3 agosto 2012 / 11:13 / 5 anni fa

RPT-PUNTO 2-Intesa SP, in trim2 trading impatta su utili, Core Tier 1 solido

* Utile netto trim2 a 470 milioni

* Core Tier 1 pro forma Eba al 10,1%.

* Conferma poltica accantonamenti prudenziale

* Titolo balza del 12,6%

di Gianluca Semeraro e Andrea Mandalà

MILANO, 3 agosto (Reuters) - Intesa Sanpaolo difende la solidità patrimoniale nel secondo trimestre con coefficienti ben al di sopra dei livelli regolamentari richiesti ma soffre sul lato dei ricavi, in particolare sul trading, e registra un peggioramento sul fronte dell‘asset quality a causa del contesto economico difficile.

In questo scenario creditizio in continuo deterioramento l‘istituto conferma la politica di accantonamenti rigorosa e prudenziale mentre sul fronte della redditività particolare attenzione sarà rivolta a costi.

Il secondo trimestre si chiude con un utile netto di 470 milioni di euro, in calo del 41,5% rispetto al trimestre precedente e del 36,6% su un anno prima.

Il risultato è sopra le attese degli analisti grazie anche a fattori straordinari di natura fiscale ma ciò che viene sottolineato sono soprattutto i continui miglioramenti dei livelli di patrimonializzazione conseguiti dalla banca.

“I risultati operativi sono buoni, i numeri sui costi anche. Il Core Tier 1 mostra che la banca continua a generare capitale. L‘unica cosa che preoccupa un po’ è l‘asset quality ma penso che nessuno si aspetti che possa migliorare data l‘attuale congiuntura”, spiega Fabrizio Bernardi di Fidentiis Equities.

Il titolo, complice anche l‘euforico rimbalzo di tutto il listino, ha chiuso la seduta con un rialzo a doppia cifra del 12,58% a 1,056 euro contro uno Stoxx europeo di settore di +5% circa.

CONFERMA GUIDANCE 2012, CREDITI DUBBI VISTI IN CRESCITA

Il bilancio del trimestre ha evidenziato un aumento degli accantonamenti e delle rettifiche di valore a 1,155 miliardi contro 1,069 miliardi del primo trimestre e 960 milioni di un anno prima.

Le rettifiche nette su crediti sono cresciute a 1,082 miliardi da 973 milioni del primo trimestre e 823 milioni del secondo.

I crediti deteriorati (sofferenze, incagli, ristrutturati o scaduti/sconfinanti) ammontano a 26,1 miliardi con un incremento sulla consistenza di fine anno del 15%. In particolare le sofferenze sono cresciute a 9,6 miliardi con un‘incidenza sui crediti del 2,6% e un grado di copertura del 62%.

Per il secondo semestre l‘istituto vede una possibile crescita dell‘ammontare dei crediti deteriorati anche se “non in modo così rilevante”, rispetto agli attuali livelli, ha spiegato nel corso della conference call il Cfo, Carlo Messina.

Per l‘intero 2012 Intesa conferma la guidance giò annunciata ritenendo che “si possa registrare una sostanziale stabilità della redditività operativa al netto delle componenti non ricorrenti del 2011”.

Anche sul dividendo conferma un livello uguale o superiore a quello erogato sul 2011.

Per il resto dell‘anno i conti della banca potranno inoltre beneficiare dei 330 milioni di risultato pre-tasse realizzato a luglio con la seconda operazione di buy-back sui bond.

RICAVI TRIM2 -14,2% SU TRIM1, CORE TIER 1 AL 10,7% I proventi operativi netti si sono attestati nel trimestre a 4,131 miliardi con un calo del 14,2% rispetto a fine marzo e dell‘8,5% rispetto a un anno prima. A fronte di interessi netti in calo del 2,8% su base trimestrale (ma in crescita del 2,7% su base annua) e di commissioni nette pressoché stabili (+0,4%), il risultato del trading è stato pari a 161 milioni rispetto ai 716 milioni del primo trimestre e ai 541 milioni di un anno prima.

In crescita gli oneri operativi che ammontano a 2,243 miliardi (+1,6%) per un risultato della gestione operativa che flette a 1,888 miliardi (-27,6%). Il cost/income risale al 54,3% dal 45,9% di tre mesi prima.

Sul fronte patrimoniale il Core Tier 1 a fine giugno è al 10,7%, mentre calcolato pro forma Eba è al 10,1%. L‘applicazione di Basilea 3 a regime vede un impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 di 140 centesimi di punto.

La banca ha effettuato raccolta a medio-lungo termine pari a circa il 70% dell‘ammontare in scadenza a fine anno con attivi stanziabili presso le banche centrali per una liquidità di 50 miliardi a fine giugno.

RISULTATO GESTIONE OPERATIVA MIGLIORE DI ULTIMI 8 SEMESTRI

L‘AD Enrico Cucchiani si dice soddisfatto delle performance realizzate nei primi sei mesi dell‘anno alla luce del debole contesto economico ricordando che “il risultato della gestione operativa (4,5 miliardi di euro) è il più elevato fra quelli conseguiti negli ultimi 8 semestri e il risultato netto, 1,3 miliardi di euro circa”.

Nel corso della conference call l‘AD ha illustrato le inziative attivate dal gruppo per il recupero della redditività nell‘esercizio sottolineando che per i prossimi mesi ci sarà una “forte attenzione sul taglio dei costi”.

A questo proposito nessun dettaglio è giunto in merito all‘atteso piano di razionalizzazione che, secondo indiscrezioni degl ultimi mesi, dovrebbe comportare un taglio di 1.000 sportelli. Cucchiani si è limitato a parlare di un‘evoluzione nauturale di tutto il sistema bancario italiano che soffre di una bassa redditività.

“Non c‘è dubbio che il sistema bancario italiano, se si guarda alla situazione macro generale, è sovradimensionato rispetto al resto dell‘Europa contintentale e ancora di più nei confronti dei paesi del Nord Europa”, ha detto Cucchiani.

“In questa situazione è chiaro che tutte le banche devono agire per rivedere il loro business model per migliorare lefficenza. E’ un trend generale e non specifico delle singole società anche se noi siamo la maggiore banca italiana e dunque c‘è molta attenzione su quello che facciamo”, ha proseguito.

“Stiamo studiando molte opzioni su questo ma non mi spingerei a dire oltre”, ha concluso.

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