30 aprile 2014 / 14:08 / tra 4 anni

PUNTO 1-Generali promette cedole più ricche e massima trasparenza, fondi al 15,3%

* Nessuna azione legale su Finint, si valutano azioni su altri soggetti

* Governance migliore grazie a spinta Mediobanca, altri soci

* Su Bsi proseguono contatti, si prende tempo necessario per vendita vantaggiosa (Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni)

di Gianluca Semeraro

TRIESTE, 30 aprile (Reuters) - Generali promette una politica di dividendi più generosa per gli anni a venire, dopo che avrà centrato, presumibilmente in anticipo rispetto al piano triennale, gli obiettivi sul capitale e assicura massima trasparenza e linearità negli investimenti futuri della compagnia.

In un‘assemblea che si è esaurita nella mattinata e che ha visto una partecipazione di investitori istituzionali esteri ulteriormente cresciuta al 15,3% dal 12,2% dell‘anno scorso, sono state diverse le domande sull‘azione risarcitoria intrapresa nei confronti dell‘ex Ad Giovanni Perissinotto e dell‘ex Dg Raffaele Agrusti per investimenti alternativi compiuti durante la loro gestione.

“Non crediamo che attività del genere possano accadere ulteriormente nella nostra società che oggi si comporta e opera con standard e controlli tra i più elevati al mondo”, ha assicurato a questo proposito Mario Greco.

Trasparenza che gli viene riconosciuta anche da un gruppo di fondi, pari allo 0,5% del capitale, rappresentati in assemblea da Arturo Albano, managing partner di Talete Consulting. “Greco con coraggio ha avviato un‘operazione importante e soprattutto ha cercato di introdurre una diversa mentalità nella gestione della società, ponendo fine a un approccio fondato su un tipo di capitalismo relazionale, in cui i soldi della società venivano discrezionalmente distribuiti, ma sarebbe più corretto dire sperperati, tra amici e sodali del management”, ha dichiarato nel suo intervento.

Albano tuttavia ha incassato un no alla richiesta che fosse resa pubblica la relazione di Kpmg sugli investimenti alternativi. ”E’ interno e riservato e non riteniamo sia un vantaggio per la società renderlo pubblico“, ha detto infatti Greco a questo proposito. ”Le operazioni di cui parla la relazione - ha però aggiunto - non sono state mai portate al Cda e costruite in modo tale da essere poco visibili all‘interno della società.

Sul tema è intervenuto anche il presidente Gabriele Galateri che ha sottolineato come le azioni siano state intraprese “nell‘unico ed esclusivo interesse della società, dei suoi assicurati e dei suoi azionisti” e ha anche dichiarato che la compagnia a oggi non ha avviato azioni legali contro Finint, la finanziaria fondata da Enrico Marchi e Andrea De Vido, presente in diversi investimenti alternativi, ma sta valutando “le più opportune iniziative anche nei confronti di altri soggetti coinvolti in operazioni in cui Finint ha avuto un ruolo”.

Nel frattempo l‘esposizione verso la finanziaria, di cui Generali detiene il 10%, si è praticamente dimezzata rispetto ai 200 milioni iniziali: “Ci è stato rimborsato un bond da 50 milioni e stiamo recuperando altri 40 milioni da un‘altra posizione, riducendo la nostra esposizione a circa la metà”, ha spiegato Greco.

Generali ha potuto affrontare un tema così delicato, come quello degli investimenti alternativi, anche grazie a una governance moderna ed efficace, che è stata possibile con la spinta di Mediobanca e di altri principali azionisti quali De Agostini, Leonardo Del Vecchio e Caltagirone, ha poi sottolineato Galateri.

“Il lavoro del consiglio - ha detto - si svolge in armonia anche laddove la dialettica è forte, sempre però senza conflitti, dando un coerente supporto al management nelle decisioni necessarie al raggiungimento di obiettivi strategici tutti condivisi”.

2014 COMPLESSO MA C‘E’ FIDUCIA IN SVILUPPI FUTURI

Parlando del futuro della compagnia, Greco non ha nascosto che il 2014 “sarà un anno complesso”.

“Tuttavia - ha proseguito - guardiamo agli sviluppi del 2014 e del 2015 con fiducia. Il quadro economico comincia a mostrare segnali di ripresa, che in Europa è ancora troppo debole. Il business in tutto il mondo è caratterizzato da una fortissima competizione che aumenterà con l‘ingresso di nuovi concorrenti. Noi abbiamo le potenzialità per affrontare queste sfide”.

Il Ceo ha poi rinnovato la promessa di rivedere “in senso migliorativo per gli azionisti” la politica di dividendi. “Contiamo di raggiungere gli obiettivi sul capitale in anticipo e, una volta raggiunti, contiamo di rivedere la politica di dividendi in senso migliorativo per gli azionisti”, ha detto. “Abbiamo ancora strada da fare. Generali deve fare più utili, farà più utili e li farà già nel 2014 e negli anni successivi”.

Promessa suffragata da quanto già accaduto sul 2013: Generali distribuirà un dividendo più che raddoppiato a 0,45 euro su utili per 1,9 miliardi di euro.

Nel corso dell‘assemblea sono stati dati aggiornamenti su alcune esposizioni nei confronti di altre società: verso Intesa Sanpaolo l‘esposizione è di 1,7 miliardi di cui 1 miliardo in obbligazioni e 700 milioni in azioni, mentre i finanziamenti con Mediobanca si sono ridotti a 184 milioni a seguito del rimborso del bond ibrido da 500 milioni il mese scorso stoppato dall‘Ivass per il computo nel Solvency I. Ci sono poi 300 milioni di esposizione verso Veneto Banca, “in parte azionaria in parte obbligazionaria”.

Nessuna novità sul dossier Bsi, la controllata svizzera da tempo inserita nella lista degli asset da cedere. “I contatti con potenziali acquirenti proseguono ma non ci sono accordi definitivi”, ha detto Galateri. “E’ una vendita da fare con attenzione - ha aggiunto Greco -, è un asset molto complesso che ha attività in Europa, Asia e America Latina e ciò lo rende unico. Dobbiamo procedere con calma e cautela e prenderci tutto il tempo necessario per arrivare a una vendita vantaggiosa per noi”.

In merito alla situazione ucraina, Greco ha dichiarato che Generali non ha alcuna attività nel paese. “In Russia l‘unica partecipazione è quella in Ingosstrakh ”, ha aggiunto.

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