29 novembre 2012 / 15:48 / 5 anni fa

PUNTO 2-UBI Banca, accordo con sindacati, 650 uscite, risparmi 100 mln

(Aggiunge note sindacati)

MILANO, 29 novembre (Reuters) - UBI Banca ha raggiunto un accordo con le rappresentanze sindacali - Fisac/Cgil esclusa - che prevede una riduzione di organico di 650 unità e un risparmio sul costo del lavoro a regime di circa 100 milioni di euro lordi annui, principalmente già conseguiti dal 2013.

La riduzione di organico, meno della metà dei 1.578 dipendenti full time previsti originariamente, avverrà mediante accesso, prioritariamente su base volontaria, al trattamento pensionistico o al fondo nazionale di sostegno al reddito, spiega il comunicato UBI Banca.

Le uscite avverranno nei prossimi cinque anni - dal 2013 al 2017 - con un incentivo che porterà l‘assegno di sostegno al reddito fino all‘85% dell‘ultima retribuzione netta mensile percepita dal lavoratore, si legge in una nota della Fiba/Cisl.

Gli oneri una tantum sugli esodi sono stimati in 130 milioni lordi da contabilizzarsi interamente nel quarto trimestre 2012.

“Rimangono peraltro confermate e in corso di progressiva attuazione - dice la banca - le ulteriori azioni in tema di organizzazione territoriale e di semplificazione della governance previste nel comunicato del 18 luglio, tese a portare ulteriori risparmi di costo e sinergie”.

Il piano comunicato a luglio da UBI Banca prevedeva un risparmio di 115 milioni entro il 2014 modificando la struttura organizzativa. Erano previste chiusure o cessioni di 44 sportelli, mentre per altri 78 era prevista la trasformazione in minisportelli.

IN ACCORDO ANCHE 240 ASSUNZIONI, DI CUI 100 PRECARI

L‘accordo prevede anche un contenimento degli oneri derivanti dalla riduzione delle prestazioni lavorative straordinarie, dai criteri di fruizione dei congedi, nonché dal ricorso a forme di flessibilità e di riduzione/sospensione dell‘orario di lavoro in parte finanziate dalle prestazioni del Fondo nazionale di sostegno al reddito.

Per quanto riguarda infine i costi della governance, sono stati ottenuti una serie di impegni da parte dell‘azienda: riduzione del costo complessivo degli organi di gestione di almeno il 20% attraverso la diminuzione dei compensi o del numero degli amministratori, taglio del parco auto aziendale a uso promiscuo di almeno il 10%, impegno a ridurre le spese amministrative (consulenze, servizi professionali, spese viaggio, immobili, ecc.) per oltre 45 milioni di euro, si legge nella nota Fiba/Cisl.

Al fine di supportare il ricambio generazionale, è stato inoltre condiviso un piano di stabilizzazione contrattuale e assunzione di personale a favore di 240 giovani in tre anni a partire dal 2013, cogliendo anche le opportunità date dal Fondo Nazionale per l‘occupazione recentemente istituito in sede di rinnovo del contratto nazionale.

Delle 240 assunzioni - si legge nella nota Fabi/Cisl - un centinaio riguarderanno stabilizzazioni di lavoratori precari.

FISAC/CGIL CRITICA, UBI AUSPICA RICOMPOSIZIONE

Sulla mancata firma di Fisac/Cgil, “l‘azienda auspica che si possano creare nel futuro prossimo le condizioni di contesto che permettano anche a tale componente di condividere le intese sottoscritte”.

In una nota pubblicata sul sito web, Fisac/Cgil comunica che aveva proposto alle altre organizzazioni “di sospendere i lavori e di invitare unitariamente con forza l‘azienda a ripresentarsi al tavolo di trattativa con una formulazione del testo di accordo che accogliesse effettivamente le richieste sindacali”.

“Preso atto dell‘indisponibilità degli altri sindacati a lavorare nel rispetto del mandato ricevuto dai colleghi - prosegue la Fisac - abbiamo deciso di non procedere in una trattativa che ha quale costante la riduzione dei costi di 115 milioni di euro esclusivamente a carico dei lavoratori da raggiungersi in forma sostanzialmente obbligatoria”

“Il risparmio di costi avrà quale risultato certo la distribuzione di un maggior dividendo agli azionisti e un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche e di lavoro dei dipendenti”, conclude.

Diverso il giudizio della Fabi/Cisl. “Con questo accordo - dichiara il segretario nazionale Attilio Granelli - sono stati definitivamente respinti i tentativi dell‘azienda di collocare obbligatoriamente in uscita 650 lavoratori, di cancellare i contratti integrativi aziendali nelle singole aziende del gruppo, e di imporre pesanti deroghe al contratto nazionale”.

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