9 febbraio 2017 / 10:34 / tra 9 mesi

PUNTO 1-Mediobanca, su Generali coerente con piano, terrà 10%, cresce netto sem1

(riscrive accorpando pezzi)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 9 febbraio (Reuters) - Mediobanca conferma i contenuti del piano industriale presentato a novembre sulla partecipazione in Generali: venderà da qui a giugno 2019 il 3% e terrà il 10%, fonte importante per gli utili e i dividendi per azione.

Così il Ceo Alberto Nagel ha risposto, nel briefing e nella conference call sui conti semestrali, alle domande sull‘interessamento di Intesa Sanpaolo per la compagnia triestina, tema che ha vivacizzato le cronache finanziarie delle ultime settimane.

“Non aggiungo altro. Il resto sono ipotesi o speculazioni e noi non facciamo piani o basiamo l‘attività quotidiana su ipotesi e speculazioni”, ha detto.

In occasione della presentazione del piano il 17 novembre, Nagel aveva lasciato aperta la porta a una possibile discesa anche sotto il 10% di Generali. Oggi non ha fatto menzione di questa possibilità. “Conserveremo il 10% -- ha detto a più riprese -- che è fonte di utili e dividendi per azione importante”.

Nel primo semestre 2016-17 su un utile netto di 418 milioni, il contributo di Generali è stato nell‘ordine di 135 milioni.

Il banchiere ha poi sgombrato il campo anche dalle voci di possibili disimpegni dei principali soci -- UniCredit e Vincent Bolloré -- dal capitale di Piazzetta Cuccia. “Anzi il contrario”, ha sottolineato.

E sulla possibile crescita esterna di Generali, anche in chiave difensiva anti-scalata, Nagel si è limitato a ricordare che Mediobanca ha sempre sostenuto la strategia di crescita della compagnia, che in passato ha fatto acquisizioni per 20 miliardi, ma l‘M&A “è bene farlo ma anche farlo rendere”.

Il primo semestre dell‘esercizio 2016-17 vede un utile netto di 418,2 milioni in crescita del 30,2% rispetto a un anno prima, sopra il consensus di 390 milioni raccolto dalla banca. Nel solo secondo trimestre l‘utile netto è raddoppiato a 147,5 milioni da 76,8. Il Rote a fine dicembre è al 10%.

I ricavi si attestano ai massimi storici a 1,072 miliardi (+6%) grazie al margine di interesse che sale del 5,2% a 635,6 milioni sulla spinta del credito al consumo, mentre sono in lieve ripresa le commissioni (a 236,8 milioni da 227,4). I proventi da tesoreria salgono a 63,8 milioni da 45,8.

“Ci aspettiamo un altro semestre positivo e siamo fiduciosi sull‘esito dell‘esercizio. Nell‘ambito dell‘esercizio confermiamo la nostra politica di dividendi. Il dividendo aumenterà nella misura in cui aumenterà l‘utile perché c‘è un payout del 40%”, ha detto Nagel.

Nel periodo sono state effettuate rettifiche su crediti per 183,7 milioni (-18,1%) per un costo del rischio che scende a 102 punti base. L‘indice di copertura delle attività deteriorate è al 55%, quello delle sofferenze al 69%.

A fine dicembre il Cet1 transitional si attesta al 12,3%, quello fully phased al 12,8%. La Bce ha fissato al 7% il target minimo come risultato dello Srep 2016.

L‘accoglienza del mercato è buona: in un contesto bancario italiano negativo (lo stoxx cede l‘1,09%), Mediobanca alle 11,20 sale dello 0,32% a 7,78 euro dopo aver superato anche +3% con volumi nella norma. Gli analisti sottolineano in particolare la solida posizione patrimoniale e la dinamica della redditività ‘core’.

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