13 maggio 2013 / 14:53 / tra 5 anni

PUNTO 3-Campari, destocking Italia pesa su trim1, titolo pesante

* Utile lordo cala del 25,4% a 39,4 mln

* Vendite Italia in contrazione di oltre un quarto

* Europa pesa meno 50% vendite per la prima volta

* Titolo sotto 6 euro (aggiunge spiegazione ai paragrafi 3 e 4)

MILANO, 13 maggio (Reuters) - Campari archivia un primo trimestre tradizionalmente caratterizzato da bassa stagionalità con un utile lordo in riduzione del 25,4% a a 39,4 milioni, risultato penalizzato dal decumulo delle scorte attuato in Italia dai distributori in seguito all‘introduzione, l‘anno scorso, di disposizioni legislative restrittive in termini di pagamento (cosiddetto articolo 62).

Lo annuncia una nota ricordando che le vendite - che a livello consolidato hanno registrato un progresso del 12,9% (-9% la variazione organica) dovuto interamente all‘ampliamento del perimetro con Lascelles deMercado&Co (LdM) - in Italia sono diminuite di oltre un quarto (-26,2%) rispetto allo stesso periodo del 2012.

“La performance delle vendite in Italia, depurata dall‘effetto tecnico sopra descritto (il destoccaggio ndr), sarebbe stata negativa di pochi punti percentuali”, precisa la nota, quantificando l‘impatto per tutto l‘anno del “destocking” in circa 25 milioni, pari all‘intera flessione organica registrata nel primo trimestre.

Le nuove disposizioni legislative hanno infatti impedito l‘effetto positivo sulle vendite derivante dall‘attività promozionale normalmente pianificata a marzo in vista del picco dei consumi in estate e impostata su significative dilazioni di pagamento ai clienti del canale tradizionale (grossisti).

“Ci aspettiamo che l‘evoluzione dei trend di consumo e la potenziale persistenza di condizioni metereologiche sfavorevoli in Italia e in altri mercati europei costituiscano le principali sfide alla nostra capacità di recuperare il calo delle vendite del primo trimestre nel corso della restante parte dell‘anno”, ha detto nel comunicato l‘AD Bob Kunze-Concewitz.

Il titolo ha ampliato il ribasso dopo la pubblicazione della trimestrale scendendo, ai minimi di seduta, a 5,93 euro.

RECUPERO MAGGIOR PARTE DESTOCKING ITALIA ENTRO 2013

Nel corso della conference call con gli analisti l‘AD ha detto poi che si aspetta di recuperare entro la fine dell‘anno “la maggior parte” dell‘impatto sulle vendite prodotto dalla riduzione delle scorte che ha caratterizzato il mercato italiano; la ripresa, che avrà luogo gradualmente, sarà evidente più verso la fine dell‘anno.

Se verranno recuperati tutti i 25 milioni persi nel primo trimestre o meno dipenderà dall‘andamento dei consumi e dal ritmo a cui i distributori torneranno a ordinare. “A questo stadio stiamo vedendo un recupero più lento da parte di questi ultimi”, ha sottolineato l‘AD nel corso della conference call. “Se qualche mese fa avremmo pensato di recuperare entro la fine del terzo trimestre adesso mi sembra più giusto dire che avverrà nel complesso più verso la fine dell‘anno”.

Nonostante la stagnazione dei consumi, il divario tra consumi e consegne, secondo il manager, “è assolutamente enorme”. Quindi “sappiamo che i nostri clienti wholesale dovranno tornare a ordinare; tuttavia il ritmo a cui questo avverrà sarà più lento di quello che prevedevamo a causa dei loro problemi di liquidità e dell‘attenzione che noi mettiamo all‘estensione del credito”, ha aggiunto.

L‘effetto del decumulo di scorte in Italia nel primo trimestre ha avuto riflessi negativi sulla marginalità del gruppo, già messa sotto pressione dal primo consolidamento di LdM: i primi tre mesi, per quest‘ultima, sono infatti stati contrassegnati soprattutto da attività non strategiche a bassa marginalità.

GERMANIA IN RIPRESA ENTRO FINE ANNO

Cattive notizie sul fronte vendite continuano ad arrivare dalla Germania (variazione organica -19,9% dovuta alla persistente debolezza dei marchi Aperol e Cinzano) e, nel periodo, anche dall‘Australia (variazione organica -11,4%).

Durante la conference call con gli analisti l‘AD ha detto di aspettarsi di rivedere una variazione organica positiva in Germania entro la fine dell‘anno.

“Aperol avrà un debole primo semestre ma stiamo già iniziando a vedere un miglioramento nel trading del marchio”, ha detto aggiungendo che si saprà come è andato l‘anno solo verso la fine del terzo trimestre. “Siamo fiduciosi, abbiamo attuato le misure giuste”, ha aggiunto.

Anche in Australia è atteso un recupero nella seconda parte dell‘anno, complice iniziative mirate di marketing.

Resta viceversa robusto il giro d‘affari generato nelle Americhe (45% del totale), con una variazione organica positiva del 10,8%.

Il primo trimestre del gruppo beverage marca anche una svolta nella storia del gruppo che, per la prima volta, vede la componente di fatturato generata in Europa scendere sotto il 50% per effetto sia del destoking in Italia che del consolidamento di LdM. Italia e “resto dell‘Europa” (Germania, Russia) pesano infatti rispettivamente per il 23,8% e il 19,2% mentre le Americhe (Usa, Brasile, Argentina, Canada, Messico, Giamaica) raggiungono il 45,1% e il “Resto del Mondo” (Australia, Asia, Africa) l‘11,9%.

Intorno alle 17 il titolo scambia in calo di oltre il 2% a 6,02 euro in un mercato che arretra dello 0,7%.

(Maria Pia Quaglia)

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