12 maggio 2015 / 12:33 / tra 3 anni

PUNTO 2-UniCredit, netto trim1 in linea, cede in borsa su delusione CET1

(Aggiunge dettagli, aggiorna con chiusura titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 12 maggio (Reuters) - UniCredit archivia la trimestrale con un miglioramento dell‘asset quality e un utile netto in linea alle attese, ma viene punita in borsa a causa di coefficienti patrimoniali ritenuti insoddisfacenti dal mercato.

A fine marzo il CET1 transitional si è attestato al 10,5%, calcolato proforma con l‘operazione su Pioneer che dovrebbe portare circa 25 punti base. Il dato è un punto sopra il target minimo individuato dalla Bce al 9,5%. Il CET1 a regime, sempre proforma, è al 10,35%.

“La reazione del mercato è dovuta al fatto che il CET1 continua a essere più debole rispetto al competitor Intesa”, ha spiegato Vincenzo Longo di IG. “Il capitale è stato un po’ sotto le attese”, ha scritto in un report Azzurra Guelfi di Citi Research, anticipando la reazione iniziale negativa del mercato.

“Continueremo a lavorare per rafforzare tutte le banche. D‘altronde tutte le banche lo stanno facendo”, ha rassicurato il Ceo Federico Ghizzoni illustrando i conti ad analisti e stampa.

Per far questo tra le opzioni ci sono anche possibili cessioni, oltre la generazione organica di utili e l‘ottimizzazione degli asset ponderati per il rischio, ha aggiunto escludendo però che nella lista di asset cedibili possa esserci Hvb.

Dichiarazioni che non hanno convinto il mercato: il titolo ha chiuso in calo del 3,37% con volumi quasi un terzo in più della media. Lo stoxx dei bancari europei è sceso dell‘1,13%.

Il trimestre si è chiuso con un utile netto di 512 milioni di euro, perfettamente in linea con il consensus raccolto dal sito web della banca. Un anno prima l‘utile netto si è attestato a 712 milioni. Il confronto con il quarto trimestre invece vede una variazione positiva del 200%.

Anche il margine operativo netto è più che raddoppiato rispetto al trimestre precedente (+184%) grazie alla crescita dei ricavi (+2,6%), ascrivibile in particolare all‘Italia (+6,8%).

Sono cresciute le commissioni (+7%) e i ricavi da negoziazione (+83%), questi ultimi grazie all‘attività di tesoreria e verso la clientela. Nell‘ambito del quantitative easing della Bce partito a marzo, UniCredit ha ceduto soltanto 1 miliardo di titoli sovrani italiani.

Il margine di interesse è sceso del 3,3% a poco meno di 3 miliardi, ma a parità di tassi di cambio e numero di giorni lavorativi il calo si riduce allo 0,4%.

Calano rispetto al trimestre precedente i crediti deteriorati lordi (a 83,2 miliardi) e le sofferenze (a 51,4 miliardi), grazie alla vendita di Uccmb e al minor flussi dai crediti in bonis, con rettifiche su crediti che scendono a 980 milioni (-42,2%).

“I dati sull‘asset quality mostrano un trend in miglioramento e anche la crescita degli impieghi è forte, questo potrebbe sostenere il titolo”, secondo Guelfi.

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