8 novembre 2011 / 13:33 / 6 anni fa

PUNTO 2-Intesa sorprende in trim3 con margine interesse, netto cala a 527 mln

(Riscrive con dichiarazioni conference call, analisti, aggiorna titolo)

MILANO, 8 novembre (Reuters) - Intesa Sanpaolo chiude il terzo trimestre con un utile netto in calo rispetto a tre mesi fa ma sorprende positivamente il mercato con la gestione operativa e in particolare il margine di interesse, superiore alle attese.

Nel trimestre luglio-settembre Intesa ha registrato un utile netto di 527 milioni di euro, in calo del 28,9% rispetto al secondo trimestre.

Il dato include benefici fiscali per 1,1 miliardi ma sconta anche ulteriori svalutazioni sui titoli sovrani della Grecia per 593 milioni. Su base normalizzata sarebbe dunque pari a 448 milioni, in calo su trimestre del 15,3%.

Il trend del trimestre consente di confermare la politica dei dividendi prevista e di elaborare la stima di un andamento dell‘intero 2011 “coerente con il piano di impresa 2011-2013/2015”.

Il margine di interesse torna a crescere dopo tre trimestri in calo e ammonta a 2,5 miliardi in progresso del 4,7% sul secondo trimestre.

“La parte operativa è abbastanza buona. Il margine di interesse è una sorpresa, mentre la perdita nel trading è meno di quanto ci si aspettava così come i costi sono migliori”, commenta un‘analista di un broker italiano.

Il titolo, dopo la diffusione dei risultati, ha accelerato fino a +7,9% e intorno alle 17,20 segna +3,6%, ripiegando insieme a tutto il mercato, con volumi un po’ sopra la media.

Un analista di un broker estero parla di “risultati buoni considerando le circostanze” ma si chiede se il margine di interesse “sorprendentemente solido” sia sostenibile. “Non posso dare dati precisi ma siamo ottimisti sull‘evoluzione dei quarto trimestre e dei successivi”, ha spiegato il Ceo Corrado Passera nella conference call.

Nel complesso i proventi operativi netti sono stati pari a 3,8 miliardi in calo del 15,8% rispetto al secondo trimestre. Il dato risente di un risultato del trading negativo per 74 milioni (era positivo per 541 milioni nel secondo trimestre). In particolare il saldo del capital markets e delle attività finanziarie Afs è negativo per 22 milioni (era positivo per 441 il trimestre scorso ma comprendeva le plusvalenze delle operazioni Prada e Findomestic).

In calo gli oneri operativi (-2,6% a 2,2 miliardi), mentre il risultato della gestione operativa ammonta a 1,6 miliardi in calo del 29,5% su trimestre. Il cost/income è al 58,8% rispetto al 50,8% del secondo trimestre.

CORE TIER 1 STABILE OLTRE 10%, ATTIVI LIQUIDI PER 83 MLD

Dal punto di vista patrimoniale il Core Tier 1 resta stabile al 10,2% mentre le attività liquide sono a 83 miliardi di euro ed è in corso un progetto per portarli fino a circa 100 miliardi, ha spiegato Passera senza dare dettagli.

L‘impatto di Basilea 3 a regime sul Core Tier 1 è stimabile in 150 punti base con il coefficiente che, pro forma, scende all‘8,7%. Considerando il beneficio derivante dalle azioni di ottimizzazione di fonti e fabbisogni di capitale previste dal piano d‘impresa, l‘impatto si riduce a 80 punti base.

Il Core Tier 1 di fine settembre include un accantonamento per dividendi di 994 milioni, che corrisponde a un dividendo unitario uguale a quello pagato nel 2011 ma su un numero di azione più alto per l‘aumento di capitale.

A fine settembre Intesa era esposta su titoli di stato italiani per 63,4 miliardi, in calo rispetto ai 64,5 miliardi di fine giugno, di cui poco più di 19 miliardi nel portafoglio ‘available for sale’. La riserva Afs sui titoli italiani è negativa per 1,7 miliardi.

I titoli governativi greci in portafoglio sono pari a 586 milioni, incluso un titolo Hellenic Railways garantito dallo Stato, dopo una svalutazione complessiva del 45% sul valore nominale e del 55% del valore di libro ante rettifiche.

Nel complesso l‘esposizione su titoli greci, irlandesi, portoghesi e spagnoli è pari al 2% del totale.

Intesa non modificherà la sua politica sui rischi sovrani e continuerà a investire in titoli italiani anche se non ha piani per incrementare la sua posizione sui Btp, ha spiegato Passera.

Il gruppo ha un‘elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le banche centrali per una liquidità di 32 miliardi. A inizio novembre erano in essere operazioni di finanziamento con la Bce per 18,5 miliardi.

A fine ottobre la banca aveva effettuato raccolta a medio-lungo termine per 40 miliardi, pari all‘intero ammontare in scadenza nell‘anno, di cui 25 miliardi costituiti da collocamenti retail, cioè 3 miliardi in più delle scadenze complessive retail e wholesale per il 2012. Ciò significa che Intesa potrebbe fare a meno del mercato wholesale per il resto del 2011 e nel 2012 ma non è nelle sue intenzioni.

(Gianluca Semeraro)

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