12 marzo 2014 / 12:22 / tra 4 anni

PUNTO 2-Campari, cambi e oneri pesano su utile, delude Ebit margin 2014

* 2013 un anno “di transizione”

* Guidance su Ebit margin 2014 affossa il titolo in borsa

* Vendite Italia +10% organico in Sem2 13 da -16% Sem1 (aggiunge dichiarazioni AD, altri dettagli)

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Campari lo ha definito un anno “di transizione”: il 2013 si è chiuso per il gruppo di alcolici con un utile netto in flessione del 4,4% a circa 150 milioni di euro, poco sotto le proiezioni SmartEstimates per 156,5 milioni e a quelle medie di 17 analisti a 157,4 milioni.

Il risultato risente negativamente dell‘andamento sfavorevole dei cambi: mantenendoli costanti, la bottom line segnerebbe un progresso dell‘1,6%. Pesano anche poste straordinarie negative - principalmente oneri di ristrutturazione organizzativa in Italia e Giamaica - per 10,3 milioni.

L‘AD Bob Kunze-Concewitz in conference call ha indicato per il 2014 un Ebit margin in linea con quello dell‘anno scorso, una sorpresa negativa per il mercato che ha punito il titolo in borsa mandandolo in asta di volatilità al ribasso.

Campari si aspetta infatti che “l‘atteso miglioramento del margine operativo lordo si realizzi più gradualmente nel corso dell‘anno rispetto alle attese”. Le ragioni sono “un mix geografico sfavorevole dovuto alla forte crescita di mercati a più bassa profittabilità, non completamente compensato dal miglioramento del mix di prodotto”.

I mercati di Germania e Australia hanno penalizzato la marginalità del 2013 con l‘Ebitda in discesa organica del 2,4% prima di oneri e proventi non ricorrenti su tutto l‘esercizio, sebbene in ripresa del 15% circa nel quarto trimestre.

In linea con le stime il fatturato dell‘esercizio, che si attesta a 1,5 miliardi con una crescita organica dell‘1,7%, i cui il 6,4% negli ultimi tre mesi dell‘anno scorso.

DIVIDENDO AUMENTA A 0,08 EURO

“Il 2013 è da considerarsi un anno di transizione...”, ha dichiarato l‘AD, riferendosi ai vari programmi di ristrutturazione, ai progetti di potenziamento delle strutture produttive, nonché all‘integrazione dell‘acquisizione di Lascelles deMercado &Co. Ltd. “Guardando al futuro riteniamo che il gruppo sia ben posizionato per conseguire una crescita di lungo termine grazie alla sostenuta attività di brand building nelle principali combinazioni prodotto-mercato, nonché al rafforzamento della penetrazione delle sei principali marche del gruppo in nuove geografie”.

Il gruppo ha anche annunciato un aumento del dividendo a 0,08 euro da 0,07 euro per azione con stacco previsto il 19 maggio.

Intorno alle 16 il titolo Campari, galvanizzato in avvio dall‘annuncio dell‘acquisizione della canadese Forty Creek Distillery, proprietaria di un portafoglio di whisky canadesi di fascia premium, cede oltre il 5% attestandosi poco sopra i minimi di seduta di 5,765 euro.

RISORSE PER 350 MLN PER NUOVE ACQUISIZIONI

L‘AD ha detto che l‘appetito per l‘M&A resta vivo nel lungo termine perché le acquisizioni sono uno dei principali pilastri della strategia di crescita dell‘azienda.

“Abbiamo a disposizione altri 350 milioni per ulteriori acquisizioni”, ha puntualizzato.

Il prezzo pagato per Forty Creek Distillery, 120,5 milioni di euro in assenza di cassa e debito, equivale a un multiplo di 14,5 volte l‘Ebitda stimato per l‘esercizio che si chiude il 31 marzo 2014.

L‘acquisizione dovrebbe essere immediatamente accrescitiva fin dal closing, previsto a giugno, offrendo un ritorno del 10% dal luglio 2015 al giugno 2016.

“Nonostante la dimensione ridotta e il multiplo generoso, riteniamo che questa acquisizione possa supportare il posizionamento di Campari nel segmento Spirits in Nord America”, commentava stamani un primario broker italiano.

IN ITALIA VENDITE SI RIALLINEANO A TREND CONSUMI

L‘ultimo trimestre dell‘anno scorso ha confermato la ripresa evidenziata nel terzo trimestre in Italia: questo mercato, che pesa per il 24,7% delle vendite totali, ha registrato una crescita organica del 10% nella seconda metà del 2013 rispetto alla flessione del 16% nel primo semestre.

Su tutto l‘anno le vendite hanno frenato del -3,8% (-4,1% la performance organica) per effetto della debolezza dei consumi. Ma, secondo Campari “i risultati in Italia possono considerarsi soddisfacenti, grazie all‘atteso riallineamento delle vendite ai trend di consumo a seguito dell‘attività di destoccaggio, che ha influenzato le consegne del primo trimestre del 2013, conseguentemente all‘applicazione dell‘articolo 62”.

L‘articolo 62 della legge numero 27/2012, in vigore dal 24 ottobre 2012, ha introdotto restrizioni nei termini di pagamento del settore alimentare.

Per il testo integrale del comunicato diffuso dalla società, i clienti Reuters possono cliccare su

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