13 settembre 2011 / 08:48 / tra 6 anni

PUNTO 3-Fiat conferma target ma teme per euro

(aggiunge dichiarazioni su andamento titolo)

FRANCOFORTE, 13 settembre (Reuters) - Fiat conferma i target per il gruppo nonostante la crisi finanziaria che sta colpendo la zona euro, ma ritiene che il sistema della moneta unica europea rischi di saltare se verranno fatte le mosse sbagliate.

Lo ha detto l‘AD Fiat, Sergio Marchionne, a margine del salone dell‘auto di Francoforte, aggiungendo che sarebbe interessante rafforzare l‘attuale partnership con Suzuki , con la quale esiste già un‘intesa sui motori diesel.

“Abbiamo deciso di non spostare niente”, ha detto Marchionne in merito ai target del gruppo. “Per Fiat gli obiettivi sono confermati”.

“Per Chrysler non abbiamo toccato niente del piano industriale, l‘economia Usa va bene”, ha aggiunto.

“Abbiamo sospeso delle decisioni”, ha detto, senza specificare se il riferimento fosse a un rinvio dei piani di investimento. “Il 2011 e il 2012 saranno anni difficili”.

Tornando al 2011 l‘AD ha detto che, “per quanto riguarda l‘Italia, avevamo già previsto un mercato estremamente debole intorno a 1,8 milioni di veicoli. Non abbiamo visto questi numeri dagli anni ‘80”.

Per l‘Europa “avevamno un‘opinione piuttosto negativa del mercato e continuiamo ad averla. In questi momenti di incertezza non potrà andare bene”.

Sulla Russia, dove Fiat ha in programma di realizzare un impianto sfruttando incentivi governativi, Marchionne ha detto che “proseguono i colloqui con il governo. Vanno benissimo”.

RIBASSO TITOLO NON MI INTERESSA

“Del ribasso del titolo non me ne frega niente, a noi interessa la realtà industriale”, ha detto Marchionne, commentando il calo dell‘azione Fiat seguito al crollo estivo delle borse, legato all‘allargamento del differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani e spagnoli nei confronti dei Bund tedeschi.

“Paghiamo uno sconto Italia sul valore dell‘azione”, ha aggiunto.

Il titolo ha perso oltre metà del valore dai 7,5 euro di fine luglio a 3,6 euro circa di oggi.

SISTEMA EURO PUO’ SALTARE

“Se si fanno le mosse sbagliate c’è il rischio che il sistema vada fuori binario”, ha commentato l‘AD, in merito alla possibile tenuta dell‘euro.

“Dobbiamo fare le cose in modo serio, il mondo ci sta guardando”, ha aggiunto, rispondendo a una domanda sulla manovra economica italiana volta a contenere il disavanzo pubblico e la speculazione contro i titoli di Stato. “Non voglio esprimere giudizi sui punti specifici”.

“Stanno tutti guardando l‘Italia per vedere come risolve i suoi problemi”, ha detto. “La cosa importante è essere totalmente credibili a livello internazionale”.

INTERESSE A LEGAME PIU’ STRETTO CON SUZUKI

“Parliamo con Suzuki e con chiunque altro voglia condividere con noi ipotesi di sviluppo”, ha detto Marchionne.

“Come no”, ha risposto alla domanda sulla possibilità di rafforzare i rapporti con la casa giapponese. “Sarebbe interessante per rafforzare la presenza in Cina e in India”.

“Ma non stiamo lavorando adesso su piattaforme con Suzuki, c’è uno scambio di informazioni”, ha aggiunto.

Volkswagen ha accusato Suzuki di aver violato i patti dell‘accordo, ma ha affermato che non intende cedere la sua partecipazione nel gruppo giapponese pari al 19,9% del capitale.

NESSUNA TRATTATIVA CON VEBA

Marchionne ha smentito che il gruppo sia in trattative con Veba per acquistare la sua partecipazione in Chrysler, che potrebbe portare la quota di Fiat vicino al 100% del capitale.

“Con questi mercati non si può fare nulla, non ha senso”, ha detto Marchionne su Veba.

L‘AD Fiat ha glissato sull‘ipotesi di quotazione di Chrysler o Ferrari, ribadendo che con questi mercati non ha senso valutare queste ipotesi.

PROSEGUE L‘ANALISI SU MIRAFIORI

Per quanto riguarda l‘investimento da un miliardo di euro per l‘impianto di Mirafiori, dove Fiat ha in programma di produrre due tipologie di Suv, Marchionne ha detto che non è stata ancora presa nessuna decisione.

“Stiamo valutando l‘impatto euro/dollaro e la crisi per decidere cosa fare”, ha detto Marchionne.

Per quanto riguarda i tempi di una decisione, Marchionne ha detto: “Stiamo parlando di settimane”.

Il sindacato teme che il gruppo intenda spostare la produzione del Suv negli Stati Uniti.

Stefano Rebaudo

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