15 marzo 2013 / 14:59 / tra 5 anni

PUNTO 3-UniCredit, accantonamenti pesano su 2012, torna cedola, rivedrà piano

(Aggiunge dichiarazioni Ghizzoni, aggiorna con chiusura titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 15 marzo (Reuters) - UniCredit archivia il 2012 con pesanti accantonamenti su crediti che portano il quarto trimestre in rosso per 553 milioni e rivedrà le proiezioni finanziarie del piano industriale “in considerazione delle eccezionali difficoltà del contesto macroeconomico”.

La buona notizia sta nel ritorno al dividendo che sarà di 9 cent per azione con utilizzo di riserve da profitto. La controllata tedesca UniCredit Bank AG ha inoltre deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario per 1 miliardo in aggiunta alla cedola ordinaria di 1,5 miliardi.

“Io sono soddisfatto e lo sono anche i soci”, ha detto il Ceo Federico Ghizzoni presentando i conti 2012 alla stampa.

“Il 2013 sarà un anno difficile ma UniCredit è ben posizionata per trarre il massimo vantaggio dal potenziale miglioramento del clima economico generale”, aveva spiegato poco prima nella conference call con gli analisti.

Il gruppo ha siglato un accordo con la kazaka KazNitrogenGaz per la cessione di ATF Bank a un prezzo pari al patrimonio netto alla data del perfezionamento. Oggi il patrimonio netto di ATF Bank è intorno ai 550 milioni di dollari. La sigla dell‘accordo ha comportato un onere straordinario di circa 260 milioni, mentre il perfezionamento dell‘operazione porterà un beneficio sul Core Tier 1 di circa 8 punti base.

Il titolo, volatile subito dopo la diffusione dei risultati, ha poi chiuso con un rialzo dello 0,58%, contro uno stoxx europeo di settore in calo dello 0,77%. “Dividendo sopra le attese, utile operativo sotto le attese”, è stato il commento lampo di un trader. “Nel complesso un insieme di risultati negativo, potenzialmente il consensus potrebbe ridursi di almeno il 10%”, ha riferito un secondo trader.

ACCANTONAMENTI PER 4,6 MLD, CORE TIER 1 SFIORA 11%

Il 2012 vede un utile netto di 865 milioni dopo accantonamenti su crediti complessivi per 9,6 miliardi (+67,7%), di cui 4,6 miliardi nel solo quarto trimestre. Il dato è inferiore alle attese degli analisti raccolte sul sito web della banca che convergevano su un utile di 1,244 miliardi.

Il Core Tier 1 secondo Basilea 2.5 a fine anno è al 10,84%, con un incremento di 17 punti base negli ultimi tre mesi, e sale all‘11,14% pro forma con le cessioni della quota in Pekao e di ATF Bank. Secondo Basilea 3 il Common equity è al 9,2%. Per il 2013 si conferma un livello minimo del Common equity del 9%.

Il margine di interesse è sceso del 6,3% a 14,3 miliardi e per il 2013 si prevede una tendenza al ribasso, mentre il margine di intermediazione è cresciuto dello 0,1% a 25 miliardi di cui 800 miliardi da operazioni di riacquisto di bond.

Il cost/income è al 61,8% nel 2012, mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 5,1% grazie al contenimento dei costi. Le iniziative di contenimento dei costi in Germania e Austria porteranno alla riduzione di quasi 800 occupati in Germania e circa 200 in Austria.

Con gli accantonamenti effettuati la copertura dei crediti deteriorati è salita al 44,8%. Nella sola Italia è al 43,4%, livello più elevato tra i competitor domestici. Il totale dei crediti deteriorati lordi è di 79,8 miliardi, le sofferenze sono 44,4 miliardi. Il costo del rischio del 2012 è salito a 174 punti base, di cui 333 punti nel quarto trimestre. L‘aumento deriva in particolare dall‘Italia e dalla divisione CIB.

La decisione sugli accantonamenti non è dovuta agli esiti dell‘ispezione di Banca d‘Italia, ha sottolineato Ghizzoni. Via Nazionale infatti aveva chiesto “soltanto 60 milioni di accantonamenti in più”. “Questo vuol dire che i nostri accantonamenti erano già adeguati - ha spiegato - e la scelta di aumentare la copertura è stata manageriale”. “Tenendo conto dei collaterali, quasi tutti real estate, ci sentiamo tranquilli per il futuro”, ha aggiunto.

Per il 2013 si prevede che gli accantonamenti diminuiscano “leggermente” e i primi due mesi dell‘anno confermano l‘aspettativa di una discesa graduale ma limitata del costo del rischio, ha spiegato Ghizzoni.

ITALIA PERDE 2,6 MILIARDI DOPO ACCANTONAMENTI PER OLTRE 2 MLD

Nel perimetro dell‘attività commerciale italiana il risultato prima delle imposte è negativo per 2,6 miliardi. Gli accantonamenti su crediti per l‘Italia sono stati pari a 2,1 miliardi e il costo del rischio del solo quarto trimestre era al 545 punti base.

“La crescita dei crediti deteriorati in Italia proseguirà più o meno fino alla fine del 2013”, ha spiegato Ghizzoni sottolineando che “è difficile dire se fino alla metà dell‘anno o al terzo trimestre”. “L‘importante però è che cominci ad attenuarsi l‘impatto degli accantonamenti”, ha aggiunto.

“L‘Italia - ha poi rimarcato - sta dando le risposte che ci aspettavamo. La riorganizzazione è partita molto bene e i risultati dei primi due mesi non sono affatto male. Il risultato è dovuto agli accantonamenti ma già da questo trimestre tornerà a essere in linea con il sistema”.

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