24 maggio 2008 / 08:18 / tra 10 anni

Nucleare, bollette meno care del 20-30% - Conti (Enel) a stampa

MILANO (Reuters) - Con il ritorno al nucleare, l‘Italia potrà evitare di importare il 20% del suo fabbisogno elettrico con una produzione interna che utilizzi l‘energia nucleare, portando un risparmio per le bollette dei cittadini dal 20 al 30% in meno rispetto alla attuale media nazionale.

<p>L'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti. REUTERS/Chris Helgren (ITALY)</p>

Lo ha detto l‘amministratore delegato dell‘Enel Fulvio Conti in una intervista pubblicata dal quotidiano Il Messaggero.

“Il nucleare può aprirci le porte dell‘indipendenza energetica - dice Conti nell‘intervista - Quel 20% di elettricità importata... corrisponde a circa 50-60 miliardi di kilowattora l‘anno. L‘obiettivo ottimale per l‘Italia sarebbe dunque di rimpiazzare questa quota di import con una produzione interna che utilizzi la stessa energia nucleare. Per are questo servirebbero 5 centrali da 1.600 megawatt”.

“Il vantaggio del nucleare sta nel fatto che il costo variabile di produzione, quello dato dal combustibile, è drasticamente più basso che con le altre fonti - dice Conti - La combinazione del costo fisso più elevato e di quello variabile più basso rende l‘energia nucleare comunque vantaggiosa”.

“Parliamo del 20 o 30% in meno rispetto alla nostra media nazionale - risponde nell‘intervista a una domanda su quanto sia conveniente il nucleare - Questo è il minor costo che pagano i francesi sulle loro bollette”.

Due giorni fa all‘assemblea di Confindustria il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha detto che il governo Berlusconi intende costruire in Italia, entro il 2013, centrali nucleari di nuova generazione per superare la dipendenza del Paese da gas e petrolio.

“Noi siamo pronti - dice Conti al Messaggero - La progettazione può partire anche subito e richiede un massimo di tre anni... Per la costruzione vera e propria di una centrale da 1.600 megawatt occorreranno altri 3-4 anni. In 8 anni un impianto nucleare si può fare”.

Alla domanda se -- visto che cinque nuove centrali nucleari potrebbero interessare altri gruppi come Edison e E.On - sia d‘accordo con i consorzi di produttori per le nuove centrali, Conti risponde nell‘intervista: “Sì, in alcuni Paesi si usa ed è una soluzione che potremmo importare”.

“Non pretendo che sia solo l‘Enel a fare il nucleare in Italia, c’è spazio per tutti, purché nell‘ambito di tecnologie comprovate e compatibili con un sistema integrato”.

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