13 marzo 2012 / 15:33 / tra 6 anni

CONTI 2011 - Mediaset, forte calo utili, visto anche in 2012

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Mediaset si lascia alle spalle un anno difficile, come preannunciato in più occasioni dalla stessa società, ma ciò che preoccupa gli analisti è che le prospettive per il 2012 non sono molto migliori.

La crisi economica e dei consumi scoraggia gli investimenti pubblicitari in Italia e Spagna, la pay Tv non riesce ancora a mostrarsi profittevole e l‘annunciato intervento sui costi non sembra al momento sufficiente a preservare i margini del gruppo. In questo contesto è previsto dai più un cambiamento della politica sui dividendi, che potrebbe portare quest‘anno e il prossimo a una cedola intorno ai 10 centesimi dai 35 pagati l‘anno scorso.

Secondo la media tra dieci stime pubblicate dopo i risultati di Mediaset Espana (22 febbraio), il 2011 dovrebbe chiudersi con ricavi per 4,248 miliardi (-1%), con un Ebit per 540 milioni (-34%) e con un utile netto per 245 milioni (-31%).

Per il 2012 gli stessi analisti si aspettano una modesta ulteriore contrazione dei ricavi (-2% rispetto alla stima media per il 2011), una nuova decisa flessione dell‘Ebit (-20% a 428 milioni) e dell‘utile netto (-17% a 203 milioni).

Il netto calo dei margini rispetto ai ricavi, spiega un analista, è legato da un lato alla struttura del business televisivo, che ha ingenti costi fissi, e dall‘altro all‘effetto positivo sul fatturato della pay Tv, che però a livello di Ebit è in perdita.

Il primo marzo Giuliano Adreani, AD del gruppo e numero uno di Publitalia, ha preannunciato che il 2011 si chiuderà con un utile sopra i 200 milioni e con una raccolta pubblicitaria in calo di circa il 3%. L‘utile 2011 era stato di 352 milioni, già molto lontano dal picco di oltre 600 milioni toccato nel 2005.

I conti saranno pubblicati il 20 marzo a mercati chiusi e seguirà alle 18 una conference call per gli analisti.

ATTESO INTERVENTO SUI COSTI DI FRONTE A NUOVO CALO RACCOLTA

Il punto, secondo JP Morgan, è che Mediaset si trova davanti agli stessi nodi già affrontati dalle altre Tv europee, ma in un contesto di debolezza economica, in Spagna e Italia, che amplifica i problemi. “Mediaset sta facendo fronte agli stessi temi che i broadcaster britannici e francesi hanno affrontato in passato, come il calo dell‘audience per la moltiplicazione dei canali, la penetrazione di Internet a banda larga che diventa un nuovo bacino per la pubblicità e le attività in perdita della pay-Tv”, si legge in una nota della banca d‘affari, secondo cui il Biscione seguirà le orme dei concorrenti esteri riducendo i costi, riorganizzando la pay-Tv e rafforzando i canali nel digitale terrestre.

Davanti a un mercato pubblicitario atteso ancora molto debole in Italia e Spagna (Goldman Sachs si aspetta nel 2012 una crescita del 5% in Usa, Gran Bretagna e Germania, +1% in Francia, ma -4% in Italia e -10% in Spagna), Mediaset non ha - secondo gli analisti - molte carte da giocare a parte un intervento sui costi, dato che - scrive Centrobanca - “la raccolta conta per oltre l‘85% dei ricavi attesi per il 2011 ”.

Le stime 2012 sui ricavi pubblicitari in Italia della Tv gratuita (FTA) del gruppo sono intorno al -5%. Adreani ha parlato di un inizio anno “debole” e di “segnali di ripresa per la seconda parte dell‘anno”.

Mediaset ha già annunciato un piano di taglio costi da 250 milioni in tre anni (al 2014), di cui 150 relativi alla FTA e 100 di minori investimenti. “Apprezziamo questa decisione - scrive Cheuvreux che parla di un target di 80 milioni di risparmi nel 2012 - ma temiamo che questo sforzo sarà vanificato dalla debolezza della pubblicità nel 2012 ”.

“La scelta migliore che ha davanti il management è una azione più severa sui costi”, commenta Mediobanca.

DRASTICO TAGLIO CEDOLA IN VISTA, INCOGNITA 2013

Intanto gli analisti si sono tutti allineati nell‘aspettare un cambio della politica dei dividendi sulla scia di quanto deliberato dalla controllata spagnola, che ha dimezzato al 50% il payout sul dividendo.

La cedola è ora attesa intorno ai 10 centesimi per 2011 e 2012 da buona parte dei broker. “In uno scenario di politica stabile sui dividendi (100% del cash flow generato in Italia più i dividendi di Mediaset Espana), probabilmente Mediaset potrebbe pagare 0,25-0,30 euro. Siamo convinti che non accadrà, date le prospettive deboli per il 2012 e considerando anche il taglio della cedola già adottato dalla Spagna”, dice Cheuvreux.

“Apprezzeremmo una posizione di cautela di questo tipo dato che il debito netto dovrebbe superare per la prima volta il livello di 1,8 miliardi”, osserva Mediobanca.

La convergenza di visione degli analisti finisce quando si parla di 2013. Centrobanca, ad esempio, non esclude che lo scenario recessivo si spinga fino all‘anno prossimo, mentre JP Morgan vede una ripresa per effetto delle misure del governo Monti che nel breve termine, invece, potrebbero avere un impatto negativo sull‘economia e sul mercato pubblicitario.

La visibilità sul futuro resta quindi ridotta. Davanti a un inizio anno che appare però indiscutibilmente difficile, restano aperte le questioni del beauty contest e del rinnovo del Cda all‘assemblea di aprile, su cui al momento non ci sono segnali di grandi novità in arrivo.

(Claudia Cristoferi)

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