28 giugno 2008 / 09:09 / tra 9 anni

Salute, Sacconi: situazione spesa più grave di quanto sembri

VENEZIA (Reuters) - Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto che la situazione della spesa per la salute “è più grave di quanto possa sembrare” e che i Lea (livelli essenziali di assistenza) varati dall‘ex-ministro della Salute Livi Turco “non esistono”.

“Le previsioni che in modo univoco fonti istituzionali fanno, dicono che in assenza di politiche correttive nel 2050 la spesa per la salute sarà più che raddoppiata. La situazione è più grave di quella che può sembrare”, ha detto il ministro ieri sera alla riunione di Andi Veneto (Associazione nazionale dentisti italiani) a Mogliano Veneto (TV).

“Abbiamo concretamente verificato che non c’è una equazione tra maggiore spesa per la salute e maggiore qualità dei servizi. Anzi c’è un Italia spaccata a metà in cui si rappresenta il meglio e il peggio nell‘ambito dei paesi industrializzati”.

Il ministro ha detto che il governo è impegnato per “garantire ovunque in modo equo prestazioni fondamentali a tutti i cittadini” e che per fare ciò sarà fondamentale il federalismo fiscale, visto come “un meccanismo solidale e responsabile”.

“Ciascuna regione, al di là della sua capacità impositiva, avrà garantite entrate corrispondenti ai livelli essenziali delle prestazioni, calcolati secondo costi standard e non secondo la spesa storica”, ha sottolineato il ministro, aggiungendo che le strutture che non saranno in grado di erogare i servizi a quella cifra dovranno rivolgersi ai cittadini per prelievi aggiuntivi e che oltre una certa soglia scatteranno sanzioni, come il commissariamento.

Sacconi ha aggiunto che i “Lea varati dal ministro Turco a governo ormai morto non ci sono”.

“Abbiamo ricevuto la lettera della Corte dei Conti che ci ha scritto quello che era evidente avrebbe scritto a qualunque ministro fosse arrivato: sono il libro dei sogni, non c’è la copertura finanziaria per quei Lea”.

“I Lea non esistono perché la Ragioneria ritiene che costerebbero 800 milioni in più su base annua”, ha continuato il ministro, che prevede la crescita dei fondi integrativi anche su base contrattuale.

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