12 marzo 2014 / 08:18 / tra 4 anni

PUNTO 2-Mps, perdita 2013 a 1,44 mld dopo rettifiche crediti da 2,75 mld

* Rinnovato contratto pre-underwriting con banche per aumento capitale

* Core Tier 1 2013 al 10% con rivalutazione Bankitalia, al 9% CET1

* Salgono coperture su sofferenze (58,8%) e crediti deterioriati (41,8%) (Aggiunge commento Profumo)

di Stefano Bernabei

ROMA, 12 marzo (Reuters) - Banca Mps ha chiuso il 2013 con una perdita netta di 1,44 miliardi di euro dopo aver compiuto una profonda pulizia di bilancio portando le rettifiche su crediti dell‘anno a 2,75 miliardi di euro, sensibilmente sopra un consensus di 2,2 miliardi.

Nel solo quarto trimestre dello scorso anno la perdita è stata pari a 920,7 milioni con rettifiche trimestrali sui crediti pari a circa 1,21 mld.

Intorno alle 13.35 il titolo saliva di oltre il 5%, a 0,232 euro.

Mps dice nella nota che continua il rafforzamento della copertura dei crediti deteriorati, anche in vista dell‘Asset Quality Review con una copertura delle sofferenze, pari al 58,8% (63,2% con ammortamenti), in crescita di 90 punti base rispetto a fine 2012.

Nel 2012 la banca aveva chiuso con una perdita di circa 3,2 miliardi dopo aver svalutato crediti deteriorati per quasi 2,7 miliardi.

A fine 2013, Mps ha crediti deteriorati pari a circa 21 miliardi di euro, in crescita di circa 3,6 miliardi di euro rispetto alla fine del 2012. Le sofferenze sono salite del 21,7% e gli incagli del 26%; salgono anche i crediti ristrutturati (20,4% a/a) e, in misura inferiore, le esposizioni scadute (6,6% a/a).

Sempre a fine 2013 la copertura dei crediti deteriorati è stata pari al 41,8%, in crescita di 80 punti base rispetto a fine 2012.

MARGINI IN CALO IN 2013 MA MIGLIORANO IN ULTIMO TRIM

Nel 2013 il margine di intermediazione primario è stato pari a 3,81 miliardi, con un calo del 14,6% sul 2012, nel solo quarto trimestre il dato è stato pari a 968,1 milioni, in crescita su base trimestrale e nel confronto con l‘anno prima.

Il margine di interesse, dice la banca, è stato in ripresa significativa nell‘ultimo trimestre del 2013 con un incremento dell‘11,2% su trimestre.

E’ proseguita anche l‘azione di riduzione dei costi, con gli oneri operativi in calo annuo del 12,7% nel 2013 e scesi nell‘ultimo trimestre dell‘1,5% dopo la riduzione di organico che nell‘anno scorso è stata pari a 1.886 uscite nette.

I ricavi primari sono stati superiori dell‘1,4% e i costi inferiori del 4,8% rispetto agli obiettivi 2013 del piano di ristrutturazione approvato dalla Ue, dice Mps nella nota.

RINNOVATO CONTRATTO PRE-UNDERWRITING PER AUMENTO

La banca senese ha in programma un aumento di capitale fino a 3 miliardi per ripagare parte dell‘aiuto statale da 4,1 miliardi di Monti bond ed evitare il rischio di una nazionalizzazione.

L‘operazione avviene mentre il principale azinista, la Fondazione Mps che ha poco meno del 30%, sta cercando di vendere la sua quota per pagare i creditori e non potrà coprire l‘aumento. Fondazione sta trattando con investitori che potrebbero essere anche esteri.

Il presidente della banca Mps, Alessandro Profumo, non vede però come un rischio l‘arrivo di nuovi soci strategici non italiani.

“Non lo chiamerei un rischio [quello che Mps finisca in mani straniere]. Auspico che possano esserci azionisti che credano nel progetto di rilancio della banca in una prospettiva di medio-lungo termine”, ha detto Profumo.

“La pianterei di parlare di nazionalità degli azionisti, parlerei di nazionalità della banca”, ha aggiunto.

A chi poi gli chiedeva se la pulizia di bilancio vista ieri con le rettifiche monster di Unicredit CRDI.MI, e oggi col bilancio della stessa Mps, possano attrarre investitori stranieri, Profumo ha risposto: “Mi sembra che la reazione del mercato sia positiva. Penso che siano anche investitori stranieri”.

L‘aumento, che doveva partire a gennaio ma che è slittato a non prima del 12 maggio per volere del suo primo azionista Fondazione Mps, sarà garantito dal consorzio di banche guidato da Ubs che ha rinnovato il contratto di pre-sottoscrizione e agisce in qualità di global coordinator e bookrunner. Poi ci sono Citigroup, Goldman Sachs International e Mediobanca in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners e inoltre Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, J.P. Morgan, Morgan Stanley e Société Générale in qualità di joint bookrunners.

Il core Tier1 di Mps a fine 2013 è pari al 10%, con la rivalutazione della partecipazione al capitale di Bankitalia, da 11,1% di fine settembre. Il CET1 fully Basilea 3 è pari a circa 9% nel 2013 ed è proiettato sopra al 12% nel 2017. Le attività ponderate per il rischio cono calate del 9% a fine 2013 rispetto all‘anno prima. Mps spiega di aver contabilizzato a conto economico nel quarto trimestre un beneficio da rivalutazione della quota Bankitalia pari a 187,5 milioni di euro, ma visti gli approfondimenti in corso tra le autorità per l‘attribuzione contabile di questa voce, potrebbe emergere l‘orientamento di imputare il beneficio a patrimonio e non al conto economico. In tal caso, dice Mps, “l‘effetto negativo sul risultato netto di esercizio sarebbe di 165 milioni mentre il CET1 ratio fully phased Basilea 3 rimarrebbe invariato a circa il 9%”.

Mps è tra le 15 banche italiane soggette all‘esercizio della Bce sulla qualità degli attivi e al successivo stress test dell‘Eba, i cui risultati saranno resi noti all‘inizio di novembre.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below