29 marzo 2012 / 14:07 / tra 6 anni

SINTESI-Mps perde 4,7 miliardi in 2011, poca luce su 2012, titolo -8%

* Svalutati avviamento Antonveneta, Biverbanca per 4,3 miliardi, crediti per 1,3 miliardi

* Zero dividendo, presto per dire se ci sarà in 2012, attesa per piano Eba

* A maggio nuovo piano industriale per grande banca regionale, ma 2012 incerto

di Stefano Bernabei e Silvia Aloisi

ROMA/MILANO, 29 marzo (Reuters) - Banca Mps ha chiuso il peggior bilancio di sempre in rosso per 4,7 miliardi per eccezionali svalutazioni. E ancora, pur avendo un top management profondamente rinnovato, non può rassicurare il mercato che nel 2012, voci straordinarie a parte, ci sarà una svolta in redditività ed efficienza.

Il titolo per questo perde nel corso della seduta fino a quasi il 8% a 0,3280 euro e i primi commenti degli analisti sono negativi.

“I risultati sono più deboli delle attese a tutti i livelli”, ha detto l‘analista Luigi Tramontana di Banca Akros in una nota.

“Credo che il mercato si aspettasse risultati operativi migliori e un più basso livello di svalutazioni”, ha confermato il direttore generale di Mps Fabrizio Viola subito dopo la presentazione a Milano.

Il 2011 è finito con una perdita netta contabile di 4,69 miliardi di euro dopo aver svalutato avviamenti per 4,26 miliardi dalle acquisizioni di Antonveneta e Biverbanca e dopo 1,3 miliardi di rettifiche su crediti. Non verrà distribuito dividendo, come ampiamente scontato dal mercato, ma non è ancora possibile dire se ci sarà tra un anno.

I risultati sono in linea con quanto anticipato in un preview da Reuters lo scorso 23 marzo ma peggiori del consensus Reuters I/B/E/S che indicava una perdita netta contabile di 2,128 miliardi.

Il mercato l‘ha presa male dunque. Il 2012 infatti ancora non dà chiari segnali di svolta, spiega la banca, che pure registra qualche iniziale tono positivo sia per la liquidità sia per l‘attività sul territorio.

“Spero e sono moderatamente fiducioso che il quarto trimestre possa essere considerato un punto di minimo ma temo che per poter realizzare risultati di soddisfazione per tutti serva molto lavoro sia per produttività che efficienza operativa”, ha detto senza troppi eufemismo Viola, che da fine aprile, con il completo rinnovo del duo di testa del Monte, diventerà amministratore delegato con Alessandro Profumo nuovo presidente.

“Faccio poco affidamento sui venti favorevoli ma più sul lavoro che stiamo facendo, e sul contributo che deve venire da tutti”, ha aggiunto Viola che domani inizia a trattare con i sindacati per attuare il piano di riduzione del 3% delle spese di personale, circa 80 milioni, che ha già causato scioperi e una grande manifestazione a Siena.

Quello dei costi sarà uno dei punti qualificanti del nuovo piano industriale, del quale Viola ha svelato appena i contorni delle linee guida, rimandando a maggio la presentazione al mercato dopo l‘insediamento del nuovo consiglio eletto dall‘assemblea di fine aprile.

“Con Profumo lavoreremo bene”, ha detto Viola.

Mps nel nuovo piano punterà ad essere “una banca regionale all‘americana, con dimensioni molto rilevanti che hanno forte capacità di penetrazione nel territorio”, ha detto Viola, che ha spiegato che nel piano si immagina la banca “autonoma”, rispondendo a chi chiedeva di aggregazioni all‘orizzonte.

Il piano dovrà dare luce sulla redditività futura. Per i ricavi il focus “sarà un progetto territori, con uno specifico pricing sia per raccolta che per impieghi per le diverse caratteristiche dei territori”, ha detto Viola.

Per i costi “è un‘area in cui ci sono spazi per ulteriori miglioramenti. Non ritengo che siamo arrivati al massimo ottenibile”.

PRESI 29 MILIARDI DA LTRO BCE, IN 2012 OLTRE 12 MLD BOND

Il funding interbancario della banca è per ora tutto nelle mani della Bce, da cui ha attinto 29 miliardi a tre anni, nelle due operazioni di LTRO, fatte dal Monte per 14 e 15 miliardi rispettivamente.

Ora Mps ora si dice fiduciosa di tornare a emettere obbligazioni per un importo superiore ai 12 miliardi che scadranno nel 2012, in modo da sostituire progressivamente il canale di finanziamento esclusivo con Francoforte.

Il suo portafoglio di asset finanziari è di 38 miliardi di cui 26 in titoli di stato, stabile sul 2010, ma Viola ha fatto intendere che “sia l‘esposizione complessiva, sia il profilo di rischio” finanziario saranno tra i capitoli da affrontare con il nuovo piano industriale.

PER COLMARE PIANO EBA MPS NON VUOLE AUMENTO, HA BUFFER

Nel corso di una lunga conference con il mercato a Milano, la banca ha ripetuto che continua a essere fiduciosa di poter colmare il buffer da 3,3 miliardi chiesto dall‘Eba per rafforzare il patrimonio, attuando il piano che non prevede aumenti, entro giugno e arrivare al traguardo del 9% di core Tier1.

Per il 2011 il Core Tier1 è stato del 10,3%, che corrisponde a 8,5% al netto degli 1,9 miliardi di Tremonti Bond, che, assicurano i manager del Monte, verranno restituiti entro giugno 2013 utilizzando le risorse “temporaneamente” stanziate per il buffer dell‘Eba.

“Parte del piano è stato completato per oltre 1 miliardo con le operazioni sui Fresh e c‘è un residuo di 2,2 miliardi”, ha spiegato Viola che per il resto ha citato “l‘ottimizzazione dell‘RWA, potenziali joint venture in alcune aree di core business per il deconsolidamento di asset, vendita di attività e razionalizzazione delle rete distributiva”.

A Copenhagen è in corso un Ecofin dove il tema dell‘esercizio europeo dell‘Eba sul rischio sovrano nei portafogli delle banche verrà toccato senza però significativi cambiamenti nei tempi e nelle dimensioni dei buffer.

“Noi continuiamo a lavorare ‘a vecchio’, senza pensare alle modifiche”, ha detto Viola.

L‘inevitabile domanda sul possibile aumento di capitale, permette a Viola di ribadire che la banca proprio non vuole pensarci.

“Se dovesse succedere una cosa di questo tipo - cioè ancora un deficit da colmare a giugno nel buffer Eba - che ritengo da non prendere in esame perchè il nostro piano ha dei buffer, credo che le modalità e i tempi ci dovrebbero spingere a valutare altre soluzioni che non un aumento di capitale, anche perché in termini dimensionali in quel momento potrebbe non essere opportuno”, ha detto Viola.

La banca ha ancora circa 650 milioni di capitale Tier1 e Tier2 che non ha riacquistato come fatto da altri. Una strada per trasformare questo in capitale core potrebbe essere una offerta in concambio con una emissione di contingent capital, Coco’s bond, accettati dall‘Eba tra gli strumenti possibili per il buffer .

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