13 maggio 2014 / 16:34 / 3 anni fa

PUNTO 1-Unicredit, non conta nazionalità soci ma capacità attrarre capitali- AD

(Aggiorna, cambia titolo e lead)

ROMA, 13 maggio (Reuters) - La fotografia dell‘azionariato di Unicredit riflette la sua vocazione internazionale ma l‘Italia resta centrale e quello che conta è la capacità di attrarre investitori di lungo termine.

Lo ha detto l‘Ad Federico Ghizzoni nel corso dell‘assemblea di bilancio in corso a Roma, rispondendo agli azionisti.

“La composizione dell‘azionariato riflette quello che siamo, un gruppo internazionale presente in diversi Paesi”, ha detto Ghizzoni.

Le Fondazioni Cariverona e Carimonte, due storici azionisti di Unicredit hanno limato la loro partecipazione, secondo quanto illustrato dal presidente della banca italiana Giuseppe Vita aprendo l‘assemblea.

Rispetto alla quota rilevata a inizio maggio e disponibile sul sito della banca, Fondazione Cariverona, Vicenza, Belluno e Ancona è ora al 3,498% del capitale dal 3,527% precedente, mentre Carimonte è al 2,209% dal 2,263%.

Sono invece invariati gli altri azionisti rilevanti con i primi tre che sono BlackRock Inc. al 5,238%, Aabar Luxembourg S.A.R.L. al 5,081%, PGFF Luxembourg S.A.R.L. (Pamplona) al 4,877%. I soci esteri rilevanti superano il 20% mentre i soci italiani superano di poco il 10%.

“Quello che è importante è la capacità di attrarre investitori di lungo periodo,che mostrano di credere nel futuro della banca indipendentemente da dove arrivano”, ha aggiunto l‘AD, sottolineando comunque che il fatto che l‘assemblea si svolga a Roma “dimostra che la banca è italiana e attenta all‘Italia”.

Nel primo trimestre, ha sottolineato Ghizzoni, in Italia quasi il 50% degli utili viene dall‘attività di banca commerciale, in linea con la strategia del gruppo.

“Stiamo andando nella direzione giusta”, ha detto.

Solo per l‘Italia, Unicredit stima nuova erogazione di credito per 120 miliardi nell‘arco del piano.

Anche il presidente Vita, incontrando i giornalisti, ha sottolienato che l‘arrivo di capitali esteri in Italia, in particolare sul settore bancario, “significa che oggi si può comprare a un prezzo conveniente e che la percezione che si ha dell‘Italia all‘estero sta cambiando. Poi se a torto o a ragione sarà il futuro a dircelo”.

Vita ha detto che parte di questi capitali puntano a realizzi a breve, altri puntano a medio lungo. “Ben vengano e più ne vengono meglio è. Poi molto dipende da noi”.

L‘assemblea di Unicredit, dopo oltre sette ore ha approvato i primi due punti all‘esame, cioè il bilancio 2013 e la distribuzione di un dividendo nella forma di scrip dividend utilizzando le riserve da utili. L‘assemblea ha anche all‘ordine del giorni le politiche di retribuzione e gli incentivi per quest‘anno. L‘assemblea dovrà anche varare in seduta straordinaria un aumento gratuito da 570 milioni al servizio del pagamento di una parte del dividendo in azioni.

E’ presente il 55,49% del capitale.

(Stefano Bernabei)

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