23 marzo 2017 / 17:55 / tra 8 mesi

PUNTO 1-Tim, utile a 1,8 mld, nasce nuova società rete per sfidare Open Fiber

(Aggiunge contesto, altri elementi da nota)

MILANO, 23 marzo (Reuters) - Telecom Italia (Tim) chiude il 2016 con un utile di spettanza della controllante di 1,8 miliardi da una perdita di 70 milioni e costituisce una nuova società della rete, che sarà controllata da un socio finanziario, per sfidare Open Fiber, Enel e Cdp, nelle aree a fallimento di mercato.

Lo comunica una nota Tim, aggiungendo che proporrà un dividendo di 2,75 cent per azione di risparmio.

Nei cluster C e D, aree a fallimento di mercato, l‘obiettivo di copertura del 95% della popolazione italiana con connessioni ultrabroadband sarà già raggiunto a fine del primo semestre 2018 mentre nel 2019, termine dell‘attuale piano, la copertura salirà al 99% anche con il contributo di tecnologie wireless.

In questo modo Telecom Italia intende fronteggiare la concorrenza di Open Fiber anticipando i tempi. La società controllata da Enel e Cdp ha infatti vinto il primo bando da 1,4 miliardi per realizzare la rete pubblica nelle aree bianche e si avvia verso l‘aggiudicazione del secondo da 1,2 miliardi.

Il progetto Tim per le aree bianche non determina un incremento del livello di investimenti già programmati.

Il progetto prevede la costituzione di una società partecipata, la cui maggioranza sarà detenuta da un socio finanziario, che sarà scelto nei prossimi mesi e la cui procedura di individuazione è stata avviata.

VIVENDI NON CONTROLLA TIM

Il collegio sindacale ha fatto inoltre una valutazione della posizione di Vivendi, che detiene il 24,68% del capitale della società, in materia di controllo.

Secondo il collegio, ai fini del codice civile e del testo unico della finanza Vivendi non ha il controllo di Tim.

Ai fini della disciplina Consob in materia di parti correlate invece il gruppo francese sarebbe da considerare come controllante della società telefonica, secondo il collegio.

Il cda ha deliberato di non condividere la valutazione del collegio come società che “controlla di fatto” Tim, “sia pure ai sensi e per gli effetti della sola disciplina sulle operazioni con parti correlate”.

Il tema ha un rilievo particolare perché se fosse certificato il controllo, Vivendi si troverebbe a consolidare Tim, incluso il debito.

Secondo le disposizioni Consob, le operazioni che coinvolgono parti correlate devono seguire procedure particolari che danno maggiore potere ai consiglieri indipendenti e, in caso di passaggio in assemblea, la maggioranza dei soci non correlati ha di fatto un potere di veto.

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