6 ottobre 2008 / 09:36 / 9 anni fa

PUNTO 4- UniCredit,forte lettera dopo piano, recupero nel finale

(Aggiorna andamento titolo, aggiunge posizione di Generali, secondo fonte)

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Giornata volatile ma tutta in profondo rosso per Unicredit (CRDI.MI), in un mercato che comincia ad analizzare più nel dettaglio i contenuti del piano di rafforzamento patrimoniale annunciato ieri sera da Piazza Cordusio per 6,6 miliardi di euro.

“La gente sta cominciando a ragionare, la ricapitalizzazione in fondo è modesta e il dividendo anche se in azioni c’è, in giro ci sono situazioni ben peggiori”, commenta un trader.

Il titolo segna sul finale un calo del 5,48%, ben sopra i minimi toccati in apertura e fa meglio dello Stoxx di settore .SX7P (-8,65%) e dell‘indice S&P/MIB .SPMIB (meno 8,24%).

Già in mattinata alcuni broker avevano sottolineato che il piano serve a migliorare il profilo di rischio e la solvibilità dell‘istituto.

Alcuni dubbi erano invece emersi sull‘outlook dell‘eps, dopo il taglio del target al 2008 a 0,39 euro da 0,52 e più in generale sull‘improvviso passo indietro del management che fino a pochi giorni fa aveva sempre smentito la necessità di un aumento di capitale.

“L‘operazione di per sé non è di grande entità, però pesa il fatto che fino alla scorsa settimana l‘AD ha sempre detto che una ricapitalizzazione non era necessaria e poi ha cambiato idea”, sottolinea Stefano Guaita di Banca Profilo.

“Ci sarà un impatto anche su 2009 e 2010 oppure si tratta di una revisione straordinaria?”, si chiedeva Citigroup in un report stamane.

Nel corso della conference call di stamane, l‘AD Alessandro Profumo ha spiegato che al momento è impossibile fare previsioni sul target di eps al 2010 proprio per la difficoltà di capire oggi “in quale mercato lavoreremo”. Nelle slide si legge inoltre che il piano avrà un impatto diluitivo sull‘eps nel 2009 dell‘11%.

Standard & Poor‘s, dopo l‘annuncio del piano, ha rivisto l‘outlook su UniCredit a negativo da stabile, mantenendo il rating sul credito di controparte della banca a ‘A+’ a lungo termine, e ‘A-1’ a breve.

SU PIANO UNITA’ DI INTENTI GRANDI AZIONISTI

Ieri UniCredit ha varato un piano di rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi che porterà il Core Tier 1 al 6,7% a fine 2008 dal 5,55% di fine giugno. Il gruppo ha annunciato anche la revisione al ribasso dell‘eps 2008 ante aumento capitale a 0,39 euro contro il precedente target di 0,52 a causa del deterioramento dei mercati.

Le operazioni varate ieri prevedono il pagamento del dividendo 2008 in azioni per 3,6 miliardi e un aumento di capitale da 3 miliardi garantito da strumenti convertibili, denominati cashes, relativi all‘eventuale inoptato. Questi strumenti finanziari hanno già registrato una forte domanda con l‘impegni dei principali soci e di investitori istituzionali a sottoscrivere tutti i 3 miliardi.

In particolare Fondazione Cariverona e Fondazione Crt hanno già deliberato di sottoscrivere fino a 500 e fino a 300 milioni rispettivamente. L‘impegno dell‘ente torinese può arrivare fino a 500 milioni se necessario, ha dichiarato il presidente Andrea Comba alla stampa.

L‘unità di intenti dei principali azionisti così come la completa fiducia nel management da parte del Cda sono state sottolineate già ieri dal presidente Dieter Rampl al termine del consiglio.

Sul fronte degli investitori istituzionali Mediobanca (MDBI.MI), che è anche adviser con Merrill Lynch e Unicredit Mib, è pronta a sottoscrivere il bond per un importo pari a 200-300 milioni di euro, secondo quanto conferma una fonte della banca.

Generali dovrebbe fare la sua parte, secondo le dichiarazioni di una fonte vicina alla compagnia. “Generali come investitore istituzionale dovrebbe essere disponibile alla sottoscrizione di una quota dell‘eventuale inoptato”, dice la fonte.

Anche De Agostini è nel consorzio di garanzia per l‘aumento di capitale di Piazza Cordusio. “De Agostini è nel consorzio di garanzia con un impegno massimo di 100 milioni”, dice una fonte vicina alla società.

Accanto a queste operazioni di rafforzamento patrimoniale sono previste dismissioni di asset non strategici che nel quarto trimestre riguarderanno la quota in Generali (GASI.MI), le azioni proprie in portafoglio, immobili e filiali Capitalia.

In merito alla quota Generali, pari al 3,5%, a dicembre scade l‘exchangeable convertibile che prevedeva un prezzo di conversione di 28,08 euro, poi ridotto a 25,4 con l‘aumento gratuito di Trieste del 2007, e l‘opzione di rimborso cash per un ammontare pari al valore di mercato delle azioni. Quest‘ultima opzione appare oggi più probabile visto che Generali scambia poco sopra i 22 euro, quindi ben sotto lo strike price.

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