9 marzo 2012 / 16:59 / tra 6 anni

PUNTO 1-A2A, senza cedola quest'anno, 23 consiglieri schiaffo a crisi

* Tabacci: Con Brescia bisogna rivedere patti parasociali

* Tabacci: non è il momento per ridurre la quota nella utility

* Tabacci: Epcg, acquisto sbagliato, bisognerà renderne conto

* Titolo peggiora dopo annuncio no a cedola, chiude a -2,14% (Aggiorna, aggiunge altre dichiarazioni, background)

di Giancarlo Navach

MILANO, 9 marzo (Reuters) - A2A non distribuirà dividendi nel 2012, relativi al bilancio 2011 e la cedola è in forse anche per gli anni successivi. Esclusa una discesa del comune di Milano e di quello di Brescia nel capitale della società, almeno stante le attuali condizioni dei mercati.

Ne è convinto Bruno Tabacci, assessore al Bilancio di Palazzo Marino, principale azionista della superutility lombarda insieme al comune di Brescia con il 55% del capitale.

“Nel 2011 Brescia e Milano hanno incassato 83 milioni di dividendo a testa. Nel 2012 incasseranno zero”, ha detto a margine di un convegno sulle multiutility del Nord, organizzato dalla Cisl. In altre occasioni il comune di Brescia ha sostenuto che la cedola sarebbe stata almeno pari a 33 milioni, “invece è zero”, ha ribadito.

Tabacci ha sottolineato che “con un debito di 5,1 miliardi, per i prossimi anni non si creano dividendi”.

Tramonta anche l‘ipotesi di una discesa nel capitale della società: si era parlato di una vendita fino al 5% del capitale, 2,5% a testa fra i due comuni per fare cassa. “Non è questo il momento di scendere in A2A. Abbiamo altre priorità: definire la governance di Edipower e i rapporto con Iren, priorità alle quali stiamo cercando di fare fronte”.

Tabacci è un fiume in piena: occorre mettere mano anche alla govenrnance della multiutility, che oggi vede ben 23 amministratori, divisi fra consiglio di sorveglianza (15) e consiglio di gestione (8).

“Con il comune di Brescia dobbiamo trattare il problema della governance. Ci sono patti parasociali che devono essere messi in discussione: 23 amministratori sono una cosa che grida vendetta, non si amministra con questi numeri di consiglieri con stipendi che sono uno schiaffo alla crisi che stiamo sopportando”.

Ne ha per tutti l‘assessore milanese che torna anche sull‘acquisizione della società montenegrina Epcg, costata circa 500 milioni ad A2A che al momento sta zavorrando la redditività della utility: “Il Montenegro chi l‘ha deciso? Era d‘accordo anche il comune di Brescia? Si tratta di una decisione sbagliata, di cui chiederemo conto in assemblea”, ha detto. La prossima assemblea di A2A, che si preannuncia piuttosto infuocata, si svolgerà il 29 di maggio prossimo e sarà dedicata al rinnovo dei vertici.

Incalzato dalle domande dei giornalisti l‘esponente della giunta milanese ha detto che “oggi c‘è un‘azienda molto appesantita dai debiti e dobbiamo inventarci qualcosa. Non si tratta di spacchettare la società, semmai di allargarsi. Questo è l‘unico modo per diluire il debito e per creare le condizioni di una ripresa della redditività”. In questo modo Tabacci ha voluto rispondere ad alcune prese di posizione delle Lega a Brescia che punta a dividere la parte ambiente della società da quella energetica.

Al convegno era presente anche Renzo Capra, storico presidente di Asm, poi confluita in A2A e “defenestrato” dalla giunta di centrodestra tre anni fa a seguito del ribaltone nel consiglio di sorveglianza. Alcune indiscrezioni sostengono che l‘aziano manager, classe 1929, possa tentare di rientrare nella partita delle nomine di A2A. Al momento non ha presentato un‘autocandidatura per Brescia, ma c‘è chi non esclude che possa presentarsi fra gli indipendenti, in rappresentanza degli ex dirigenti Asm. Lui ha però negato qualunque interesse.

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