4 agosto 2017 / 08:52 / tra 4 mesi

PUNTO 1-Mediobanca, conti 16-17 oltre attese, cedola generosa, no dogmi su Generali

(aggiunge dettagli da conference call, titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 4 agosto (Reuters) - Mediobanca batte le attese con i conti dell‘esercizio 2016-17, terminato a giugno, mette a segno ricavi record e supera le promesse fatte nel piano con i dividendi.

Nuova apertura a una discesa anche sotto il 10%, già previsto entro giugno 2019, in Generali qualora esigenze di capitale legate alla crescita dovessero richiederlo.

“La partecipazione è cruciale in termini di generazione di capitale e di utili, ma non ci sono dogmi”, ha infatti detto il Ceo Alberto Nagel presentando i conti a stampa e analisti. “Se la nostra crescita, organica ed extra organica, richiedesse più capitale di quello che la banca produce sarà obbligo del management smobilizzare risorse interne e tra queste anche Generali, prima di chiedere soldi agli azionisti”, ha aggiunto.

L‘eventuale decisione dovrà tenere conto del fatto che Generali ha contribuito all‘utile netto di Piazzetta Cuccia nel 2016-17 per 264 milioni, quasi un terzo del totale.

L‘utile netto dell‘esercizio 2016-17 è cresciuto del 24% a 750 milioni di euro, sopra il consensus raccolto dalla banca a 720 milioni. Il dato include 160 milioni di plusvalenze da cessione e 89 milioni di oneri di contribuzione a fondi sistemici, tra cui 50 milioni al fondo di risoluzione e 8 milioni al Fitd.

Nel solo quarto trimestre l‘utile netto è stato di 136,3 milioni, sopra le attese di 106 milioni ma in calo rispetto a un anno prima (era stato 162,1 milioni) anche perché sconta oneri non ricorrenti per circa 40 milioni, dice una nota.

Il Cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,37 euro per azione con un progresso del 37% e un payout in aumento al 43% dal 38%, sopra il 40% indicato nel piano. ”A questo proposito Nagel ha spiegato che c‘è “un approccio flessibile” e non ha escluso un payout sopra il 40% anche per il prossimo esercizio.

Il Cet1 si attesta al 13,3% dal 12,1% calcolato phased in e al 13,5% fully phased. Il Rote è salito dal 7 al 9%.

I ricavi sono cresciuti del 7% a 2,2 miliardi, segnando il valore più alto di sempre. Il margine di interesse è cresciuto del 7%, le commissioni del 16%, grazie al maggior apporto del wealth management (+51%).

In calo le rettifiche su crediti (-24%) con un aumento delle coperture su crediti deteriorati (55%) e sofferenze (70%).

Nel wealth management i ricavi sono cresciuti del 38% e rappresentano un quinto del totale del gruppo. Nel comparto Mediobanca vuole crescere e ritiene sia necessario ogni anno un “reshaping” con acquisizioni mirate “di taglia non molto grande” anche se “non si possono escludere” quelle di grandi dimensioni, ha spiegato Nagel.

Lo stesso vale per il comparto dello specialty finance con accordi con servicer e acquisizioni di crediti, mentre per Compass, specializzata nel credito al consumo, non sono escluse “opzioni non italiane”.

In borsa il titolo cede lo 0,44% a 8,97 euro in linea con il settore bancario. Gli analisti commentano positivamente soprattutto il dividendo e danno un giudizio sostanziamente positivo della trimestrale.

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