10 febbraio 2017 / 09:18 / 9 mesi fa

PUNTO 1-Ubi, perdita 2016 a 830,2 mln da utile 116,8 mln, dividendo 0,11 euro

(Aggiunge dettagli)

MILANO, 10 febbraio (Reuters) - Ubi Banca ha archiviato il 2016 con una perdita dovuta a svalutazioni e rettifiche, ma la sussistenza di un utile a livello normalizzato induce il cda a proporre comunque un dividendo agli azionisti.

L‘esercizio scorso, si legge in un comunicato della banca, ha registrato una perdita netta di 830,2 milioni, rispetto ad un utile di 116,8 milioni nel 2015.

Al netto del piano industriale e delle poste straordinarie, il 2016 è andato in archivio con un utile netto normalizzato di 116,2 milioni contro 189 milioni del 2105. Di conseguenza, in linea con il piano industriale, Ubi proporrà agli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,11 euro per azione, uguale a quello dell‘esercizio precedente.

Il risultato sull‘anno sconta anche un calo del margine di interesse dell‘8,2% e dell‘attività di trading del 47,1%, parzialmente compensato dall‘andamento positivo delle commissioni nette (+2,7%) spinte dall‘accelerazione del risparmio gestito.

Le rettifiche nette sui crediti salgono a 1,56 miliardi, in rialzo del 95% ma includono le maggiori rettifiche annunciate lo scorso giungo con il piano industriale che ha comportato il parziale riassorbimenro della ‘shortfall’ (differenza tra perdite attese e rettifiche di valore) per 851 milioni.

I crediti deteriorati lordi sono pari a 12,521 miliardi (-6,8% su anno) con una copertura, includendo gli stralci, che sale al 45,8%.

Lo stock delle sofferenze nette è sostanzialmente stabile a a 3,9 miliardi con un coverage del 58,5%. Le inadempienze probabili nette ammontano a 3,93 miliardi con una copertura del 23,13%.

SVALUTAZIONE FONDO ATLANTE PER 52,9 MLN

Le rettifiche di valore per deterioramento di altre attività si sono attestate a 130,1 milioni (16,9 milioni nel 2015), per 73 milioni (52,9 milioni netti) riferibili al fondo Atlante e per il resto “al sostanziale azzeramento del rischio di credito residuo legato a strumenti finanziari rivenienti da posizioni di credito deteriorato (47 milioni)”.

Dal lato dei costi (in calo dell‘1%) l‘istituto sottolinea che a fine febbraio usciranno 500 ulteriori risorse e che ha ricevuto complessivamenre oltre 1.250 adesioni all‘offerta di esodi volontari.

A fine dicembre il Cet1 ratio fully loaded era pari all‘11,22%, rispetto all‘11,62% di un anno prima, e non include l‘effetto della deducibilità fiscale delle maggiori rettifiche su crediti effettuate a giugno che comporteranno un progressivo beneficio stimato in oltre 40 punti base quando saranno utilizzati sugli utili futuri.

Ubi prevede risultati 2017 in “forte miglioramento” rispetto all‘anno scorso.

La banca, infine, rende noto che le condizioni di pre-closing per le cosiddette good bank “si stanno realizzando secondo le modalità previste”. Dopo la firma del contratto a inizio gennaio Ubi stima che serviranno circa tre mesi per la conclusione dell‘iter che prevede anche un aumento di capitale a carico della banca per 400 milioni.

“Sono abbastanza ottimista sul fatto di arrivare alla primavera con un lavoro già molto avanzato”, ha detto l‘AD Victor Massiah in una video intervista.

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