.

“Avevamo un obiettivo del 2% per fine anno come incidenza delle sofferenze sul totale dei crediti. Pensiamo a questo punto di poter fare un po’ meglio dell‘1,8% attuale”, ha dichiarato Bossi.

Prosegue il disimpegno nei confronti dei titoli di stato italiani che oggi sono pari a 6,4 miliardi e che per fine anno scenderanno intorno ai 5 miliardi con la prospettiva di diventare 2,8 miliardi nel 2015 per effetto delle scadenze. “Abbiamo smesso di comprare - ha spiegato l‘Ad - perché i rendimenti sono scesi al di sotto della cifra che per noi è interessante”.

Il Core Tier 1 secondo Basilea 3 si attesta al 13,84%, mentre il Solvency al 14,16%.

Bossi ha spiegato che Ifis parteciperà sicuramente alle prime due operazioni Tltro della Bce che consentono di ottenere fondi per il 7% degli affidamenti in essere.

Il totale dei crediti verso la clientela di Banca Ifis a fine giugno era intorno ai 2,5 miliardi con un incremento del 10,5%.

La ricerca di portafogli di npl verso famiglie in vendita “ci vede sempre attivi”, ha poi detto l‘Ad. “Ci sono un po’ di portafogli in vendita, alcuni ci si aspetta siano ceduti entro l‘anno. Noi siamo presenti, poi non è detto che vinciamo”, ha spiegato.

A inizio luglio Banca Ifis ha acquistato un portafoglio di npl da 1,3 miliardi di euro originati da Fiditalia pagando un prezzo intorno al 2-3% del valore nominale. Con questa acquisizione l‘istituto è arrivato a gestire circa 750 mila posizioni di credito verso le famiglie per un valore nominale intorno ai 5 miliardi.

(Gianluca Semeraro)

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