10 maggio 2012 / 14:48 / tra 6 anni

PUNTO 4-Prysmian, utile +25% in trim1, Ebitda adj 2012 a 600-650 mln

(Aggiunge in coda AD su Antitrust Ue)

MILANO, 10 maggio (Reuters) - Prysmian ha archiviato il primo trimestre con ricavi, margini e utile in crescita, fornendo una guidance sull‘Ebitda adjusted 2012 oltre la soglia dei 600 milioni di euro.

I ricavi hanno registrato una variazione organica del 2,5%, a 1,874 miliardi di euro.

L‘Ebitda adjusted è salito del 9,1%, a 130 milioni, mentre l‘utile netto è aumentato del 25%, a 45 milioni.

Il risultato operativo adjusted è aumentato dell‘8,8%, a 91 milioni.

Gli analisti, secondo le stime di consensus, si aspettavano vendite pari a 1,858 miliardi, un Ebitda adjusted di 127 milioni, un utile netto di 42 milioni e un indebitamento di 1,308 miliardi.

Per quanto riguarda l‘intero anno, Prysmian ha indicato una guidance di Ebitda adjusted compresa fra 600 e 650 milioni di euro. Nelle slide di presentazione dei risultati si legge che il punto di mezzo della forchetta, ovvero 625 milioni, verrà raggiunto se troveranno conferma alcuni assunti: sinergie crescenti con Draka, maggiore peso del segmento cavi sottomarini, aumento degli ordini di cavi flessibili, domanda positiva nel settore telecom e stabilizzazione del ciclo.

Il 2011 era andato in archivio con un Ebitda adjusted pari a 568 milioni.

TARGET EBITDA ADJUSTED COERENTE CON RECENTE PASSATO

Commentando i risultati, l‘AD Valerio Battista afferma che il gruppo “prevede un andamento positivo della domanda nei cavi per la trasmissione di energia, nonché nei cavi per energie rinnovabili, oil&gas e cavi ottici”, pur “in uno scenario macroeconomico di perdurante incertezza, in particolare in Europa”.

L‘incremento di redditività atteso, si legge nella nota, “è sostanzialmente attribuibile ai business a più elevato valore aggiunto, oltreché alle sinergie di costo derivanti dall‘integrazione con Draka”.

Nel corso della conference call di presentazione dei risultati, Battista ha sottolineato, a chi gli chiedeva quali fossero le condizioni per il raggiungimento dell‘obiettivo sull‘Ebitda adjusted, che “il mercato non è eccitante... ha bisogno di tempo per ripartire”. Il manager non vede una ripresa del mercato europeo nella seconda metà dell‘anno, perché “ci vorrà tempo per risolvere la crisi del debito sovrano”. D‘altra parte, il mercato nordamericano mostra forti segnali di ripresa.

L‘AD ha definito “coerente” con quanto visto negli ultimi sei-sette trimestri il target di un Ebitda adjusted a quota 625 milioni.

Prysmian aveva chiuso il primo trimestre dell‘anno scorso con un utile netto adjusted di 36 milioni e un Ebitda adjusted di 101 milioni. I ricavi si erano attestati a 1,490 miliardi.

Da notare che l‘olandese Draka è stata consolidata a partire dal mese di marzo 2011.

Nel corso della conference call, Battista ha anticipato che gli stabilimenti di cui è stata programmata la dismissione verranno chiusi “tra giugno e luglio” e ha aggiunto che la riorganizzazione del gruppo post-Draka verrà completata tra il secondo e il terzo trimestre. “Saremo in grado di dare un numero più preciso sulle sinergie nella seconda parte dell‘anno”, ha aggiunto l‘AD.

L‘indebitamento finanziario netto a fine marzo ammontava a 1,273 miliardi. La posizione finanziaria netta un anno fa era negativa per 1,46 miliardi, mentre a fine dicembre l‘indebitamento ammontava a 1,064 miliardi. Il peggioramento della pfn rispetto a dicembre, si legge nella nota, è imputabile soprattutto all‘incremento del capitale circolante legato alla stagionalità delle vendite e ai prezzi dei metalli (pari a 243 milioni di euro), “riconducibile ad un aumento del valore dei magazzini materie prime, semilavorati e prodotti finiti”.

Interpellato da un analista sull‘iter dell‘indagine antitrust in vari paesi che coinvolge, tra gli altri, Prysmian, Battista si è soffermato su quella dell‘Unione Europea e ha affermato: “Stiamo attendendo la definizione delle audizioni. Credo che partiranno prima dell‘estate, non so quando finiranno. Sarei sorpreso se una multa venisse definita prima della fine dell‘anno”. Battista ha aggiunto che la cifra che è stata accantonata, 205 milioni, per fronteggiare un‘eventuale sanzione “è sufficiente”.

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