17 giugno 2013 / 15:48 / tra 4 anni

Generali, BES e Bankinter su Bsi, non escluso closing a inizio luglio-fonte

MILANO, 17 giugno (Reuters) - La battaglia per la conquista di Bsi, la private bank svizzera messa in vendita da Generali nell‘ambito del piano di dismissione degli asset non core, si giocherà tutta nella penisola iberica.

Alla spagnola Bankinter, affiancata dal fondo Usa Apollo, si contrappone, infatti, la portoghese Banco Espirito Santo (BES), secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione.

Secondo la fonte la chiusura del deal è attesa tra fine giugno e inizio luglio, anche se c‘è un‘importante incognita riguardante le valutazioni espresse da due offerenti, che sarebbero più basse rispetto alle aspettative del venditore e questo potrebbe dilatare i tempi.

“Sono in due. Si tratta di Banco Espirito Santo e Bankinter che si muove con Apollo. Sono tutti e due interessati”, spiega la fonte. Il deal potrebbe chiudersi tra “fine giugno e inizio luglio”, ma tutto dipende anche dalla corrispondenza tra domanda e offerta visto che i due concorrenti “offriranno un po’ meno” rispetto a quanto richiesto.

Il parametro di riferimento è il book value che si aggira intorno a 2,3 miliardi di euro. Un broker italiano stima in 8-9 punti percentuali l‘impatto sul Solvency I a fronte di un valore di cessione nell‘area 1,6-1,8 miliardi di euro, spiega un trader.

Un analista non citabile spiega che Generali potrebbe anche accettare un prezzo inferiore al book value qualora l‘impatto sul Solvency I fosse ritenuto sufficiente.

Secondo una research note di BPI, inoltre, Banco Espirito Santo avrebbe poche chance di vincere la gara in quanto Bankinter ha la possibilità di formulare un‘offerta migliore.

Generali, come d‘abitudine, non commenta le indiscrezioni riguardanti il dossier cessioni, mentre non è stato possibile avere un commento da Banco Espirito Santo.

Negli ultimi mesi Generali ha decisamente accelerato sul fronte cessioni: al collocamento del 12% di Banca Generali di inizio aprile, che ha portato una plusvalenza di 143 milioni di euro e un impatto positivo sul Solvency I di 1,5 punti percentual, sono seguite le cessioni delle attività riassicurative negli Usa a Scor (150 milioni di dollari di plusvalenza e 1 punto in più di Solvency I) e delle partecipazioni di minoranza in Messico (500 milioni di euro di plusvalenza e 4 punti in più sul Solvency I).

L‘obiettivo dichiarato è ottenere un beneficio sul capitale regolamentare di 4 miliardi entro il 2015 e a oggi sono stati già ottenuti oltre 2,2 miliardi.

(Gianluca Semeraro)

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