29 aprile 2013 / 16:08 / tra 5 anni

PUNTO 2-Fiat, trading profit più debole di attese, ma migliora Emea

(Aggiunge dichiarazioni AD, contesto)

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Fiat registra un trading profit di gruppo inferiore alle attese, in un trimestre appesantito dal prossimo lancio di nuovi modelli Chrysler, ma conferma le previsioni sul 2013, garantendo sul recupero della società Usa.

La borsa reagisce in modo negativo portando il titolo a perdere l‘1% circa, con qualche analista, che, a questo punto, è cauto sui target di quest‘anno.

Un analista che colloca le previsioni al di sotto delle cifre fornite da Fiat, sottolinea i timori sul 2013, ma considera “confortante” che il recupero debba essere fatto da Chrysler, “che finora non ne ha sbagliata una”.

Bene l‘area Emea, che registra nel trimestre una perdita di 157 milioni di euro, in recupero di 50 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012.

Il gruppo prevede un miglioramento del dato anche nel 2013.

Fiat ha rivisto le attese sull‘auto europea (Ue27 + Efta) per l‘anno in corso a “calo del 3-5%” da “sostanzialmente stabile”.

Il mercato potrebbe riprendersi nella seconda metà dell‘anno, perché gli Stati europei dovrebbero abbandonare gradualmente le misure di austerità, secondo Marchionne.

Il gruppo ha registrato nel primo trimestre 2013 ricavi a 19,8 miliardi in calo del 2% dal 2012, ma stabili a parità di cambio e trading profit a 618 milioni da 806 milioni, utile netto a 31 da 262 milioni, debito netto a 7,150 miliardi e liquidità disponibile a oltre 21 miliardi.

Il consensus raccolto da Fiat indicava trading profit a 720 milioni, utile netto a 150 milioni, debito a 7,150 miliardi.

Per quanto riguarda gli investimenti l‘AD ha confermato le previsioni a 7,5-8,5 miliardi, aggiungendo che il piano ha un certo grado di flessibilità.

Fiat in borsa ha chiuso in ribasso dell‘1,2% a 4,638 con scambi pari a due volte la media giornaliera.

PESA ANDAMENTO CHRYSLER

Il risultato della gestione ordinaria è pari a 618 milioni, per effetto del calo di circa 200 milioni nell‘area Nafta.

Il dato è determinato da costi industriali e minori volumi legati al lancio della nuova versione 2014 della Jeep Grand Cherokee e della gamma 2013 del Ram Heavy Duty truck, oltre alle attività di preparazione per l‘avvio della produzione nel prossimo trimestre della versione rinnovata della Jeep Cherokee 2014, dice la nota.

Il gruppo per il 2013 prevede: fatturato a 88-92 miliardi, trading profit a 4-4,5 miliardi, utile netto a 1,2-1,5 miliardi, debito netto industriale a 7 miliardi.

Chrysler non vede impatto negativo sulle vendite Usa da uno yen debole, dopo la decisione della Bank of Japan di dare un forte stimolo all‘economia attraverso un allentamento della politica monetaria.

FIAT-CHRYSLER, CON FUSIONE QUOTAZIONE A WALL STREET

La società che potrebbe nascere dalla fusione tra Fiat e Chrysler avrà probabilmente la quotazione principale a Wall Street e un listing secondario a Milano.

L‘AD Sergio Marchionne, nella conference call con gli analisti sui risultati Chrysler del trimestre, ha definito questa possibilità “la più efficiente”.

Parlando dell‘ipotesi di acquisto da parte di Fiat del 41,5% di Chrysler controllato da Veba, Marchionne ha detto che “i colloqui proseguono” e di essere “fiducioso” sulla possibilità di un accordo, senza dare ulteriori elementi.

L‘AD non ha voluto dare indicazioni sull‘ipotesi di rafforzamento di capitale del gruppo da realizzare nel medio periodo, quindi dopo la possibile fusione, di cui ha parlato in assemblea, nei primi giorni di aprile e oggi.

(Stefano Rebaudo)

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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