28 settembre 2015 / 14:10 / tra 2 anni

PUNTO 1-Poste, per Banca Imi vale 8,95-11,4 mld con payout a 61% -studio

* Banca Imi stima payout a 61% in prossimi anni

* Utile netto visto a 640 milioni in 2017

* Cita tra rischi incognite legate a turnaround divisione postale (aggiunge dettagli)

MILANO, 28 settembre (Reuters) - Gli analisti di Banca Imi ritengono che Poste Italiane possa valere tra gli 8,95 e gli 11,42 miliardi di euro - valore che tiene in considerazione i benefici dal processo di ristrutturazione della divisione postale - e si aspettano che nei prossimi anni il gruppo possa adottare una politica dei dividendi generosa, stimando la distribuzione tra il 2015 e il 2019 di complessivi 2,4 miliardi di dividendi, pari a un payout del 61%.

E’ quanto emerge dallo studio inviato oggi agli investitori e che Reuters ha potuto consultare. Banca Imi è uno dei global coordinator dell‘Ipo assieme a Unicredit, Mediobanca, Citigroup e BofA Merrill Lynch.

Non sono ancora stati ufficializzati i dettagli della struttura dell‘operazione, ma il ministero dell‘Economia ha dichiarato che quoterà fino al 40% della società. Se le valutazioni di Banca Imi fossero condivise dal mercato, lo Stato potrebbe incassare fino a 4,6 miliardi di euro.

Per arrivare alla valutazione sopracitata, gli analisti hanno valutato le singole divisioni del gruppo (quella finanziaria, quella assicurativa, quella postale e quella della telefonia), aggregando i risultati.

Più nel dettaglio, la divisione di servizi finanziari (che conta oltre a Banco Posta, anche Banca del Mezzogiorno, e pesa per circa il 19% dei ricavi) varrebbe tra i 5,5 e i 6 miliardi di euro. Il business assicurativo (pari a circa il 66% dei ricavi) viene valutato tra i 3,6 e i 4,4 miliardi. La divisione postale (14% dei ricavi) va da un valore negativo di 583 milioni e uno positivo di 416 milioni. Infine il piccolo business della telefonia varrebbe dai 393 ai 673 milioni.

Gli analisti di Banca Imi ritengono il gruppo possa fare affidamento sui redditizi business assicurativi e finanziari, mentre il potenziale per la creazione di nuovo valore risiede nel turnaround della divisione postale.

Lo studio, che mette in evidenza la potente rete distributiva di Poste costituita da 13.228 uffici postali diffusi capillarmente sul territorio italiano, ritiene che il gruppo possa registrare un progressivo miglioramento dei risultati nei prossimi anni. Stima quindi che il fatturato possa passare dai 28,512 miliardi del 2014 ai 29,823 miliardi del 2017, con un Ebit in crescita da 691 milioni a 1,04 miliardi nel 2017, grazie soprattutto al contributo dei servizi assicurativi e del turnaround di quelli postali. L‘utile netto dovrebbe salire dai 212 milioni del 2014 ai 640 milioni nel 2017.

Lo studio evidenzia anche tutta una serie di rischi, come ad esempio i costi più alti del previsto che potrebbe comportare la ristrutturazione della divisione postale e la presenza di forti sindacati che potrebbe ritardare il processo, le incognite legate al compenso per il servizio universale, il rischio paese derivante dai 115 miliardi di bond detenuti dalle divisioni finanziarie.

Come di consueto, lo studio precisa che si tratta di una valutazione sul lungo termine.

(Elisa Anzolin)

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below