20 febbraio 2013 / 10:14 / tra 5 anni

PUNTO 2-Agricole dice addio a Intesa SP, rosso record in 2012

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Chifflet)

PARIGI/MILANO, 20 febbraio (Reuters) - Credit Agricole è uscita definitivamente dal capitale di Intesa Sanpaolo nel corso del secondo semestre del 2012 cedendo l‘intera partecipazione per 791 milioni di euro.

La quota, che secondo gli aggiornamenti Consob a fine agosto era pari all‘1,935%, è stata ceduta progressivamente sul mercato e non in blocco, come spiegato il Ceo Jean-Paul Chifflet agli analisti, dichiarazioni confermate da una persona che ha ascoltato la conference call.

Con la cessione, Agricole ha realizzato una minusvalenza di 445 milioni di euro, si legge nella relazione al bilancio 2012.

Nel 2006 l‘Antitrust, autorizzando la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi, aveva prescritto che la banca francese cedesse progressivamente la sua quota in Intesa, all‘epoca pari a quasi il 6%.

Credit Agricole ha archiviato il 2012 con una perdita di 6,5 miliardi di euro, la peggiore da quando la società si è quotata in borsa nel 2011.

Il dato risente di un onere fiscale straordinario legato alla vendita di Emporiki Bank di 838 milioni, che si somma alle svalutazioni per 4,53 miliardi effettuate nel quarto trimestre.

L‘utile ‘normalizzato’, esclusi gli oneri straordinari, è cresciuto del 10% a 548 milioni.

I ricavi, a livello trimestrale, hanno registrato una contrazione del 23%, incluso l‘impatto negativo sui conti del crescente valore del debito della banca a 3,326 miliardi euro.

L‘istituto non pagherà il dividendo per il 2012 e ha confermato di puntare a un common equity Tier 1 oltre il 10% per il 2013. In generale nel 2013 la banca si aspetta risultati “significativamente positivi”. In autunno verranno annunciati i contenuti e i target del nuovo piano di medio termine.

Per il gruppo Cariparma, guidato dal Ceo e senior country officer per l‘Italia Giampiero Maioli, il 2012 si è chiuso con un utile netto preconsuntivo di 186 milioni di euro e ricavi in crescita del 2,6% a 1,634 miliardi, si legge nelle slide. Il dato definitivo sull‘utile netto verrà annunciato entro la fine di marzo.

La raccolta è cresciuta del 5,5% a a 35,6 miliardi, mentre gli impieghi mostrano una flessione dell‘1,2% a 33,4 miliardi, meglio della media di sistema (-2,9%). Il credito alle famiglie mostra un incremento del 4,2% contro una media di sistema di +0,4%.

La divisione italiana ha inoltre quasi raddoppiato un piano di uscite volontarie, che ora coinvolge 720 dipendenti.

Nella conference call con gli analisti, Chifflet ha dichiarato che il gruppo Cariparma sta consolidando le sue attività, mettendo in atto una serie di iniziative per accrescere ulteriormente l‘efficienza complessiva. Terminata questa fase, ma non subito, si potrà tornare a pensare all‘espansione, ha aggiunto il banchiere, come confermato dalla persona presente.

Sull‘Italia in generale Chifflet ha dichiarato che i fondamentali sono buoni, che sono stati fatti sforzi significativi e che c‘è piena fiducia nel paese e nel popolo italiano.

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