9 giugno 2015 / 14:59 / 2 anni fa

PUNTO 1-Acea, in nuovo Piano Ebitda a 864 mln al 2019, +20% su 2014

(Aggiunge dettagli, andamento titolo)

ROMA, 9 giugno (Reuters) - Il nuovo Piano industriale 2015-2019 di Acea, approvato oggi dal cda, vede una crescita dell‘Ebitda a 864 milioni nel 2019 (+20% rispetto al 2014) e ipotizza un possibile ulteriore beneficio dal processo di consolidamento del settore.

E’ quanto si legge in una nota della società che illustra i punti principali del piano che domani verrà presentato in una conference alle 15,30.

I target principali al 2019 della multiutility romana sono riassumibili in: 2,3 miliardi di investimenti, un utile netto di 247 milioni (dai 169 del 2014) e un debito al 2019 pari a 2,25 miliardi (2,6 volte in rapporto all‘Ebitda previsto). Acea prevede inoltre un capitale investito netto al 2019 di 4,2 miliardi.

Nell‘area delle gestioni idriche, il piano prevede 1,073 miliardi di investimenti (2015-2019) e una Rab (il capitale soggetto a remunerazione tariffaria) per gli ambiti Ato2 e Ato5 al 2019 di 1,4 miliardi in aumento rispetto a poco più di 1 miliardo del 2013.

Nell‘area delle reti sono previsti 763 milioni di investimenti nell‘arco del piano e una Rab al 2019 a 1,5 miliardi (sui livelli del 2013).

Investimenti pari a 235 milioni di euro nel periodo del piano sono previsti anche per il settore ambiente, “con l‘obiettivo di diventare il terzo operatore nazionale nel settore del trattamento industriale dei rifiuti”, dice Acea.

Acea ipotizza una politica di remunerazione agli azionisti stabile e sostenibile con un payout compreso tra il 50% e il 60% dell‘utile netto consolidato ante minorities e un dividendo per azione minimo di 0,40 euro, dice la nota.

Alle 16,40 il titolo quota in lieve rialzo dello 0,32% a 12,45 euro, poco sotto il massimo dell‘anno di 13,14 euro toccato il 2 giugno.

UPSIDE DA CONSOLIDAMENTO

Acea ribadisce poi di essere pronta a partecipare come soggetto aggregante al consolidamento promosso dal governo: “Siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo per favorire e realizzare il processo di consolidamento tra le utility del Centro-Sud Italia, se e quando i livelli istituzionali interessati muoveranno concretamente in questa direzione”, ha detto l‘AD Alberto Irace.

La società dettaglia le aree in cui potrebbe realizzare avviare iniziative, citando il “consolidamento delle società idriche operanti nel Lazio, con l‘obiettivo di creare un Ato unico regionale, il consolidamento delle gestioni idriche già partecipate in Toscana e Umbria e l‘ottimizzazione della filiera del trattamento rifiuti”.

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