19 febbraio 2014 / 11:57 / tra 4 anni

PUNTO 2-Mediobanca, netto sem1 più che raddoppiato, sale copertura crediti dubbi

(Riscrive con dettagli conference call, esito assemblea patto)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - Mediobanca registra un utile più che raddoppiato nel primo semestre dell‘esercizio 2013-14 e si mette al riparo rispetto agli esercizi Bce di asset quality review operando rettifiche su crediti in aumento di quasi il 30% e portando il tasso di copertura dei deteriorati al 46% dal 45%.

L‘utile netto si è attestato a 304,7 milioni, contro i 123,8 milioni di un anno prima, grazie anche alle plusvalenze per 152,2 milioni derivanti dalla cessione di alcune partecipazioni azionarie.

Intanto i grandi soci hanno deciso di abbassare la soglia minima del patto di sindacato, al di sotto della quale scatta in automatico lo scioglimento, dal 30% al 25%, autorizzando al contempo Vincent Bolloré a salire fino all‘8%.

Il titolo in borsa ha reagito positivamente all‘annuncio della semestrale con una breve sortita in territorio positivo per poi tornare in calo. Ha chiuso in ribasso dello 0,21%, in linea con lo stoxx europeo e leggermente meglio di quello italiano.

Il semestre, caratterizzato “da un quadro congiunturale ancora difficile”, ha visto “una crescente attenzione alla qualità degli attivi” con rettifiche per 302 milioni (+29,7%), si legge in una nota. Il costo del rischio è salito a 184 punti base da 132. Lo stock di crediti deteriorati è di 1 miliardo, pari al 3% del totale degli impieghi, percentuale molto più bassa della media italiana che si attesta al 10%. Le sofferenze nette sono 257 milioni pari allo 0,9% del totale impieghi.

La posizione patrimoniale è “confortevole”, ha dichiarato l‘Ad Alberto Nagel in conference call escludendo la necessità di un aumento di capitale. A fine dicembre il Core Tier 1, calcolato secondo Basilea 2.5, è salito all‘11,9% dall‘11,7% di fine giugno. Nagel ha confermato la previsione di Core Tier 1, secondo Basilea 3, sopra il 10% a giugno 2014 e sopra l‘11% nel 2015-2016, target già contenuto nel business plan presentato la scorsa primavera.

La raccolta complessiva è cresciuta nel semestre di 2 miliardi a 53,3 miliardi, frutto di emissioni obbligazionarie per 3,3 miliardi e di maggiori depositi per CheBanca! (13,3 miliardi). Nello stesso periodo il gruppo ha rimborsato 500 milioni di fondi ottenuti con Ltro (ne restano 7 miliardi) e 2,5 miliardi di obbligazioni, riducendo le scadenze del biennio 2014-15 a favore di scadenze più lunghe. In calo del 4% gli impieghi a 32,3 miliardi.

Le disponibilità finanziarie sono salite a 25,2 miliardi, con una componente di liquidità raddoppiata a 8,3 miliardi. I titoli di stato italiani sono scesi a 6,7 miliardi da 7,7.

Lo spaccato per divisioni vede un utile netto per il “Principal investing” di 245,4 milioni grazie alla maggiore redditività di Generali, di cui Mediobanca è prima azionista con circa il 13%, e alle plusvalenze delle dismissioni. Il valore corrente degli investimenti azionari è stabile a 4,1 miliardi. Su Generali ci sono plusvalenze non contabilizzate per circa 1 miliardo.

Il wholesale banking ha chiuso con un utile di 600.000 euro a fronte di un calo dei ricavi (37,9%), dovuto alla debolezza dell‘investment banking, e di un aumento della copertura dei crediti deteriorati al 42%.

Il retail banking ha visto un aumento dei ricavi del 5,5% e una raccolta di 13,3 miliardi con un incremento dell‘11,9%.

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