11 novembre 2013 / 19:18 / tra 4 anni

PUNTO 1-UniCredit, trim3 come attese, accantonamenti pesano su conti Italia

(Aggiunge dettagli da nota e da briefing stampa)

MILANO, 11 novembre (Reuters) - UniCredit ha attraversato un terzo trimestre difficile, non soltanto per fattori stagionali, portando a casa un utile netto di 204 milioni, in perfetta corrispondenza con il consensus, in un contesto in cui i paesi Cee e la Polonia compensano in misura più che proporzionale le perdite dell‘Italia.

Il dato dell‘utile netto, in calo del 39,1% rispetto a un anno prima, beneficia peraltro di una plusvalenza netta da 181 milioni dalla cessione di Yapi Kredi Sigorta, dice una nota.

Nei primi nove mesi l‘utile netto supera di poco il miliardo con un calo annuo del 28,5%.

Il Ceo Federico Ghizzoni si è detto nel complesso “abbastanza soddisfatto” visto che si è trattato “di un altro trimestre molto importante dal punto di vista del business”.

“I ricavi - ha proseguito nel briefing stampa - sono un punto da seguire con molta attenzione. I volumi non decollano, anzi sono in discesa che è più accentuata in Germania per l‘eccellente posizione di liquidità delle aziende”.

I ricavi si sono attestati a 5,7 miliardi con un calo dell‘8,5%: a fronte di interessi netti in calo del 7,9%, le commissioni sono scese dello 0,8% e i ricavi da negoziazione del 39,4%. Depurato da elementi ‘one-off’, tra cui i recenti picchi dell‘euro contro le valute dei paesi emergenti, il calo degli interessi netti si riduce allo 0,6%.

Calano del 3% i costi operativi a 3,6 miliardi per un cost/income che però a fine settembre sale a 60,6%.

Sul dividendo tutto è rimandato alla verifica di fine anno. Al momento l‘ipotesi incorporata nei numeri è di una cedola invariata rispetto al 2012 (9 centesimi).

ITALIA FA PARTE DEL LEONE SU ACCANTONAMENTI CREDITI

L‘utile è stato sostenuto in particolare dai paesi CEE e dalla Polonia che hanno contribuito per 578 milioni, mentre la commercial bank in Italia ha registrato una perdita netta per 165 milioni.

L‘Italia fa la parte del leone per ciò che riguarda gli accantonamenti su crediti con 1,1 miliardi su un totale di 1,6 miliardi (-10,6%). Tuttavia UniCredit vede “i primi incoraggianti segnali di ripresa” nel paese e conferma l‘aspettativa di un Pil positivo dello 0,6% nel 2014.

E sugli accantonamenti la stima di un volume inferiore a quello del 2012 è confermata. “E’ chiaro che l‘asset quality review e l‘ispezione di Bankitalia non ancora terminata potrebbero richiedere sforzi in termini di accantonamenti”, ha però detto Ghizzoni.

Rispetto ai primi nove mesi del 2012 l‘erogazione di nuovi prestiti in Italia è in aumento del 15,5%.

Nel trimestre è rallentato, per il quarto trimestre consecutivo, il flusso verso i crediti deteriorati a 1,6 miliardi (da 1,9 miliardi nel periodo aprile-giugno) con una copertura che si attesta al 44,6% per i crediti deteriorati del gruppo e al 55,5% per le sofferenze.

Per l‘Italia la copertura è al 42,3% dei crediti deteriorati e al 54,9% per le sofferenze.

Dal punto di vista patrimoniale il Core Tier 1 è pari all‘11,71%, mentre il Common equity Tier 1 ratio è al 9,83% pro forma.

A inizio novembre UniCredit ha rimborsato un altro miliardo di Ltro dopo i due miliardi rimborsati a giugno. Il dovuto scende a 23 miliardi.

Per il quarto trimestre saranno contabilizzate plusvalenze per 160 milioni derivanti dalla cessione delle quote in Fonsai e Moscow Exchange con un impatto di 5 punti base sul Core Tier 1.

(Gianluca Semeraro)

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