31 maggio 2008 / 08:40 / tra 10 anni

Greggio, Juncker: no a sgravi fiscali per contrastare rincari

LUSSEMBURGO (Reuters) - I paesi membri dell‘Unione europea dovrebbero attenersi all‘accordo del 2005 contrario all‘utilizzo di misure fiscali che compensino i rincari del greggio.

<p>Jean-Claude Juncker in una foto d'archivio. REUTERS/Francois Lenoir (BELGIUM)</p>

Lo ripete il presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ribadendo un messaggio lanciato nuovamente ieri anche dal commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquin Almunia.

Juncker ricorda l‘intesa raggiunta tre anni fa a Manchester secondo cui misure come sgravi fiscali vanno evitate perché sosterrebbero la domanda in modo artificiale, mandando segnali sbagliati ai produttori petroliferi.

“Abbiamo convenuto sul principio che i rincari del greggio non dovrebbero portare i governi a tagli delle imposte sul prezzo dei carburanti” dice alla stampa.

Dall‘accordo del 2005 a oggi i prezzi del barile sono però quasi raddoppiati, fino a superare i 130 dollari, e, di fronte alle manifestazioni di protesta di camionisti e pescatori, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto la settimana scorsa che l‘Unione europea dovrebbe valutare tagli alle accise sulle benzine se il greggio dovesse continuare ad accelerare.

L‘inquilino dell‘Eliseo ha anche proposto la creazione di un fondo speciale, finanziato dai proventi Iva, mirato a sostenere i settori dell‘economia maggiormente penalizzati dal rincaro del greggio.

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