1 agosto 2008 / 17:03 / 9 anni fa

Voto Usa, modelli economici prevedono vittoria Obama

WASHINGTON (Reuters) - E’ di nuovo l‘economia, bellezza! I modelli economici che hanno previsto correttamente il vincitore della maggior parte delle elezioni presidenziali Usa dal dopoguerra ad oggi dicono che la paura di una recessione economica permetterà al candidato democratico Barack Obama di vincere la sfida per la Casa Bianca.

<p>Barack Obama sale su un aereo. REUTERS/Jim Young (BRITAIN)</p>

Tre studi condotti separatamente hanno mostrato che il candidato democratico dovrebbe conquistare tra il 52% e il 55% delle preferenze a causa delle non rassicuranti stime sull‘andamento dell‘economia.

In base a questi modelli di previsione, poi, ogni ulteriore deterioramento della situazione economica, che gli analisti ritengono molto probabile, dovrebbe ulteriormente aumentare le possibilità di una vittoria di Obama.

“L‘economia non sarà certamente un fattore positivo per i repubblicani”, ha detto Ray Fair, professore di economia all‘università di Yale che ha ideato il primo di questi modelli di previsione nel 1978.

Partendo dalla base di una crescita economica dell‘1,5% con un‘inflazione del 3%, il modello elaborato da Fair prevede che il candidato repubblicano John McCain otterrà il 47,8% dei voti, mentre Obama raggiungerà il 52,5%.

“E’ un buon margine ma non è una valanga”, ha detto Fair, che ha fatto i suoi calcoli lo scorso aprile. “Sarebbe stata (una vittoria) molto più netta se ci fosse stata una recessione nel 2008”.

Ispirata ad un famoso film con Humphrey Bogart (l‘originale recitava: E’ la stampa, bellezza!), la frase “E’ l‘economia, bellezza!” era lo slogan usato da Bill Clinton durante la campagna elettorale del 1992 contro H.W. Bush per ricordare agli elettori della brutta recessione che il paese aveva attraversato proprio durante il mandato del presidente repubblicano uscente.

Il modello di Fair, insieme ad una versione elaborata dalla società di consulenza Macroeconomic Advisers, mescolano dati politici e economici arrivando alla conclusione che la cosa che più di tutto interessa agli elettori americani è l‘andamento del loro portafogli.

“Questo modello ha previsto in modo corretto chi sarebbe uscito vincitore dalle elezioni per 12 volte su 14”, ha detto Macroeconomic Advisers in una nota. “Se gli elettori dovessero continuare a considerare i fattori (economici) come hanno fatto in passato, l‘attuale debolezza dell‘economia e l‘aumento dei prezzi delle fonti energetiche rappresenteranno un ostacolo significativo per la campagna di McCain”, si legge nel comunicato.

Il terzo modello è stato ideato da Douglas Hibbs, ex professore di economia dell‘università di Goteborg in Svezia. Quest‘ultimo prende in considerazione soprattutto due fattori principali: la media ponderata della crescita del reddito pro capite e il numero di vittime delle guerre combattute dagli Usa all‘estero.

“La media della crescita del reddito pro capite probabilmente il giorno delle elezioni sarà aumentata solo dello 0,75%. Inoltre, le vittime americane in Iraq avranno superato i 4.300 soldati”, ha detto Hibbs nell‘aggiornamento di giugno del suo modello. “Date questi parametri fondamentali, il mio modello prevede che i repubblicani prenderanno il 48,2% dei voti”.

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