6 novembre 2013 / 15:53 / tra 4 anni

SINTESI-Prysmian, risultati giù in 9 mesi, meglio trim3, titolo corre

(Accorpa pezzi, aggiunge dettagli da conference call)

MILANO, 6 novembre (Reuters) - Prysmian archivia i primi nove mesi dell‘anno con ricavi, margini e utile in calo, ma evidenzia segnali di ripresa nel terzo trimestre.

I ricavi, si legge in un comunicato del produttore di cavi, sono scesi, a livello organico, del 3,9%, a 5,488 miliardi.

L‘Ebitda adjusted è calato del 5,2%, a 444 milioni. La nota sottolinea che il risultato “ha risentito negativamente dell‘effetto cambi, pari a 15 milioni di euro rispetto all‘anno 2012, e dovuto in particolare alla significativa svalutazione del real brasiliano, del dollaro australiano, del dollaro americano e della lira turca”.

Il risultato operativo rettificato si è attestato a 329 milioni (-5,8%).

L‘utile netto adjusted ha registrato una flessione del 6,7%, a 180 milioni.

Il gruppo guidato da Valerio Battista sottolinea i segnali di lieve ripresa nel terzo trimestre, in particolare la crescita dell‘Ebitda.

La posizione finanziaria netta al 30 settembre scorso era pari a 1,246 miliardi, in miglioramento rispetto agli 1,446 miliardi di un anno prima.

Nel corso della conference call di presentazione dei risultati, il direttore finanziario, Pier Francesco Facchini, ha confermato l‘obiettivo di chiudere l‘anno con un indebitamento inferiore a quello del 2012, indicando il range 850-900 milioni, ma ha evidenziato che “il target è volatile perché dipenderà dall‘iter dei progetti”.

Facchini ha spiegato che avere una situazione finanziaria in ordine e generare cassa è fondamentale perché Prysmian vuole “essere un consolidatore nell‘industria”. L‘attività di M&A, ha aggiunto il Cfo, “è una tattica opportunistica”.

L‘Ad Battista ha puntualizzato che, in termini di M&A, “ci sono varie opzioni, ma per ora non c‘è nulla di significativo”.

Facchini ha detto di attendersi un free cash flow nel 2014 in area 200 milioni. Il manager, peraltro, ha sottolineato che è “troppo presto per fare previsioni sull‘anno prossimo”. Battista ha puntualizzato che si tratta di “una stima prudente” e che “non sarebbe contento” se il free cash sarà pari a 200 milioni.

EBITDA 2013 IN META’ INFERIORE GUIDANCE

Prysmian conferma la guidance sull‘Ebitda adjusted a fine anno, che si attesterà nel range 600-650 milioni.

Da una slide della presentazione pubblicata sul sito in vista della conference call con gli analisti si evince che l‘Ebitda si attesterà nella metà bassa della forchetta, dato che l‘impatto negativo dei cambi a fine anno sarà pari a circa 20 milioni di euro, i business ciclici restano deboli e le tlc soffrono (-29 milioni di Ebitda nei nove mesi); per converso, la conferma della guidance è figlia del contributo crescente dei progetti nel settore Transmission nel quarto trimestre, delle sinergie sui costi e dell‘accelerazione nelle consegne di cavi Surf nella seconda metà dell‘anno.

Nel corso della conference call, Battista ha detto chiaramente che l‘Ebitda 2013 si attesterà nella metà inferiore della guidance.

“Ci aspettavamo di essere nella parte centrale della guidance (600-650 milioni)”, ha spiegato Battista, “ma (l‘Ebitda) sarà probabilmente fra 600 e 625 milioni”.

Il dato 2013, ha proseguito l‘Ad, sarà influenzato negativamente da un effetto cambi pari a circa 20 milioni di euro.

L‘anno scorso, Prysmian aveva registrato un Ebitda di 647 milioni.

Secondo le stime di consensus, comunicate dall‘azienda, nei nove mesi gli analisti prevedevano vendite pari a 5,513 miliardi, un Ebitda adjustd di 442 milioni, un Ebit adjusted di 326 milioni, un utile netto adjusted di 178 milioni e una posizione finanziaria netta di 1,283 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2012, Prysmian aveva registrato ricavi pari a 5,930 miliardi, un Ebitda adjusted di 468 milioni, un Ebit adjusted di 349 milioni, un utile netto adjusted di 194 milioni e una posizione finaniaria netta di 1,448 miliardi.

Tornando alle stime degli analisti, il consensus sull‘intero 2013 indica vendite pari a 7,443 miliardi, un Ebitda adjusted di 618 milioni, un Ebit adjusted di 456 milioni, un utile netto adjusted di 239 milioni e una posizione finanziaria netta di 904 milioni.

BENE SOTTOMARINI, SI STABILIZZANO COSTRUZIONI

Dal punto di vista settoriale, Prysmian evidenzia la prosecuzione del trend positivo nei cavi sottomargini e la stabilizzazione del settore cavi costruzioni (T&I), mentre la distribuzione di energia resta debole.

Il gruppo prevede, per l‘esercizio 2013, che “la domanda nel business dei cavi a bassa e media tensione per le utilities e dei cavi per le costruzioni si mantenga debole; all‘interno del segmento Industrial, il business dei cavi per la generazione di energia eolica onshore e solare registra una forte contrazione, anche in seguito al mancato rinnovo o all‘incertezza sugli incentivi pubblici. Nel settore Telecom, inoltre, si prevede che la debolezza della domanda che ha caratterizzato i primi nove mesi dell‘anno permanga per l‘intero esercizio 2013. Si conferma, invece, l‘andamento positivo della domanda nei business ad alto valore aggiunto della trasmissione di energia e dei segmenti industrial quali oil&gas offshore, elevator, railway, crane e marine”.

TITOLO TONICO, PIACE CONFERMA GUIDANCE

Dopo una fase di incertezza, il mercato ha accolto positivamente i risultati: il titolo Prysmian, infatti, ha chiuso in rialzo del 3,91%, a 18,32 euro, dopo aver segnato un massimo di 18,39 euro.

Un analista che segue Prysmian spiega che sono piaciuti “la performance migliore rispetto alle attese della divisione T&I, la conferma della guidance nonostante l‘andamento negativo dei cambi, il miglioramento della divisione oil&gas e transmission”.

Un secondo analista sottolinea che “il calo dell‘Ebitda è dovuto quasi interamente al settore telecom, che ha sofferto per la fine degli incentivi”. Insomma, “nel complesso sono dei risultati positivi”.

Per leggere il comunicato integrale, i clienti Reuters possono cliccare su

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