28 ottobre 2013 / 13:24 / 4 anni fa

Carige corre in borsa su attese arrivo Montani, cade Bpm

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Le indiscrezioni sul passaggio dell‘AD Piero Montani da Pop Milano a Banca Carige penalizzano la banca milanese e spingono al rialzo l‘istituto genovese.

Il manager è molto apprezzato dal mercato e dagli investitori istituzionali per il suo buon track record, soprattutto in tema di ristrutturazioni e per questo il suo passaggio, non ancora ufficiale ma dato ormai per fatto, rappresenta per gli analisti una notizia negativa per Bpm e positiva per Carige.

Seppure con le dovute differenze, entrambi gli istituti sono nel pieno di una fase delicata del loro processo di ristrutturazione con un nuovo piano industriale alle porte e un aumento di capitale da eseguire, certo per Pop Milano e probabile per Carige.

Alle 13,35 circa Pop Milano perde il 2,9% a 0,47 euro circa mentre Carige guadagna il 3,5% a 0,59 euro a fronte di un calo dello 0,7% circa dell‘indice FTSE Mib. Volumi vivaci sui due titoli, a metà seduta già pari al quelli medi di un‘intera giornata.

“Montani ha fatto bene a Bpm e non solo sul taglio dei costi ma anche sui ricavi, e si pensa che possa fare bene anche in Carige”, commenta un analista.

La nomina di Montani come AD di Carige potrebbe essere annunciata domani dal Cda di Carige, secondo una fonte vicina alla situazione, mentre sul fronte milanese indiscrezioni stampa parlano dell‘arrivo di Giuseppe Castagna, ex responsabile retail di Intesa Sanpaolo.

A fine 2011 dopo la storica svolta in Piazza Meda e l‘arrivo della Investindustrial di Andrea Bonomi, Castagna era tra i candidati più accreditati alla guida di Piazza Meda e secondo un‘altra fonte vicina alla situazione adesso “potrebbero riprendere i contatti”.

“Se confermate, le dimissioni di Montani rappresentano una notizia negativa per il titolo (Bpm) in quanto rendono più elevato l‘execution risk del completamento del piano”, commenta in una nota Equita che si auspica una soluzione interna per il rinnovo al vertice.

L‘aggiornamento del piano industriale al 2015 di Bpm sarà presentato al consiglio di gestione il prossimo 12 novembre, insieme ai conti del terzo trimestre e includerà anche le proposte di modifica della governance.

Un altro analista sottolinea che è prevedibile che, alla luce del nuovo contesto macro, il piano di Piazza Meda contenga un ridimensionamento degli obiettivi finanziari, mentre non si aspetta grossi cambiamenti nella governance, al centro di un braccio di ferro tra il presidente del Cdg Andrea Bonomi e larga parte dei dipendenti riuniti nelle sigle sindacali.

“Sui target dovranno correggere il tiro, è inevitabile e non è una sorpresa. Per la governance il mercato ormai si aspetta poco, qualche modifica nelle composizione degli organi sociali ma niente di più, i sindacati manterranno il loro forte peso”, dice.

MONTANI, CV DA RISTRUTTURATORE, SALGONO ATTESE SU CARIGE

Montani, genovese, classe 1954, è arrivato in Piazza Meda a inizio 2012 in un momento delicato della banca e per rispondere alle richieste di discontinuità rispetto alla precedente gestione da parte di Banca d‘Italia.

Gli analisti ricordano anche la sua lunga carriera a capo della Banca Popolare di Novara, che ha risanato fino a condurla alle nozze con la Popolare di Verona. Così come il suo lavoro di ristrutturazione in Antonveneta, l‘istituto padovano al centro della celebre battaglia tra la Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani e Abn Amro nell‘estate del 2005, conquistato poi dalla banca olandese e infine acquisita a fine 2007 da Mps.

Aumentano quindi le attese per Banca Carige alle prese con un difficile piano di rafforzamento patrimoniale da 800 milioni chiesto dalla Banca d‘Italia e che intende coprire in gran parte attraverso cessioni di asset, in primo luogo le compagnie assicurative.

La nomina di un AD con ampi poteri gestionali era tra le richieste della Vigilanza e l‘attuale Cda sta approvando un piano industriale la cui presentazione potrebbe slittare, dai tempi inizialmente previsti di fine ottobre, proprio per i tempi legati all‘insediamento del nuovo AD.

Un terza fonte vicina alla situazione sottolinea che il Cda della banca genovese “sta lavorando a tappe forzate sul piano. I tempi sono stretti ma l‘imminente nomina dell‘AD, se confermata, dimostra che c‘è tutta l‘intenzione di rispettare la tempistica”, dice un fonte vicina alla situazione.

“Certamente credo che bisognerà dare al nuovo AD un po’ di tempo per analizzare il piano”, conclude.

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