8 febbraio 2013 / 15:18 / 5 anni fa

Rcs,pesante raccolta gennaio,tra soci ancora incerti su aumento-fonti

MILANO, 6 febbraio (Reuters) - Su Rcs piovono segnali scoraggianti sulla raccolta pubblicitaria di inizio anno, mentre tra i soci del patto di sindacato alberga ancora qualche incertezza sull‘aumento di capitale previsto per legge e che i più indicano intorno ai 400 milioni di euro.

E’ questa la fotografia della complessa situazione del gruppo editoriale in vista del doppio appuntamento di lunedì e martedì, quando l‘AD Pietro Scott Jovane incontrerà prima i sindacati e poi i consiglieri per aggiornarli sui lavori in corso sul piano di risanamento e rilancio. Dal Cda del 12, comunque, non sono attese decisioni, rinviate al consiglio per l‘approvazione dei conti 2012 che si dovrebbe tenere il primo marzo.

Intanto il titolo ritraccia in borsa con alti volumi dopo lo strappo al rialzo di ieri.

GENNAIO, PER QUOTIDIANI PUBBLICITA’ IN CALO DI CIRCA -28%

Due fonti a conoscenza dei numeri del gruppo, confermano in sostanza quanto anticipato oggi da Mf, che parla di un calo fino al 30% della raccolta pubblicitaria dei quotidiani (Corriere e Gazzetta). “L‘andamento è intorno a -28%”, dice una di loro.

Un po’ meglio, ma con cali sempre a due cifre, dovrebbe essere andata la raccolta del settimanale Io Donna.

In questa situazione rischia di diventare ancor più impegnativo il discorso che l‘AD dovrà tenere davanti al Cae (comitato aziendale europeo che raccoglie una rappresentanza dei sindacati interni di Spagna e Italia) lunedì mattina e davanti alle sigle sindacali il pomeriggio. Rcs conta nei due paesi oltre 5.000 dipendenti. “E’ ragionevole pensare che l‘ordine di grandezza dell‘intervento possa aggirarsi intorno al 10% della forza lavoro”, dice una fonte di settore. I sindacati sono in allerta. Il Cdr della Divisione Periodici, uno dei settori più in sofferenza del gruppo, ha lamentato qualche giorno fa lo “stato di abbandono” in cui si sente costretto, paventando in particolare le ipotesi stampa - già smentite da fonti aziendali - di una “bad company” in arrivo per gli asset in difficoltà.

SU AUMENTO ALCUNI SOCI INCERTI,VERSO RIFINANZIAMENTO DEBITO

“Rcs rischia di trovarsi in una sorta di circolo vizioso, con l‘AD che vorrebbe capire quanti soldi sono disposti a mettere i soci per definire i dettagli del piano e chiudere gli accordi con le banche su aumento e rifinanziamento del debito, e gli azionisti che sperano che nel piano finiscano un po’ di misure in grado di ridurre la portata del loro intervento”, dice una fonte vicina alla situazione.

Così, mentre i più continuano a parlare di un aumento di almeno 400 milioni di euro, qualcuno spera ancora di potersela cavare con meno e non dà per certa la propria adesione pro quota. “Più di uno non ha ancora preso una decisione. Non è banale in questo momento reperire risorse per finanziare attività non core”, dice un‘altra fonte.

Anche chi assicura che farà la propria parte con convinzione, aggiunge: “Certo non si può chiedere ai soci un impegno finanziario senza che l‘azienda affronti il tema dei tagli e delle efficienze. Deve essere innanzitutto un piano di messa a punto dei conti, poi viene lo sviluppo”.

Rcs, dal primo semestre 2012 finita in 2446 del codice civile per eccesso di perdite sul capitale, deve affrontare quest‘anno anche la grana della scadenza di un circa miliardo di euro di linee di credito. “La strada - dice una delle fonti - è quella di un piccolo rimborso e di una rinegoziazione del grosso del debito”. Il lavoro con le banche è cominciato, ma le banche vogliono sapere quanto sarà grande l‘aumento di capitale...

(Claudia Cristoferi)

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