17 ottobre 2013 / 10:51 / tra 4 anni

Banche,da legge stabilità benefici su utili, in testa Bper, Creval-Mediobanca Sec

MILANO, 17 ottobre (Reuters) - Le novità contenute nella legge di stabilità in tema di trattamento fiscale di svalutazione e perdite su crediti nel settore bancario e assicurativo ha un potenziale effetto positivo sugli utili delle banche italiane del 7% in media nel 2014, equivalente ad un +0,6% di RoTe (tasso di rendimento sul patrimonio netto tangibile).

Lo ha stimato Mediobanca Securities in uno studio, aggiungendo che nel 2015 l‘impatto previsto sugli utili, nel campione delle banche coperto dal broker, si riduce a +5% per effetto di un atteso calo delle perdite su crediti.

I maggiori beneficiari della revisione del meccanismo di deducibilità sono Pop Emilia Romagna e Creval , con una potenziale crescita dell‘Eps stimato al 2014 del 21% a causa dell‘elevato ammontare dello stock di crediti deteriorati e del peso delle perdite su crediti sull‘utile lordo.

Relativamente basso è invece l‘impatto su UniCredit (+5% sull‘Eps 2014) dovuto al fatto che parte delle svalutazioni sui crediti derivano da attività svolte fuori dall‘Italia e pertanto non beneficiano di questi trattamenti fiscali.

In fondo alla scala, anche Credem (+3%) e Intesa Sanpaolo (+6%) non avrebbero grossi benefici, godendo di un basso costo del credito e livelli di efficienza relativamente più elevati.

Per Mps l‘impatto positivo sull‘utile dell‘anno prossimo è stimato del 15%, Bpm del 9%, Banco Popolare del 13% e Ubi dell‘11%.

Secondo il nuovo testo di legge approvato dal governo, le svalutazioni e le perdite su crediti saranno deducibili nell‘esercizio in cui sono state imputate a bilancio e nei quattro anni successivi e non più in 18 anni come è stato finora.

L‘intervento, che riguarda sia l‘Ires che l‘Irap, dovrebbe correggere le criticità e le distorsioni dei bilanci bancari italiani.

“A nostro avviso, il motivo che sta dietro la riduzione del peso fiscale delle banche è la necessità di accelerare il flusso di credito all‘economia reale”, commenta Mediobanca Securities.

“In un contesto macro già instabile, la distorsione generata dalla peculiarità del trattamento fiscale in Italia delle perdite su crediti agisce come un incentivo a stringere ulteriormente gli standard di credito”, aggiunge il broker, che ribadisce come il regime fiscale penalizzante per le banche italiane sia uno dei motivi per l‘elevato stock di crediti deteriorati in Italia.

“Un carico fiscale più basso può incentivare le banche a rafforzare i loro tassi di copertura alla luce dell‘asset quality review in arrivo senza essere penalizzate”.

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