13 marzo 2013 / 10:19 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Ubi torna in utile in 2012, cedola invariata a 5 centesimi

(aggiunge ulteriori dettagli da comunicato)

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Ubi Banca torna all‘utile nel 2012 con un risultato netto di 82,7 milioni di euro, dopo il rosso di 1,8 miliardi del 2011 causato da forti svalutazioni, e conferma il dividendo di 5 centesimi per azione.

Il risultato tiene conto anche della contabilizzazione di oneri netti per 101,9 milioni legati al piano di esodi del personale, principalmente spesati nel quarto trimestre, ma beneficia di proventi da attività di finanza, in primo luogo plusvalenze sul trading di titoli di stato italiani, che compensa la debolezza del margine di interesse.

Per il 2013 Ubi si aspetta ancora pressioni sul margine di interesse ma vede un costo del rischio inferiore a quello registrato nel 2012.

L‘utile netto normalizzato, ovvero al netto delle componenti non ricorrenti, è pari a 97,3 milioni, in flessione rispetto ai 111,6 milioni del 2011.

Nel solo quarto trimestre l‘istituto ha riportato una perdita di 140 milioni, risentendo degli oneri non ricorrenti del piano di riduzione del personale.

Gli analisti si dicono tendenzialmente delusi dai risultati del quarto trimestre, sottolineando soprattutto il debole dato sul margine di interesse inferiore alle attese.

Tuttavia, osserva un analista, “costi e rettifiche su crediti sono in linea”, mentre un altro aggiunge che “la qualità degli asset non solleva ulteriori preoccupazioni sul portafoglio impieghi”.

Il titolo è in leggero calo a Piazza Affari e poco dopo le 11 segna -0,29% a 3,47 euro a fronte di una flessione dello 0,6% dell‘indice FTSE Mib.

FORTE ATTIVITA’ FINANZA IN TRIM4

La gestione economica mostra proventi operativi in rialzo del 2,6% a 3,52 miliardi, sostenuti principalmente dall‘ottima performance dell‘area finanza difficilmente replicabile nel 2013.

A fronte di un margine di interesse sceso del 7,7% a 1,86 miliardi, il risultato netto dell‘attività finanziaria ammonta infatti a 257,3 milioni, di cui 109 milioni realizzati nel solo quarto trimestre.

In particolare, la cessione di 6,4 miliardi di titoli di Stato italiani classificati in AFS ha comportato un utile di 124,6 milioni (di cui 65 nel trim4).

Ubi ha inoltre proseguito la vendita di azioni Intesa Sanpaolo in portafoglio, considerate non strategica, con la cessione di 72,3 milioni di azioni, di cui 65,3 milioni nel quarto trimestre, pari alla 0,42% del capitale a fronte di una quota iniziale poco sotto l‘1,2%.

“La persistente incertezza sull‘evoluzione del rischio sovrano non rende possibile ipotizzare anche per l‘anno 2013 l‘ottima performance dell‘area finanza che ha caratterizzato il passato esercizio”, spiega la banca.

I costi sono scesi del 5,1% a 2,26 miliardi, portando il risultato operativo a 1,26 miliardi (+20,1%).

Il piano di riduzione del personale seguito all‘accordo con in sindacati dello scorso novembre prevede l‘uscita di 736 impiegati (di cui 600 già a gennaio e le rimanenti attese entro aprile) e comporterà un risparmio di costi principalmente nel corso di quest‘anno. A regime nel 2014 i risparmii sul costo del personale raggiungeranno 107 milioni annui.

IN 2013 COSTO RISCHIO VISTO IN CALO, MARGINI IN PRESSIONE

In un contesto economico deteriorato le rettifiche di valore nette su crediti nel 2012 sono salite a 847,2 milioni da 607,1 milioni del 2011 con un costo del credito dello 0,91%.

Crescono i crediti deteriorati a 8,1 miliardi con una incidenza sui crediti netti dell‘8,73% anche a seguito, oltre che del contesto economico, della riorganizzazione del credito al consumo e del leasing.

Tra i crediti deteriorati, le sofferenze salgono a 2,95 mld da 2,48 mld con una copertura in rialzo al 42,6% da 41,5% di settembre.

Secondo la banca “considerato l‘attuale contesto, il costo del credito è sotto controllo anche grazie al potenziamento delle strutture di gestione delle partite anomale, e si prevede nell‘esercizio corrente di contenerne l‘ammontare assoluto entro un livello inferiore al 2012”

Sotto il profilo della gestione operativa, il basso livello dei tassi “continuerà a condizionare il 2013 soprattutto nella prima metà, mentre è prevista un‘attenuazione della pressione nella seconda parte dell‘esercizio anche in relazione al riprezzamento del roll-over degli impieghi a medio lungo termine”.

CORE TIER 1 A 10,29%

Gli indicatori patrimoniali registrano a fine 2012 un Core Tier 1 a 10,29% rispetto a 8,56% del 2011. In base all‘esercizio Eba, il coefficiente è a 9,16%, sopra il 9% richiesto.

Ubi si attende ulteriori benefici dall‘utilizzo dei modelli avanzati per il calcolo del rischio di credito retail, che pensa di richiedere entro il primo semestre 2013.

L‘esposizione totale verso la Bce è di 12 miliardi in ‘ltro’, invariata da fine febbraio 2012.

Al primo marzo Ubi le attività al netto degli haircut sono pari a 31,5 miliardi (19,4 miliardi di attivi stanziabili disponibili e 12 a collaterale per le operazioni ‘ltro’) rispetto a 11,6 miliardi al 31 dicembre 2011.

Per il testo integrale del comunicato i clienti Reuters possono cliccare su

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