12 maggio 2014 / 12:53 / tra 3 anni

PUNTO 2-UniCredit inverte trend in trim1,netto sopra attese,giù deteriorati

(aggiunge dettagli da press briefing, aggiorna titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 12 maggio (Reuters) - Il primo trimestre di UniCredit sembra confermare che la banca, dopo la perdita record del 2013 da 14 miliardi dovuta a svalutazioni su crediti e avviamenti, stia voltando pagina, anche se la cautela resta d‘obbligo.

L‘istituto ha, infatti, battuto le attese in termini di utile netto, ma soprattutto ha visto un calo dei crediti deteriorati lordi per la prima volta dal 2008, anno di inizio della crisi, e un balzo dell‘erogato in Italia.

“E’ stato un trimestre buono e incoraggiante per i trimestri futuri”, ha commentato il Ceo Federico Ghizzoni nel press briefing sulla trimestrale. “E’ difficile che un solo trimestre costruisca un trend e per i prossimi trimestri ci vuole cautela perché la fragilità della ripresa è ancora evidente”.

L‘utile netto del primo trimestre è stato pari a 712 milioni contro i 550 milioni indicati dal consensus riportato dal sito web della banca ed elaborato con 23 analisti. Il Rote si attesta al 7%. Sulla scorta di queste cifre, è “più vicino” il target di utile netto a 2 miliardi fissato per il 2014, ha spiegato Ghizzoni.

Il titolo ha accelerato il passo dopo i conti spingendosi fino a +4%, poi ha chiuso sotto i massimi a 6,31 euro (+1,37%) meglio dello stoxx di settore italiano e di quello europeo e con volumi leggermente sopra la media. “E’ per l‘utile netto molto sopra le attese”, ha commentato a caldo un trader. Andrea Filtri di Mediobanca Securities sottolinea gli accantonamenti ben sotto le attese, i segnali di ripresa negli impieghi all‘Italia e un asset quality “che finalmente migliora”, oltre a una buona posizione patrimoniale.

CREDITI DETERIORATI IN CALO, PRIMA VOLTA DA 2008

I crediti deteriorati lordi sono scesi di 1,1 miliardi (-1,3% su trimestre) con un‘incidenza sul totale dell‘8,1% e un tasso di copertura stabile al 52,4%. Stabili le sofferenze (49,2 miliardi) con un tasso di copertura del 62,9%.

Sotto il profilo patrimoniale la banca presenta un CET1 secondo Basilea 3 “fully loaded”, vale a dire basato sul quadro normativo che sarà in vigore al 2019, del 9,5% in crescita di 11 punti base rispetto al quarto trimestre 2013.

Nei primi tre mesi dell‘anno UniCredit ha rimborsato altri 5 miliardi di Ltro, portando il totale a 10 miliardi. I restanti 16 miliardi “saranno rimborsati gradualmente”, spiega la nota.

Per ciò che riguarda la “core bank”, l‘utile netto è salito del 12,1% a 1 miliardo con un margine di interesse che cresce del 4,6% a 3 miliardi e commissioni che salgono a 1,8 miliardi (+1,5%). In calo i ricavi da negoziazione (-25,4% a 477 milioni).

Procede, poi, la riduzione del portafoglio “non core” con crediti lordi in diminuzione a 83,6 miliardi (-2 miliardi rispetto al trimestre precedente).

Per L‘Italia si registra un utile netto di 500 milioni (+10,6%) e nuovi crediti erogati per 2,7 miliardi (+63,2% su base annua).

FinecoBank, prossima allo sbarco in borsa entro fine luglio, nel primo trimestre ha visto vendite nette per 1,1 miliardi (+72% rispetto al quarto trimestre) e un utile netto di 37 milioni (+37% su trimestre).

FIDUCIA IN ESITO AQR E STRESS TEST

Ghizzoni ha poi ribadito fiducia nell‘esito dell‘asset quality review della Bce e degli stress test dell‘Eba.

“Per l‘Aqr manteniamo un buon livello di fiducia. Riteniamo che il processo si chiuderà con successo”, ha detto Ghizzoni.

“Per gli stress test abbiamo ricevuto i criteri dall‘Eba: alcuni erano attesi, altri potrebbero avere impatti che vanno valutati”, ha aggiunto citando tra i fattori di attenzione l‘impatto dei titoli di Stato e l‘esposizione verso i Paesi Cee e in particolare in termini di svalutazione delle monete non euro all‘interno del gruppo.

Positiva invece la decisione presa dall‘Eba per ciò che riguarda la valutazione dei prezzi sul real estate che è più favorevole per le banche italiane, ha spiegato Ghizzoni.

“I nostri esercizi interni ci danno fiducia anche per gli stress test e sul fatto che l‘attuale livello di patrimonio e l‘esposizione nel complesso non creeranno bisogni di capitale aggiuntivo”, ha detto.

“Noi ci sentiamo sufficientemente tranquilli che il gruppo passerà gli esercizi indenne. Per tutte le banche europee non sarà una passeggiata ma un esercizio difficile a conferma che da Francoforte vogliono fare una valutazione completa e dare un segnale forte al mercato”, ha proseguito il Ceo.

Sulla situazione in Ucraina, Ghizzoni ha spiegato che “è più un discorso geopolitico in quanto se la situazione d‘incertezza persiste impatterà su tutta la ripresa europea”. Per la banca l‘Ucraina rappresenta lo 0,4% del totale del credito. Il processo di vendita degli asset del paese va avanti - ha detto Ghizzoni - ma inevitabilmente è stato rallentato dalla situazione in essere.

Il banchiere ha aggiunto di non vedere alcun problema per ciò che riguarda la Russia.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below