14 maggio 2013 / 13:02 / 5 anni fa

PUNTO 2-Intesa SP, riserva extra da 20 mld in trim1, utile batte attese

(Aggiunge commenti analisti, dettagli da call)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Intesa Sanpaolo si è messa al riparo da nuovi possibili shock internazionali nel primo trimestre creando una riserva straordinaria da 20 miliardi di euro a rendimento zero a fronte della situazione di instabilità maturata a Cipro e dello stallo politico italiano seguito alle elezioni politiche di febbraio.

Questa operazione ha impattato per 100 milioni sul conto economico e, unitamente allo sforzo per migliorare la copertura sui crediti deteriorati netti con un effetto di altri 150 milioni, ha portato a un utile netto di 306 milioni, meno della metà degli 804 milioni del primo trimestre ma sopra le attese di otto analisti, raccolte da Reuters, che convergevano su 250 milioni. Sull‘utile incide anche un onere fiscale da 364 milioni, spiega una nota.

“Abbiamo visto l‘uragano avvicinarsi e temuto di poter essere nell‘occhio del ciclone. Fortunamente la tempesta sembra essersi allontanata e possiamo allentare le difese”, ha spiegato il Ceo Enrico Cucchiani dopo la trimestrale.

“Nel complesso sono contento per i risultati del primo trimestre che, a quanto vedo, sono superiori al consensus, e in linea con i nostri impegni sui dividendi”, ha concluso. L‘impegno - esplicitato nella conference call di marzo - è di dividendi 2013 almeno uguali a quelli del 2012.

La riserva, che oggi può essere investita, ha condizionato anche il margine di interesse sceso del 19,2%, calo compensato dalla crescita delle commissioni (+11,2%) e da un sorprendente contenimento dei costi (-5%).

Il direttore generale vicario Carlo Messina ha spiegato che la riserva potrebbe essere anche utilizzata per il rimborso parziale dei fondi ottenuti con le operazioni Ltro della Bce a cavallo tra 2011 e 2012, oltre che per gli asset under management, il portafoglio di bond governativi e, per il residuo, per l‘aumento degli impieghi.

Il titolo, volatile nell‘immediatezza della diffusione dei conti, ha poi progressivamente accelerato e intorno alle 16,30 segna un rialzo del 2,24% con volumi pari a 1,7 volte la media mensile sull‘intera seduta. Lo stoxx europeo del settore guadagna lo 0,33%.

“Il netto è un po’ meglio del consensus ma c‘è bassa qualità in quanto gli accantonamenti sono ancora elevati. Gli interessi netti sono una grande delusione e questo potrebbe impattare sul titolo”, ha commentato a caldo un trader milanese. Commento in linea con alcuni analisti che parlano di “un insieme di risultati misto”.

IN CALO FLUSSI NETTI CREDITI DETERIORATI, AUMENTA COPERTURA

La prudenza della banca si è riflessa anche in nuovi stanziamenti su rischi creditizi per 1,166 miliardi in crescita su base annua del 19,8%.

I flussi netti di crediti deteriorati sono tuttavia in calo del 32,5% rispetto all‘ultimo trimestre del 2012, mentre la copertura è salita al 43,3%. L‘istituto prevede che il costo del credito resti elevato per tutto il 2013.

Nel complesso i crediti deteriorati netti ammontano a quasi 29 miliardi (+1,8% su fine 2012), mentre le sofferenze sono 11,6 miliardi con un grado di copertura del 61% che sale al 123% se si considerano anche garanzie reali e personali.

I proventi operativi netti hanno mostrato un calo sia su base trimestrale (-8,3%), sia su base annua (-14,4%) attestandosi a 4,119 miliardi di euro.

A fronte di interessi netti in calo a 2,022 miliardi (-19,2% sul primo trimestre 2012 e -7,3% sul quarto trimestre), le commissioni nette sono cresciute su base annua dell‘11,3% a 1,466 miliardi. In calo anche il risultato del trading a 455 milioni contro i 716 milioni di un anno prima.

Sulla dinamica del margine di interesse, Cucchiani non si è sbilanciato. “Non so se stia danzando sui minimi o stia rimbalzando. Aspettiamo e vediamo”, ha detto.

Dopo oneri operativi in calo dell‘5% a 2,096 miliardi, il risultato di gestione operativa scende del 22,4% a 2,023 miliardi.

Sul fronte patrimoniale, il Core Tier 1 è salito all‘11,3%, il Common equity ratio, secondo Basilea 3, è salito al 10,7% dal 10,6% di fine 2012, il secondo miglior coefficiente tra i competitor europei.

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