12 marzo 2014 / 16:18 / tra 4 anni

PUNTO 2-Enel, utile netto ordinario 2013 a 3,119 mld (+10,3%), cedola 13 cent

* Dal 2015 pay out almeno 50% utile netto ordinario

* Conti: Endesa non si vende e resta in borsa

* In 5 anni chiuderanno impianti per 8.000 mW Italia e Spagna (Unisce articoli, aggiunge informazioni da presentazioni ad analisti e stampa)

ROMA, 12 marzo (Reuters) - Nel 2013 l‘Enel ha chiuso con un utile netto ordinario di 3,119 miliardi, in aumento del 10,3% rispetto ai 2,828 miliardi del 2012.

Ma nel corso della presentazione dei risultati per il 2013 e l‘aggiornamento del piano industriale, diffusi oggi, si è parlato anche d‘altro e al rinnovo delle cariche della prossima primavera: certamente Fulvio Conti - che è al termine del terzo mandato - punta ad una riconferma, ma se l‘azionista deciderà diversamente l‘Ad di Enel “se ne farà una ragione”, come ha detto lo stesso Conti.

Il cda ha deciso di proporre all‘assemblea del 24 maggio (in unica convocazione) un dividendo di 13 centesimi per azione, contro i 15 centesimi nel 2013. Lo stacco cedola è stato fissato per il 23 giugno 2014.

PIU’ SOLDI PER GLI AZIONISTI DALL‘ANNO PROSSIMO

Conti ha annunciato a partire dal 2015 un miglioramento della politica dei dividendi con un aumento del pay out ad almeno il 50% dell‘utile netto ordinario, dall‘attuale 40%. Rispondendo alla domanda di un analista, l‘Ad ha anche aggiunto che si potrebbe reintrodurre l‘anticipo del dividendo, ma non ora, e che comunque l‘importante è darne uno maggiore.

Il manager ha anche assicurato che Enel completerà nel 2014 il piano di dismissioni da 4,4 miliardi in modo da raggiungere gli obiettivi d‘indebitamento netto viene stimato a 37 miliardi per l‘anno in corso, 39 miliardi nel 2016 e 36 nel 2018.

L‘Ad non ha fornito dettagli sugli asset in vendita e, agli azionisti che chiedevano informazioni, si è limitato a riferire i criteri generali con cui verranno selezionate le cose da vendere: “In primo luogo gli asset non consolidati e quelli per i quali è disponibile un compratore”.

Non ci sarà Endesa in questa partita perché Conti dice che con la controllata spagnola bisogna portare avanti l‘integrazione e “stiamo bene come stiamo, non ci saranno vendite ne verrà tolta dalla borsa”.

I nuovi obiettivi stabiliti dai manager della società prevedono una evoluzione dell‘utile netto ordinario a 3 miliardi per il 2014, 3,7 nel 2016 e 4,5 mld nel 2018.

L‘evoluzione dell‘Ebitda indicata dall‘aggiornamento del piano industriale vede il margine lordo a 15,5 miliardi nel 2014, 16,5 nel 2016 e circa 18 nel 2018.

DALL‘EUROPA ALL‘AMERICA

Sono due le serie di risultati a cui si cercherà di arrivare disinvestendo nei mercati maturi, Italia e Spagna, e reinvestendo nei mercati emergenti, soprattutto in America latina e in prospettiva anche l‘Africa.

In primo luogo verranno fermate centrali per una potenza pari a 8.000 megaWatt e tagliati costi per 5,2 miliardi, utilizzando per il personale eventualmente in esubero gli ammortizzatori sociali. Conti non è voluto entrare nel dettaglio degli impianti da chiudere, ma si è limitato a parlare di impianti che vanno a petrolio o di vecchi impianti a turbogas.

Sull‘altro versante invece Enel ha messo nel piano industriale una disponibilità di 9,7 miliardi nel quinquennio per rilevare “a prezzi di mercato e giusti” le quote di minoranza degli altri azionisti presenti nelle controllate latinioamericane, laddove l‘economia va bene e queste aziende sono più redditizie. In questa cifra ci sono anche 1,8 miliardi destinati all‘acquisto delle quote di minoranza di Enersis.

Nel corso della presentazione sono state anche diffuse le previsioni per Enel green power, la controllata delle rinnovabili, per la quale si prevede un Ebitda a 1,9 miliardi per l‘anno in corso che salirà a 2,3 miliardi nel 2016.

(Alberto Sisto)

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