27 marzo 2017 / 10:18 / tra 6 mesi

Essilor-Luxottica,no extra cedola, secondo Cda proposto dal precedente e votato da soci

MILANO, 27 marzo (Reuters) - Gli accordi parasociali tra Essilor e Delfin, la holding di Leonardo Del Vecchio, che sono alla base dell‘operazione di integrazione tra la società francese e Luxottica impediscono al distribuzione di dividendi straordinari prima della fusione e definiscono le regole di governance della nuova realtà, diversificandole tra primo triennio e anni successivi.

E’ quanto emerge dall‘estratto del patto pubblicato oggi e in parte già comunicato con l‘annuncio del merger a metà gennaio.

Sul fronte dividendi, si legge, fino a quando Essilor non controllerà Luxottica, la distribuzione è consentita rispettivamente fino al 40% dell‘utile netto e al 50% dell‘utile netto adjusted. Nel caso di Luxottica si tratta della conferma dell‘attuale politica di payout.

L‘obiettivo, spiega il patto, è preservare il valore di concambio a cui Delfin conferirà il suo 62,54% di Luxottica ad Essilor, pari a 0,461 azioni Essilor per ogni azione Luxottica, che poi sarà lo stesso a cui Essilor lancerà l‘Opa obbligatoria sulla società italiana.

Quanto alla governance, viene ribadito che nei primi tre anni sarà paritetica, con 8 membri del Cda espressi dagli italiani e altrettanti dai francesi. Del Vecchio, che sarà presidente esecutivo con gli stessi poteri del vice presidente esecutivo Hubert Sagnieres, non potrà essere decisivo in caso di parità di voto in Cda.

Allo scadere dei primi tre anni, “la nomina dei nuovi amministratori di EssilorLuxottica, che resteranno in carica per tre anni, sarà proposta dal Cda su indicazione del comitato nomine e remunerazione o di qualsiasi azionista di EssilorLuxottica (...) prescindendo dalla provenienza dei candidati (i.e. siano essi riconducibili a Luxottica o Essilor)”. Il comitato nomine nel primo triennio sarà presieduto da un membro del Cda di Essilor (quello strategico da un membro designato da Delfin).

In sostanza, dato che in Francia non esiste il voto di lista, i consiglieri sono proposti dal Cda uscente e poi votati uno a uno dall‘assemblea. In caso teorico di conflitto sulla guida del gruppo, dunque, Delfin potrà contare sul fatto di essere primo azionista del colosso dell‘occhialeria con una quota tra il 31% e il 38% del capitale. Il secondo azionista Valoptec (un‘associazione di dipendenti del gruppo francese) avrà circa il 4%.

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