22 ottobre 2012 / 16:55 / 5 anni fa

PUNTO 1-Hera-Acegas, mol sfioreà miliardo al 2016, cedola almeno 9 cent

* Presentato il piano industriale post acquisizione Acegas-Aps

* Investimenti previsti a 1,9 miliardi a fine piano

* Tommasi di Vignano: “Con Acegas bel salto dimensionale” (aggiorna, aggiunge dettagli, dichiarazioni)

di Giancarlo Navach

MILANO, 22 ottobre (Reuters) - Il piano industriale della nuova Hera post integrazione Acegas-Aps prevede un mol di quasi un miliardo di euro al 2016, rispetto ai 764 milioni raggiunti a fine 2011 dalle due utility insieme, su ricavi superiori a 6 miliardi di euro e investimenti per 1,9 miliardi.

Il dividendo minimo che garantirà il nuovo gruppo, operativo dal prossimo gennaio, sarà di 9 centesimi per azione, pari a un monte dividendo di oltre 120 milioni, superiore rispetto a quello distribuito dalle due aziende nel 2011.

Dati che incollano la multiutility di Bologna, guidata da Tomaso Tommasi di Vignano, al secondo posto fra le società italiane del settore subito dopo A2A di cui il mercato attende di conoscere il piano industriale per il prossimo triennio.

“Il piano esibisce una strategia orientata alla continuità che si arricchisce di contenuti importanti, come la politica dei dividendi in linea con quella degli ultimi anni e su questo ci muoveremo”, ha così commentato il numero uno di Hera i contenuti del piano in una conference call con gli analisti. “E l‘operazione Acegas-Aps ci dà un bel salto dimensionale”, ha aggiunto, conferamando l‘intenzione di continuare a crescere per linee esterne sempre tenendo presente la contiguità territoriale.

La posizione finanziaria netta negativa sarà di poco superiore a 2.600 milioni a fine piano, al di sotto di 2,7 volte il margine operativo lordo (in progressiva contrazione rispetto al 3,1 del 2011), sottolinea il gruppo in un comunicato.

Confermate le sinergie post acquisizione della utility di Padova e Trieste stimate in 25 milioni nei prossimi quattro anni suddivise nelle varie aree operative: servizi ambientali, gestione delle reti, vendita di gas ed energia elettrica.

Gli investimenti andranno per la gran parte (1.200 milioni) nelle reti, tra cui spiccano i 600 milioni nel ciclo idrico integrato, e quasi 500 milioni nel settore ambientale. L‘unione con Acegas-Aps porta a oltre 2,5 milioni i clienti energy nella filiera che raggruppa le attività di commercializzazione edi gas ed energia elettrica.

In Borsa Hera oggi ha chiuso in calo dello 0,23% a 1,33 euro, andamento analogo per Acegas (-0,26%) a 5,65 euro. “L‘incremento del monte dividendi è un fatto molto positivo, mentre si sta cercando di capire come il gruppo arrivirà alla crescita dell‘ebitda”, osserva un analista di una banca d‘affari straniera.

I manager di Hera stimano che la redditività di Acegas-Aps cresca di oltre 30 milioni al 2016, grazie soprattutto al contributo dell‘ambiente “a seguito del pieno utilizzo degli inceneritori, poi allo smaltimento di rifuti speciali”, ha spiegato il generale manager Stefano Venier.

Infine, è atteso nel 2013 l‘ingresso del fondo strategico italiano della Cdp nel capitale di Hera attraverso un aumento di capitale con diritto di opzione fino a 80 milioni di azioni. “L‘impegno con il fondo è di acquistare i diritti d‘opzione dai soci che non intendono aderire all‘aumento e poi a sottoscrivere l‘inoptato”, ha aggiunto Venier.

“Per Fsi il prezzo di ingresso sarà determinato sulla base un cap pari a 1,25 euro per azione, oggi il prezzo del titolo è leggeremnte superiore, ma è ovvio che i conti si faranno a tempo debito, ci sono davanti ancora sei mesi di tempo”, ha concluso Venier.

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